domenica 21 dicembre 2008

Dicembre

Amo dicembre.
[nonostante il delirio, il traffico, la foga che sembra prendere un po' tutti. Nonostante i giorni dopo l'operazione non siano stati semplici, nonostante un altro anno che se ne va]
Le giornate limpide, l'aria che sembra più leggera, le luci di Hanukkah, i regali per le amiche. Le passeggiate, la sera con Nadia e quella con Manuela, i libri nuovi.
Non mi interessa che sia Natale e che dobbiamo essere tristi o felici- io amo questo mese.
[perché ci vogliono tre ore e mezza da Milano a Roma, perché mi sono svegliata sorridendo stamattina, perché ancora pochi giorni e poi ci rivediamo, perché ieri è stata una bella serata, perché domani vado a farmi togliere i punti, perché non ho poi tanti motivi per essere triste e arrabbiata]

mercoledì 17 dicembre 2008

I'm Just A Drama Queen, After All

Oggi mi sono arrabbiata tantissimo- così tanto che mi è calato un umore cupo che in confronto il cielo di Roma pareva azzurro, che mi è venuto mal di pancia, che volevo solo tornare a casa e non parlare con nessuno nonostante mia madre si proponesse per un po' di shopping.
Poi ho chiuso la porta e fatto una serie di cose inconsulte- tipo provare vestiti da sera vintage che mi pendono di dosso e scarpe di raso rosso. Sto leggendo Faulkner- e taglia come un coltello.
A un certo punto è arrivata Betta e mi ha portato fuori- e ho mangiato qualcosa di solido, il primo cibo solido da giovedì. Adoro le mie amiche quando mi fanno ridere, mi sdrammatizzano e ci sono le sorprese in fondo alle borse.
Tutto mi passa, così.
Incrocio le dita- e forse sabato scappo da questa città.

lunedì 15 dicembre 2008

Lunedì Sera

In questi giorni rifletto.
Faccio il pieno di tempo per quando ne avrò poco, mi curo molto. Soffro la fame e sogno il cibo, parlo tanto al telefono [poi si scaricano contemporaneamente- cellulare e cordless].
Fuori piove, ma mi va quasi bene, dormo la notte cullata dalle gocce d'acqua sulle foglie e dal frusciare degli alberi. Leggo, ascolto musica, ritrovo le foto di Berlino- di una vita fa.
Ricevo visite, in casa e penso che potrei ricominciare a uscire.
Tutto questo vuoto da riempire mi atterrisce e mi esalta allo stesso tempo.
Oggi ho messo via cose del passato che era superfluo avere sotto gli occhi- e questo gesto mi è venuto naturale. Se me lo avessero detto tempo fa- non ci avrei creduto: una cartella che sparisce dal computer, carta archiviata in un posto lontano; non mi sembrava giusto buttare quella che una volta era parte di me.
Bastava così poco.
Sto bene (nonostante gli acciacchi) perché sono così: intera.
[con qualcuno- tra i tanti- che sento vicino, che mi fa (sor)ridere- di me e di tutto il resto, che sì- insomma, oggi sì]

sabato 13 dicembre 2008

E Ora

Ce l'ho fatta- senza svenire, senza urlare, come se fosse una passeggiata. Sto in casa con un sacco di punti, una cura antibiotica, la faccia non proprio bella da vedere (ma mi giurano che dura poco, poi torna normale). Non mangio- e mi pesa molto, non fumo- e pensavo mi pesasse di più.
Non sarò mai abbastanza brava da smettere, ma pazienza.
Mi sarebbe piaciuto vedere la piena del Tevere- senza spaventarmi perché qui in alto l'acqua non sarebbe mai arrivata. Ho passato un pomeriggio divertentissimo qui a provare cose pazzesche che incredibilmente mi stavano bene: mi sono vista bellissima e sensuale.
(però poi mancava, al solito, la taglia più piccola).
Sono andata a cena all'indiano con Betta e Manuela e mi è piaciuto vederle socializzare.
Chissà se avrò il coraggio di andare al parco, infagottata nella sciarpa e con gli occhiali scuri- a godermi questo strano sole di dicembre.

mercoledì 10 dicembre 2008

Nodi

"E tu suoni e risuoni e
risuoni e risuoni o chimera. E perciò io ti chiamo
e ti chiamo e ti chiamo chimera. E io ti chiamo e ti chiamo
e ti chiamo sirena" [Amelia Rosselli, La libellula]

E ancora una volta torno- e mi fermo per un po'. Con una giornata passata con Elisabetta, tra parole e cioccolata calda e passi per evitare la folla; la visita di Lise per un teuccio in cucina, l'ennesimo treno che scende giù. La cena con gli amici, le cose da fare in questi giorni, la piccola operazione che mi aspetta domani (e pensavo di essere più spaventata).
Non voglio avere paura.
Voglio sentire ancora i nodi che si sciolgono.
Stavolta non scappo- e nessuno mi costringe a fuggire.
Aspetto, fra i libri, le parole, le cose care.
Grazie- a chi sa esserci.

lunedì 8 dicembre 2008

Giorno Di Festa

Dopo due giorni di "parto, non parto, forse parto- anzi no"- alla fine quel treno l'ho preso.
E a Roma, sotto il diluvio- sempre in giro, con Betta a ridere come due sceme ferme a un semaforo di lungotevere, al calduccio del Treebar. Tra gli stand della Fiera dell'editoria, con Nadia rapita per qualche ora alla sua clausura; le ore con Manuela a parlare, camminare arrancando tra le pozze d'acqua a provare gonne e collane. Per le strade che conosco bene, con le persone che mi porto dietro da una vita- ogni cosa mi pare semplice e bella.
E poi- questa sensazione strana che provo qui, mentre aspetto e quando lo vedo, la mia gioia strampalata e adolescenziale, i pensieri che si distendono come fili e questo mese pazzo e gelido e accogliente. Il passato davvero dietro alle spalle.

mercoledì 3 dicembre 2008

Butterfly

Tra le tele meravigliose di Burri (che ogni volta sono un'emozione nuova) nella Triennale deserta e bianchissima, il sole arrivato all'improvviso, le frasi fulminee che intervallano i quadri di Magritte (non sempre all'altezza delle aspettative), i palazzi liberty- quest'attesa allegra.
Le ore che spero passino rapide e io che confondo le righe.
Una gioia effimera- che credevo di non conoscere più.

martedì 2 dicembre 2008

Intermezzo

E' strano ritrovarsi così- a Milano in vacanza, senza sentire l'avvicinamento del Natale. Rimandando pensieri cupi in favore di pensieri luminosi.
Con le amiche da salutare perché si torna a Roma (non definitivamente), i pacchetti da preparare- e vengono fuori sempre un po' bitorzoluti anche se contengono cose lineari. Leggendo meno, scrivendo quasi nulla, desiderando le mostre di Magritte e Burri; avendo chiuso le pendenze lavorative e riportato le mie poche cose dall'ufficio.
E' strano ritrovarsi così- un po' contenta e un po' confusa, con il telefono che squilla di notte e no, domani sera non mi sembra necessario andare a sentire i Gotan Project. E quest'aria contenta che non mi abbandona, senza troppi motivi, poi, per una volta.

domenica 30 novembre 2008

Snow

La neve e poi la pioggia, il batticuore, i treni, la musica, le incertezze.
Una sorpresa, in questi giorni d'inverno- una di quelle cose che non pensavo mi sarebbero più capitate e invece.
I sorrisi, insperati eppure veri.

domenica 23 novembre 2008

Where Is My Mind?

Di Parigi mi piace quell'aria placida- con le persone che sembrano un po' in vacanza anche se camminano veloci e si vede che stanno andando a lavorare. Le ragazze benvestite e mai troppo pettinate che si fermano un istante a guardare una vetrina, gli uomini belli che mi sorridono per strada (un sorriso mai strafottente o viscido). Di Parigi mi piace tutto: le strade che conosco a memoria- e ritrovarle è una gioia, quelle che scopro ogni volta, i bar, i negozi, la moda. Le librerie piene di gente e di libri, le gallerie d'arte dove si possono guardare le opere in pace, le mostre che lasciano senza fiato e quelle che sono una sorpresa bellissima. I libri che qui non trovo, i vestiti colpo di fulmine, una collana di farfalle, un paio di scarpe stravaganti, il tè verde speciale e lussuosissimo, il fascino discreto di ogni cosa, i passages.

Poi torno e mi viene l'influenza- e sono un po' svagata e parecchio asociale. Guardo film che mi fanno sognare, leggo sul divano avvolta nella coperta di lana, ho la testa parecchio altrove (più a nord), condivido ricordi con le mie vecchie amiche, ascolto musica in continuazione.
Giovedì a Milano- e il pensiero di concerti e serate e persone care è bello.

venerdì 14 novembre 2008

RapidaMente

Giorni in cui scrivere mi sembra superfluo. In cui piove così tanto che a volte quell'acqua fa paura. In cui passo del tempo con Manuela e chiacchiero con Marilù su gmail. In cui rido di cuore con i miei futuri colleghi e mi dico che ci può essere del buono anche tra avvocati. In cui mi emoziono per le serigrafie di Munari e Turcato che sono state regalo per il ritorno.
Giorni in cui c'è una cosa piccolissima che sta in un angolo.
Domenica parto per Parigi, finalmente.

mercoledì 5 novembre 2008

La Giusta Distanza

Poi così, fa freddo, ho qualche momento no (più di qualche), non ho ancora capito se vorrei partire o restare. Invece domenica parto e Betta ha già prenotato il treno così per una volta non faccio il viaggio da sola con le cuffie nelle orecchie da Milano a Roma. Mi passano i giorni e non me ne accorgo tanto- se non fosse perché guardo l'agenda per ricordarmi le cose da fare e invece poi me le dimentico lo stesso. Ho ricevuto due libri in regalo nel giro di pochissimo, da due persone diverse- ed è una cosa che mi fa felice perché in pochi mi regalano libri (grazie Silvia, grazie Stella). Ho passato un pomeriggio bello davanti a un camino in una casa dove avrei voluto ficcare il naso in ogni scatola, in ogni catalogo. C'è un'umidità tale che lisciarsi i capelli è inutile e mi piacerebbe avere un paio di stivali di gomma con cui saltare dentro alle pozzanghere- ma poi non ci andrei mai in giro. Oggi sono andata a vedere il film sulla Banda Baader- Meinhof che mi ha un po' deluso, soprattutto alla fine: va bene che non si possono riassumere dieci anni in due ore e mezza, ma semplificare così tanto è irritante (poi mi sono accorta che è uscito questo- ed è un gran bene se a qualcuno frega qualcosa dei Joy Division. A me sì e infatti lo vidi, a suo tempo, cantando le canzoni ed emozionandomi sempre per le stesse parole).
Mi sono vista in un ritratto ed è stata una delle poche volte in cui, vedendomi da fuori, mi sono detta- sono io, sono proprio così (ancora grazie, signora artista)
Le mie angosce e i miei malesseri sono noiosissimi- come quelli di buona parte della gente;"La strada" di Mc Carthy invece è decisamente un libro horror e mi sta facendo paurissima.

lunedì 3 novembre 2008

Lunedì

Tutta quest'acqua che non sembra finire mai- e l'aria densa di umidità che fa dolere le ossa.
Tutti questi passi quando non si capisce se sia festa o meno- e il 31 poca gente in giro sotto il diluvio e il riscaldamento acceso per la prima volta e il rumore delle gocce di notte.
Tutte queste scarpe buffe alla mostra di Ferragamo- che a me e Lise viene voglia di provarle e tutta la delusione di scoprire che un ristorante buonissimo ha chiuso (ma passare comunque una bella serata a parlare e sfogliare libri).
Tutta la gioia di aspettare Elisa sabato mattina e passare due giorni felici in giro per la città a condividere un po' del tempo nonostante i chilometri che ci dividono normalmente. Prendere il caffè in quattro, sfidare la folla di corso Buenos Aires, scegliere stradine silenziose per il ritorno, fermarci in una libreria piccola che sembra una libreria e non un supermercato. Uscire la sera per tornare presto e passare una parte della domenica mattina fra le foto di Bettina Rheims e la città assopita (non credo sia una brutta mostra- anzi, alcune opere mi sono piaciute molto. Solo che quando si vuole scandalizzare senza troppa sottigliezza, spesso si riesce solo ad annoiare chi dovrebbe strabuzzare gli occhi e restare turbato).
Camminare ancora molto con Silvia e Matteo alla ricerca di un bar che sembra non esistere- Milano può essere davvero deserta e spettrale, tornare a casa che è quasi tardi, ritrovare Marilù tornata da New York e poi ecco un'altra settimana da riempire. Di bellezza, attese, speranze, libri, volti.

martedì 28 ottobre 2008

Parlez- Moi De La Pluie

Mi pare un miracolo dormire quattro notti di fila senza cacciarmi dieci gocce di Xanax in gola e mangiare senza torcermi dal mal di pancia- eppure è successo e sono stata bene per tanti motivi. Perché faceva un freddo da inverno e dunque, avevo la giustificazione per non far nulla se non leggere e andare al cinema e ingurgitare meravigliosi cioccolatini caloricissimi. Perché alla fine quell'atmosfera lacustre e brumosa non mi dispiace nemmeno un po', perché il film di Agnès Jaoui è intelligente e tenero e ben scritto e recitato e non sono uscita incazzata dall'ultimo Woody Allen- che anzi, mi è sembrato il meno peggio degli ultimi anni (Home invece fa veramente schifo e mi domando perché la mia adorata Isabelle Huppert ultimamente faccia questi film vuoti e inconcludenti). Perché ho letto un libro impalpabile e strambo che mi ha smosso qualcosa nell'animo- anche se non so dire cosa. Perché Leonard Cohen ha cantato "The partisan" e "Famous blue raincoat", che sono due tra le mie canzoni preferite e il concerto è stato splendido ed emozionante. Perché ho prenotato l'albergo per Parigi e il solo pensiero di quella città mi ubriaca di gioia e di emozione. Perché lì, passato il confine, ogni cosa sembra così quieta da far dimenticare tutto il resto.
[adesso qui a Milano piove tantissimo e quand'è così un po' mi piace un po' mi deprime. Mi sento un po' malinconica e lontana da tutto, anche se ho tante cose belle in programma per i prossimi giorni. Diamo la colpa al buio che arriva troppo presto, a queste strade lucide di acqua e semideserte perché uno proprio non ha voglia di stare in giro. Alle incertezze del futuro, alla partenza prossima che mi pare troppo lontana, a quel che lascio qui e che mi mancherà tantissimo, alla mia incapacità di sentire- come se a un certo punto fossi diventata una pietra. O di pietra, chi lo sa]

mercoledì 22 ottobre 2008

Reverse Order

Non ho molto da fare- tranne farmi i cavoli miei, che comprendono varie cose: leggere, ascoltare musica, dormire fino a quando mi va, cucinare le verdure che ho nel frigo. Passare giornate cazzone in giro per Milano con le amiche a mangiare i dolci del California Bakery, fare foto sceme, ascoltarle parlare; canticchiare le canzoni degli Abba mentre guardo "Mamma mia!" al primo spettacolo. Andare in Feltrinelli con Veronica e stufarci subito della folla, di Capossela che arriva in ritardo e snocciola banalità, di un essere talmente importuno da sembrare irreale; fuggire, chiacchierare, mangiare la pizza, ridere.
Poi ci sono i momenti in cui ogni cosa sembra insostenibilmente triste e mi viene mal di pancia; quando mi sveglio la notte con la sensazione che le pareti mi soffochino. Quando mi manca- ogni cosa tranne quelle che ho a portata di mano e allora le immagini, le parole, i suoni perdono un po' della loro importanza e il mondo sembra un deserto di paure e desolazioni.
Quei momenti in cui non voglio vedere nessuno, sentire nessuno- in cui sono pronta a graffiare ognuno che si avvicina; quei momenti che poi pian piano si dissolvono e diventano ricordi sfocati perché desidero essere altrove- non intrappolata lì e non li so e non li voglio dire.
[io intanto domani vedrò un'amica che vive lontana e sono tanto contenta- e venerdì prenderò il treno per la Svizzera per un weekend di pace e concerto di Leonard Cohen. Speriamo che tutti i fantasmi stiano lontani]

domenica 19 ottobre 2008

Appunti Di Gioia (Precaria)

Parlo con poche persone di quel che succede in certi momenti: del dolore, della vita che non sarà più com'era una volta, delle paure nascoste. Cerco di non rendere tutto questo il centro della mia vita, ma di relegarlo al margine- di concentrarmi sulla bellezza e sulla comprensione in cui inciampo quasi quotidianamente.
Penso alle parole di Serena Vitale su Mandel'stam, alle sue poesie che mi tornano in testa, ai versi che so a memoria- e mi sarebbe piaciuto che quella serata fosse durata di più. Cammino tanto con Marilù: ci riprendiamo Milano, lei dopo tanto tempo, io per convincermi che non sto lasciandola definitivamente- perché non si abbandona del tutto il posto in cui si lascia un pezzo di sé. Passeggiate frivole, per sgranchire le gambe, caffè pomeridiani godendoci l'ultimo sole con Ele; passeggiate magiche in mezzo alle fiabe di seta dei foulard di Hermès, passeggiate rapide verso un'agognata cena cinese o per il Rolling Stone- per ascoltare e ballare la musica travolgente dei Calexico. Guardo fuori dal finestrino del treno, domenica mattina, le prime foschie che velano il cielo e il lago di Como, penso alla sera fuori e mi dico che è bello vivere così- senza preventivare nulla, aspettando qualsiasi cosa senza pregiudizi (o quasi), vorticando senza nausearmi.
Stasera, senza niente di certo, sono tornata a casa con un libro regalato e qualcosa che assomiglia alla serenità. E in momenti così- certe paure e certi dolori sembrano tanto lontani.

martedì 14 ottobre 2008

In Between (Days)

Mi piace questa foschia di sera- che a Roma è rarissima e a Milano normale. Mi piace tornare qui e riprendere la vita così diversa da quella laggiù; tra poco lascerò il lavoro (devo solo consegnare la lettera di dimissioni) e poi ci saranno giorni un po' difficili- ma non è questo il momento per pensarci.
Adesso ho questi giorni di nord- con il cielo velato, gli amici che mi sono mancati, il concerto dei Calexico sabato sera e questa meraviglia (per me) imperdibile giovedì. Con Marilù che ha passato l'orale da avvocato e dunque, siamo tornate in due in casa; con i sushi, gli aperitivi, le passeggiate con Elisabetta, il cinema. Con i ricordi bellissimi dei giorni appena passati, mentre guardo la foto di me e Paola sabato sera- poco prima di una cena allegra durata fino a tardi; con le camminate, le notti a chiacchierare con Manuela recuperando il tempo che abbiamo perduto, con il pranzo della domenica con Betta, le telefonate lunghissime. Pensando davvero che, in qualche modo, ho creato dei legami- qui e lì e li sento ugualmente forti, a prescindere dalla città; e questi legami sono ora, per me, la cosa più importante e che mi regala l'energia per ricominciare sempre e non dimenticare che bisogna sempre, in qualche modo, tentare di vivere.

domenica 5 ottobre 2008

Autumn Leaves

Potrei dire che ho sonno- che vado a dormire tardi senza puntare la sveglia, pensando che essere liberi è pure questo. Ma poi apro gli occhi sempre alla solita ora o perché le foglie fanno rumore o perché quello stupido uccello ha deciso di cinguettare proprio qui.
Ogni tanto piove fortissimo e uno non sa proprio dove ripararsi.
Ogni tanto fa freddissimo e uno non sa proprio come coprirsi.
Questo autunno mi ha fatto un regalo inaspettato e prezioso- riportandomi per caso qualcosa che pensavo di aver perso per sempre (è un regalo spigoloso, da trattare con attenzione e in due cerchiamo di non sciuparlo).
Ci sono momenti in cui mi pare di stare in guerra e poi, all'improvviso arriva la pace.
(in una trattoria della Garbatella, chiacchierando a San Lorenzo, zigzagando per via del Boschetto massacrata da lavori stradali infiniti).
Sono sempre io, in un certo senso. Con le mie solite amiche, che sono ogni volta una scoperta, con i libri, le cose che mi piacciono e quelle che vorrei fare- e il pensiero di quel che sarà non è più una fitta dolorosa alla bocca dello stomaco, ma un lampo colorato.
Non condannarsi, non svendersi, non accontentarsi, non buttarsi giù.

martedì 30 settembre 2008

Pendulum

Io sono altamente instabile.
Non ho abbastanza tempo, abbastanza cuore, abbastanza testa, abbastanza gambe. Non posso contenere tutto quello che vorrei abbracciare e stringere. Non rimpiango le follie del passato, ma so che adesso non ne sarei più capace; tralascio i miei acciacchi e cerco di prendere il bello da tutto. Dalle sere fuori fino a tardi, dai quadri di Schifano con il plexiglass colorato sopra, dai libri, dai mille toni di verde della campagna. Sono in un momento in cui ho bisogno delle persone a cui voglio bene- in cui pensare e percepire la loro presenza mi rilassa lo stomaco. Passo molto tempo con le mie amiche.
Bevo molto latte- cosa che non ho mai fatto prima (ma poi perché? Il latte mi fa male)
Mi sono tagliata malamente ed è uscito parecchio sangue. L'ho guardato, senza battere ciglio.
Resto un altro po' qui, torno a Milano, vado in Svizzera a sentire ancora Leonard Cohen, vado a Parigi- per Mantegna e per lo shopping e poi chissà?
Mi chiedo se sia arrivato il momento di fermarmi- e poi so che no, io adesso so vivere solo così: muovendomi sempre, oscillando tra gioia e malinconia, tra bisogno di solitudine e necessità di condivisione.

giovedì 25 settembre 2008

Qui

Mi innamoro di questa città che mi commuove- guardando tramonti psichedelici tra gli alberi. Riscoprendo la luce netta e troppo violenta, le salite e le discese che fanno dolere le gambe, le distanze che sembrano infinite, il cielo che cambia colore in un attimo: prima sorride bonario e poi diventa minaccioso e cupo. M'incazzo quando i tacchi si incastrano tra i sampietrini, quando guardo la sporcizia, l'incuria, il traffico, le difficoltà; mi piace questo momento incerto: a volte sembra estate e poi arriva il freddo. Cammino tantissimo e perdo la nozione del tempo- parlando fino a tardi con Manuela, al bar con Fabrizio, a cena con i Librintesta. Appiccicata al finestrino della macchina, con gli occhi persi appresso alle luci e le orecchie rapite da quel che mi dice Betta.
Incantata dalla bellezza.
E capisco quanto mi possano mancare gli amici che sono qui- adesso che ce li ho vicini.
Due vestiti nuovi, un libro, la serata con Anna da organizzare, le ore libere da riempire o da lasciar vuote a mio piacimento, la mostra di Schifano prima che finisca- questa è la libertà.

domenica 21 settembre 2008

Autunno

La meraviglia della città da scoprire- e da mostrare come fosse una cosa mia di cui vado orgogliosa. La cena con le amiche e venerdì mattina alla pinacoteca di Brera a guardare Mantegna, Bellini, Piero della Francesca e Raffaello; le strade, i libri, le foto di Weegee e la bellezza di Palazzo della Ragione. La sera avendo intorno persone a cui voglio molto bene, chiacchierare fino a tardi, ricevere un quadro in regalo; la Rotonda e i collage bellissimi e intensi di Marca- Relli (con Lise che ci accompagna). Far scoprire Milano e scoprire insieme una meraviglia seminascosta- e io in estasi nella stanza dei Sironi; le strade bellissime dietro corso Venezia, il Quarto stato, libri introvabili trovati per caso, l'Arco della pace impacchettato, la cena indiana. E Roma- di domenica e d'autunno, con le foglie che vanno giù e l'aria fredda. Roma immobile e sorniona di domenica pomeriggio, la casa da mettere in ordine e una lunga telefonata inaspettata. E io che mischio sorrisi e malinconie e una strana felicità scoppiettante che non vuole ancora uscire fuori- ma sento che c'è e mi basta.

giovedì 18 settembre 2008

These Days

Mi basta poco, adesso. Questi giorni così- in attesa di qualcosa che non so; questi giorni così- sospesi, in cui sfioro appena paure e malinconie. In cui sto molto in casa a leggere, scrivere e pensare- e ricevo telefonate degli amici lontani che mi mancano terribilmente. E credo che mi piacerebbe continuare ad avere una vita divisa fra Roma e Milano- per non perdere nessuna delle persone a cui voglio bene. In cui esco e una lunga passeggiata con Elisabetta mi pare un lusso che posso ripetere spesso; in cui vado al cinema alle tre (ricascando ancora nella curiosità per l'orribile film di Avati- piatto, sciatto, banale, squallido, girato come una fiction televisiva. Che annoia quando vorrebbe commuovere, irrita troppo spesso, annoia), in cui esco a cena con Marilù quando nessuna di noi due ha voglia di cucinare.
Saranno giorni belli: di mostre, cene con amici, un posto che mi è piaciuto tanto in cui sono contenta di tornare, di far conoscere questa città a chi l'ha vista sempre troppo di corsa. E poi di nuovo, dopo due mesi, la mia casa e quella casa dell'anima che sono le persone lontane che per un periodo tornano vicine (e le paure e le malinconie- si allontanano)

martedì 16 settembre 2008

E- in mezzo

Tra un cinema e l'altro. Il romanzo di Liala che mi ha regalato Lise e che sembra divertentissimo, il tragitto in tram fino agli Arcimboldi, il concerto di Antony che non mi è piaciuto perché non si può sprecare quella voce con un'esecuzione fredda e senz'anima, il biglietto per tornare a sentire Leonard Cohen. Il cielo che cambia continuamente umore, la passeggiata lunga con Damiano, i libri nuovi (Leavitt, dopo una vita), mille messaggi, salutare Silvia- anche se riusciamo a vederci per poco tempo, le chiacchiere tra i film, sabato sera con Betta (ed è buffo incontrarsi qui a Milano e pensare di rivedersi tra pochissimo a Roma), il cibo africano. La città addormentata domenica mattina presto, il caffè con Ele in grandissima forma, le mail telepatiche, qualche giorno a Parigi tra due mesi, tornare a casa la prossima settimana- rivedere le persone a cui voglio bene, il freddo all'improvviso, Dejan che arriva giovedì.
Vivere la città, camminarla tutta, scoprirla- ancora.

domenica 14 settembre 2008

Cronache dalla Sala (Panoramica di Venezia e Locarno/2)

Finisce questa settimana- e io vorrei ancora giornate così: che mi sveglio e mi catapulto in sala e mi perdo nel buio e perdo il conto delle ore e mi dimentico di mangiare e penso tanto a quel che ho visto. Alla storia assurda e divertentissima di Burn after reading (e solo i Coen possono farmi piacere Brad Pitt) e a quella commovente e agrodolce di una sgangherata squadra di pallamano cingalese. Mi domando cosa sia andata a toccare la cronaca di una gelosia che aumenta piano e diventa patologia (secondo me uno dei film migliori della settimana) e pure perché abbiano dato il Leone a un film veramente qualunque, lontano dall'idea di cinema come arte- lontanissimo da quel che piace a me, anche. Mi commuovono l'umanità di un piccolo documentario da cui qui si dovrebbe imparare qualcosa (e che si dovrebbe andare a vedere), la tenerezza con cui viene raccontata un'adolescente dalla vita non semplice e i tormenti di quelli che la società non accetta- in Iran, ma anche altrove. Mi annoiano certi film che sfilacciano storie potenzialmente interessanti, quelli che vorrebbero raccontare la vita e invece falliscono arrotolandosi su se stessi (sprecando Londra, l'ebraismo e un'attrice bellissima), un tema da cortometraggio stiracchiato per un un'ora e mezza.
Mi emozionano sempre- le luci che si spengono.

(un saluto pieno di tristezza a chi- oggi- ha deciso di andarsene)

mercoledì 10 settembre 2008

Cronache dalla Sala (Panoramica di Venezia e Locarno1)

Mi sveglio lunedì mattina già emozionata e scopro che davanti all'Anteo alle 10 c'è la coda per vedere il film di Marco Bechis- su cui non avevo grandi aspettative e invece è misurato e commovente nel raccontare una storia di ordinaria sopraffazione. E sempre lunedì faccio la mia prima fuga- per noia e piattezza e scarso interesse per quel che sto vedendo; spero di risollevarmi con il vincitore del Pardo d'oro e invece anche qui- una bolla di tedio, una storia che vorrebbe essere *forte* e originale e invece fa solo sbadigliare. Il secondo giorno, a sorpresa, comincia bene con Marco Pontecorvo che racconta la storia (vera) del clown Miloud che aiuta i bambini di strada a Bucarest- senza quasi sbavature o melodrammi. Poi invece- sbaglio clamorosamente titolo e "la rivelazione di Locarno" si rivela una palla inconcludente e frusta sul disagio (all'altezza del titolo pretenzioso). Il terzo giorno mi pare un miracolo perché "Below sea level"- pur non essendo un capolavoro e soffrendo di qualche lungaggine- è un documentario interessante e pure commovente e "Il pranzo di Ferragosto", sebbene non meriti tutte le lodi che gli hanno attribuito è quantomeno grazioso e con un paio di momenti divertenti.
(e in mezzo: camminare, incontrare gente, scoprire una Milano rilassata e allegra in orari bislacchi, chiacchierare con Elisabetta, cibo giapponese buonissimo, amiche, weekend in arrivo)

domenica 7 settembre 2008

Cronachetta

In questi giorni in cui sembra andare tutto veloce.
Camminare per Milano (ri)scoprendo come orrore e bellezza si susseguano rapidamente- tornare a casa con le gambe un po' stanche e la borsa pesante. Ridere molto in ufficio, nonostante il lavoro- ma a volte sa essere divertente, il mio lavoro. Dedicarmi a me stessa e le ore passano in un battibaleno ed è già sabato- aspetto Elisa sotto a una cappa di calore e a un cielo incerto. Ci regaliamo un pomeriggio con Lise, le opere pop di Robert Indiana, il caffè buono, gli ombretti colorati, le ballerine di Porselli che accarezzano i piedi e sembrano regalare grazia. La sera a mangiare indiano, camminare ancora un po', chiacchierare tantissimo, tornare a casa e dormire subito. La domenica mattina incerta, evitando le folle del centro, Brera e i Buddha splendidi di Shinjo Ito a Palazzo Crivelli- salutarsi sapendo di rivedersi prestissimo. Il cielo azzurro, il vento fresco e la luce che sfolgora senza accecare- la città che respira. Il concerto di Antony la prossima settimana e tutto il resto del tempo (o quasi) dedicato ai film di Venezia.
Tutto lo spazio, tutto il tempo.

giovedì 4 settembre 2008

Settembre

E Milano è tornata alla normalità- e io pure. Mi piace il vento fresco che arriva all'improvviso, leggere sul divano, l'idea dei film di Venezia che cominciano lunedì (e: tessere da ritirare e orari da sincronizzare). Uscire a mangiare la pizza girando in macchina con i finestrini aperti, vedere Lise dopo mesi- finalmente!, ricevere una maglietta bellissima e un piccolo quaderno pieno di colori. Camminare per Milano, aspettando Elisa che arriva sabato, fare una pausa al lavoro fumando una sigaretta con Veronica. E la mostra di Robert Indiana, quella di Wee Gee, i Buddha di Shinjo Ito- tutto da vedere, ancora; i vestiti per la nuova stagione, l'autunno che mi piace sempre più, i libri che ricominciano a uscire. Settembre tanto diverso dagli altri settembre della mia vita.

lunedì 1 settembre 2008

Ritorno

Primo settembre e ogni cosa ricomincia; dopo il viaggio che passa in un lampo- le finestre tutte aperte, la spesa per riempire il frigo, il bucato. Le telefonate con le amiche per sentire voci care dopo tutto questo tempo, riorganizzare la vita a un ritmo che dopo due mesi sento lontano. Mille cose da fare- di lavoro, di piacere; facce da guardare di nuovo, altre parole da ascoltare. Lo spazio tutto per me che mi sono abituata ancora una volta al tempo mio; il temporale di ieri notte che ha interrotto giorni di sole. Finalmente Gomorra- e mai mi sarei aspettata di non annoiarmi e anzi, mi è piaciuto; un film che mi ha messo addosso il buonumore e che mi ha fatto sentire come la sua protagonista Poppy (senza Londra e senza tutti quegli stracci colorati addosso).
Ho finito "La montagna incantata" ed è stato come risvegliarsi bruscamente da un sogno- e forse l'incanto non era nel sanatorio di Davos ma tra le pagine del libro.
A volte è semplice e bello- tornare.

venerdì 29 agosto 2008

Vacanze (seconda parte- Francia)

C'è tantissimo cielo- nel sud della Francia ed è la prima cosa che colpisce arrivando da nord; e Avignone bianchissima e calma dopo il festival. Le stanze fresche del palazzo dei papi, i vicoli strettissimi, il ponte strafamoso (che, insomma), i quadri italiani al Petit Palais, le chiese sparse. La certosa di Villeneuve, i mulini dell'Isle sur la Sorgue, i meloni e la sinagoga di Cavaillon; un'abbazia cistercense impressionante per la bellezza e la pace che emana. Le librerie per bambini e quelle di fumetti, i vicoli scoscesi di Gordes quando arriva il temporale, i mille profumi nell'aria che inebriano. Arles bellissima e sfolgorante: il fiume, la libreria Actes Sud, la cena meravigliosa e quasi interamente vegetariana da un grande cuoco, ma soprattutto- gli incontri fotografici. Tante di quelle mostre in due giorni: chiese sconsacrate, hotels particuliers, spazi industriali abbandonati; tante di quelle cose buffe, assurde, banali, splendide e toccanti (fra cui la mostra di Mimmo Jodice che avevo visto al Forma), tutto un palazzo consacrato alla moda fantastica di Christian Lacroix. E la Camargue: i cavalli e i fenicotteri al tramonto all'Etang de Vaccarès, la faccia nera di Santa Sara nella cripta della chiesta delle Saintes Maries de la Mer, le torri di Aigues Mortes, spiagge che sembrano la fine del mondo, case in mezzo al niente. Il mercato del sabato ad Arles- affollato di voci, erbe, colori, le stradine incantate di Saint Remy miracolosamente quasi deserte, le saline che pare di stare sulla luna e il vento impietoso di mattina e di sera. La bellezza un po' aspra eppure accogliente.

giovedì 28 agosto 2008

Vacanze (prima parte- Svizzera)

Agosto che non sembra agosto: cielo scuro, pioggia infinita. Giorni di sole in riva al lago, film di Bollywood, libri in sequenza rapida. Le strade scoscese di Losanna, le bancarelle del mercato per fare scorta di frutta e verdura. Ricette vegetariane, cene in casa, sere fuori, cappuccini al bar chiacchierando di letteratura, la mostra (un po' deludente) di Balthus e il parco delle statue che non delude mai. Il ritratto di Lionello d'Este di Pisanello messo in mezzo a tante cose minori, la campagna, la pigrizia, le strade che non conosco e gli angoli che conosco tanto bene. Le notti in cui si torna tardi, il riposo dopo tanto camminare, la Francia vicinissima.

(adesso che sono tornata- è di nuovo estate e mi godo gli ultimi giorni qui prima di rivedere Milano)Inserisci link

domenica 3 agosto 2008

Avant De Partir

E così- mi guardo intorno un po' sperduta e intontita, con la valigia aperta e la casa già praticamente chiusa. Dopo questi giorni in cui un altro compleanno è passato, senza quasi rendermene conto se non per il numero incalcolabile di telefonate e messaggi degli amici. Dopo pomeriggi di quiete nel primo caldo a chiacchierare con Fabrizio. Dopo un primo festeggiamento, in pochissimi perché tanti son già partiti, seduti a un tavolo di legno all'aperto e poi con Nadia e Paolo al Pigneto, cercando un locale ancora aperto alle due. In attesa di altre cene, altri regali. Di giorni che saranno una vacanza bislacca perché non a migliaia di chilometri da casa- con possibili strascichi di lavoro, in posti che conosco come le mie tasche e verso posti che mi sembra già di conoscere tanto ne ho sentito parlare. Senza aerei, levatacce, autobus e zaino in spalla; cullata dal suono di una lingua che conosco. Senza dover decidere che libro portare, perché c'è un elenco di cose che so di trovare a Losanna; pregustando riviste francesi e tanti, tantissimi film. La spiaggia d'erba e le montagne che si specchiano nel lago, i nem de L'Indochine, la spesa al mercato, il Mac con la tastiera francese in cui non ci sono le lettere accentate, i cevapcici in giardino. Gli amici per un anno non sparpagliati a tutti gli angoli del mondo, tutto il mese condensato in una valigia di vestiti colorati, la telefonata di Elisa per un saluto rapido e affettuoso- una breve sosta a Milano e poi si prosegue verso nord.

martedì 29 luglio 2008

Lost In Music

Il concerto che mai avrei sperato di sentire è cominciato alle nove in punto- nella Cavea dell'Auditorium stracolma di gente. E lì, per tre ore, mi sono persa nella musica di un vecchio signore canadese- magro e distinto, in completo tre pezzi e cappello.
Impeccabile, emozionante, bravissimo.
Un vero artista, una notte memorabile.

[queste le canzoni che ho ascoltato, ricordato cantato: Dance me to the end of love/ The future/Ain't no cure for love/ Bird on the wire/ Everybody knows/ In my secret life/ Who by fire/ Hey, that's no way to say goodbye/ Anthem/ Tower of song/ Suzanne/ The gypsy's wife/ Boogie street/ Hallelujah/ I'm your man/ Democracy/ Take This Waltz/ So long, Marianne/ First we take Manhattan/ Sisters of mercy/ If it be your will/ Closing time/ I tried to leave you]

domenica 27 luglio 2008

Appunti D'Estate

Lo so, la felicità non è cosa di questa vita e questo mondo- e però io sto vivendo qualcosa che le assomiglia. Sarà questa quiete leggera che mi porto addosso da un po', sarà l'estate (che, lontana da Milano, è sempre la mia stagione preferita); sarà che non aspetto chissà cosa ma solo la quotidianità. Forse è vero che andare via serve per capire quanto sia bello avere un posto in cui tornare- io non so, ma nonostante i viaggi saltati, l'assenza del mare, il ginocchio scricchiolante, i punti che mi ha messo il dentista, gli antibiotici, sto bene.
Sarà l'estate di Roma in cui fa quasi freddo la sera, della scoperta del Treebar, delle ore a parlare con Nadia- imparando, confrontando, delle confidenze con Betta, dell'osteria giapponese di Via Ostiense, dei sottopassaggi chiusi la notte che rendono il Lungotevere trafficato, delle chiacchiere con Paola. Sarà l'estate in cui, dopo tanti anni, farò le vacanze in Europa- tra la Svizzera e la mia adorata Francia (e già sogno fenicotteri, saline e città medievali), in cui probabilmente non leggerò nemmeno un libro in italiano, dei film con la gatta accoccolata vicino, del sole sul lago- sperando nel sole, del mio compleanno con pochissime persone care perché saranno tutti già partiti.
E domani sera, ci sarà Leonard Cohen dal vivo- e già sento brividi di emozione.

lunedì 21 luglio 2008

Riflessi(oni)

Ho poca voglia di scrivere.
Passo quasi sempre momenti belli- in compagnia delle persone a cui voglio bene. Percepisco che, in fondo a questa confusione perenne, i rapporti umani qui sono semplici e veri- se scelgo di non essere da sola non è per paura della solitudine, ma per la gioia di condividere con chi per me è importante.
Odio gli artifici, le affettazioni.
Amo le intelligenze brillanti, i fuochi d'artificio.
Amo sentirmi a mio agio.
Odio le mosse studiate- tranne che negli scacchi.
Mi piace quest'estate nemmeno un po' crudele.
Mi piace stare in mezzo alla gente, ma non credo di aver bisogno di molte persone.
Trovo inconcepibile giustificare la stupidità- soprattutto quella femminile.
Ascolto questa musica, oggi, e questo album da qualche giorno.

martedì 15 luglio 2008

Vacanze Romane

Mi sento quest'aria fresca addosso e l'energia che guizza nei muscoli. Roma è pienissima e tutto ferve: dai turisti spaesati (che si riconoscono subito perché camminano intimoriti con la cartina in mano e guardano smarriti quel labirinto di viuzze e non sanno attraversare la strada) agli abitanti della città che invece la attraversano con passo marziale, come se dovessero essere sempre dall'altra parte del mondo fra cinque minuti. Io ondeggio così, vestita di viola e rosso sui miei sandali bellissimi e molto scomodi che ogni volta mi lasciano una vescica in ricordo.
Spesso torno a casa tardi, la notte.
Ho visto due puntate di Cashmere mafia (e sì, provoca dipendenza), perso tempo di sera con Luca in mezzo ai chioschetti del giardino di Castel Sant'Angelo, sono stata a una festa in una villa bellissima, ho ballato nonostante i sandali altissimi. Mi sono addormentata al sole nella quiete ovattata della piscina, ho visto stelle che in città uno non se le sogna nemmeno. Ho passato una domenica sotto la pioggia a chiacchierare con gli amici e poi io e Betta ce ne siamo andate a Sovana a vedere il borgo e le tombe etrusche e le vie cave. Mi sono incantata davanti a uno scenario splendido poco prima di uno spettacolo teatrale in cui ho incontrato il mio prof. di latino e greco e ho fatto tardi chiacchierando con Nadia al bar della Madonna dei Monti.
Sono andata a un appuntamento di lavoro vestita di rosa e con gli occhi splendenti.
Mi sento incredibilmente in vacanza, anche se quest'anno non andrò dall'altra parte del mondo.

giovedì 10 luglio 2008

A Perdifiato

Tante cose, in questi giorni. Cose belle, che mi fanno stare bene e mi restituiscono la gioia di cui avevo paura di essere diventata incapace: la cupola di San Pietro maestosa e bianca contro il cielo azzurrissimo mentre corro al Santo Spirito per vedere una sfilata di moda che è un divertente e divertito omaggio al bon ton. La pizza con i libri in testa a ranghi ridotti, il fiction festival con Luca- e si rivela molto meglio di quel che sembrava, tant'è che ci torno tra poco; la lavoro nel silenzio più totale, interrotto solo dalla musica accesa e a basso volume. La cena al solito giapponese con Paola e il piccolo locale allegro a viale Tiziano; la giornata in libertà con Betta- pranzo in via della Croce, negozi, vestiti provati, scarpe, accessori, risate. Il fresco che mi fa venire i brividi di notte e non c'è bisogno di aria condizionata, il pensiero del weekend (piscina, festa, teatro, giornata al lago), quest'estate strana e sconclusionata in cui sto imparando, di nuovo, ad amare la mia città e in cui mi sento pian piano rinascere. In cui, a costo di qualche dolore, ritorno a sorridere.

lunedì 7 luglio 2008

Sud

Dopo due giorni di isolamento- torno a casa mi guardo intorno perplessa. Pensavo che il ciclamino fosse morto e invece butta piccole foglie timide; mi organizzo il tempo sull'agenda verde, divido ordinatamente la spazzatura per materiali e i vestiti da lavare per colore.
Passo del tempo a chiacchierare con Fabrizio, in un momento rubato ai suoi impegni, ascolto il vento tra gli alberi del parco (quando il sole cala arrivano bambini e cani e frotte di persone e il bar sembra non chiudere mai). Esco quando sarebbe ora di andare a dormire e vago con Paolo per una Roma senza estate romana che pare città fantasma; ci rifugiamo tra i tavolini di Villa Celimontana a chiacchierare di cose nostre fino a quando ci buttano fuori. Il centro al mattino è caldo e affollato di gente che corre da una parte all'altra e di turisti dal passo pigro e lo sguardo in alto; ogni cosa sembra essere uno sfacelo: i mezzi pubblici inesistenti, le strade in rovina, i cantieri ovunque che deviano il traffico. Torno, chiudo le finestre, accendo il deumidificatore e dormo senza nessun disturbo per almeno otto ore.

"Ascoltai con le orecchie della mia curiosità:
cinque volte al di là di me gettai l'amo,
senza prendere pesci per cinque volte-
interrogai- nessuna risposta corse nella mia rete-
ascoltai con l'orecchio del mio amore" [Friederich Nietzsche- Scritti postumi]

mercoledì 2 luglio 2008

Speechless

E' casa, quando l'estate esplode e dalle finestre aperte arriva un'aria lieve che rinfresca- e stendo la tovaglia a righe colorate sul tavolo e l'armadio esplode di vestiti che assomigliano a una tavolozza. E' casa quando arriva il bentornata! di Paola mentre aggiungo libri sugli scaffali e ritrovo ogni cosa com'era (la foto di Frida Kahlo e quella di Juliette cucciola che esce da un cassetto. I manifesti incorniciati delle mostre, le foto, le marionette di lana comprate a Parigi, il portafortuna candomblè che viene dal Brasile, la locandina di Lady Vendetta in cucina, il ritratto di Calder contornato di verde, i Buddha e i Ganesh sul camino). Mi sveglio nella stanza fresca e c'è una luce che mi rianima ogni cellula; lavoro dalla mia scrivania, in canottiera e calzoncini a piedi nudi, senza nessuno intorno- e questo silenzio pigro d'estate interrotto solo dal telefono che squilla. E' casa quando leggo il libro di un amico in balcone poi esco e torno a casa senza guardarmi intorno- e questo quartiere mi sembra ogni giorno di più una benedizione. E' casa quando, senza più mal di denti, faccio una passeggiata nel parco parlando al telefono e poi torno per uscire di nuovo e ritrovarmi con Betta e Mauro a chiacchierare davanti a pesce e vino bianco e torno e la notte è così tranquilla che riempie e non c'è spazio per altro che non sia questo buio liquido e questa estate e queste mura che non sono prigione ma mondo a sé. Per questa notte d'estate e di casa.

On air

PS ecco- una bellissima notizia: finalmente Ingrid Betancourt è libera.

lunedì 30 giugno 2008

Tra Qui e Là

Ho ritrovato la pace e l'aria fresca, una volta scesa dal treno- e la luce fino a tardissimo che mi piace tanto. La spiaggia d'erba da cui il lago sembra un mare e l'aria limpidissima che faceva sembrare vicini i paesi sull'altra sponda; le montagne ancora piene di neve, i caffè, la libreria in cui cerco di contenere gli acquisti, il mercato pieno di gente e di cibo. I brividi sulle braccia di sera, il tramonto a Vevey dal balcone di Marc, un tavolo dove si parla francese, inglese, portoghese, italiano- e ci si capisce. Le ore al sole sulla seggiolina a righe colorate, i segni del costume, un cinema davvero indipendente in cui ho visto un film pessimo (purtroppo); un temporale fortissimo, la cena biologica, elenco di cose da fare a New York anche se ancora non abbiamo deciso quando partire, caffè vietnamita. Un pomeriggio a Milano a lavorare da casa, con le imposte socchiuse, e domani Roma- per quasi tutto il mese di luglio (e so che non farà così caldo- che le giornate saranno sì impietose, ma ci sono gli alberi e la brezza a sorpresa di sera e i piedi nudi sul marmo per non soffrire troppo)

mercoledì 25 giugno 2008

Prima Di Andare

Continua questa temperatura disumana, ho perso un chilo e mezzo, mi fa male un dente. E' un mese strano- perché sarò quasi sempre lontana da Milano; domani pomeriggio prenderò il treno per Losanna e da martedì a Roma. Fissa, per un po'; spostando la mia postazione lavorativa in casa o al massimo nello studio di mio padre (ricordandomi di quando sgobbavo là dentro). Sperando nel mare, nei viaggi, nella clemenza dei mesi a venire; ho molta voglia di vedere gli amici romani, prima delle vacanze. Di dormire nella mia stanza fresca, di uscire di casa e sentire il profumo degli alberi e non la puzza del cemento; e così intanto domani mi allontano da questa conca rovente, da questa città che sembra triste e soffocante e che si svuota impietosamente ogni fine settimana.
E intanto, per chi passa di qua, una delle mie canzoni preferite di sempre.

martedì 24 giugno 2008

Estate

Mi pare di essere avvolta da una bolla di calore appiccicoso e anormale: quel clima soffocante a cui non mi so abituare (il caldo di Roma è diverso: è implacabile, ma ci si può rifugiare sotto gli alberi e di sera c'è sempre quel filo di aria fresca che arriva da lontano). Pochissimi giorni di Milano e poi il lago e le montagne- e la piccola spiaggia d'erba che amo tanto e le cene sul balcone con la lampada a olio e il gatto che arriva curioso e si accoccola sui piedi nudi.
Ho respirato- in questi giorni.
(e letto libri, prenotato visite mediche, ascoltato musica, dormito nel silenzio senza la mascherina sugli occhi. Parlato pochissimo, preso sole sull'erba, pensato intensamente alle vacanze).

Ci sono persone che sono le mie isole felici e ogni volta che sono con loro è come tornare a casa.

giovedì 19 giugno 2008

(I Feel Like A) Paranoid Android

Sarà bellissimo, mi dicevo mentre bollivo sulle gradinate dell'Arena, invidiando quelli che saltellavano sul prato all'ombra- divisa da Marilù (in un altro settore) e Maggie (giù nella mischia). Sarà bellissimo, mi dicevo mentre maledivo l'organizzazione scostante e dittatoriale; e per fortuna ho incontrato qualcuno per far due chiacchiere e ho trovato un punto decente da cui si poteva vedere e non solo ascoltare. Bat for Lashes è brava, ma non rende in uno spazio così ampio; arrivano i Radiohead e il palco prende vita di luci e suoni e due ore di concerto serrato e dolce e mi tornano in mente tutte le immagini legate alle vecchie canzoni (il tetto/terrazzo di Londra da cui si vedeva la città e le ore a studiare e le strade di New York con Kid A appena uscito nelle orecchie) e la folla, i colori, il silenzio brevissimo tra un pezzo e l'altro, l'emozione.
E' stato bellissimo, ma non è stato il concerto dell'anno: magari ci sono ancora biglietti per Leonard Cohen (28 luglio a Roma, se qualcuno vuole venire, faccia sapere) e però mi rimane questa stanchezza adorabile e soddisfatta che mi porterò appresso nei giorni a venire, questo spaesamento ilare e lieve- come avere bollicine nella testa.

mercoledì 18 giugno 2008

Aftermath

E' tornato il sole- rivelando primavera e magagne di Milano (con il grigio rende di più); risparmiandoci di nuotare nel fango stasera. Spero nelle canzoni che amo e mi aspetto un gran concerto; sono felice di rivedere Margherita che viene da Roma, ho un po' sonno perché ieri sera sono stata fuori e ho rivisto una partita dopo non so più quanto tempo- se escludiamo una dei mondiali che ho fatto finta di guardare con Paola e Roberta durante una piccola vacanza al Giglio.
Poi ecco quasi un'altra settimana che finisce e tra poco partirò per la Svizzera sperando nell'estate sul lago e magari riuscirò a sistemare la disperante situazione vacanze.
Ho voglia di mare, di parlare francese, di essere lontana dalle cose che sono normalmente mie- per non sentirmi troppo isolata e spaesata quando, a tratti, devo essere nel mondo.

(un saluto discreto e commosso a uno degli ultimi grandi della letteratura italiana)

martedì 17 giugno 2008

A Immaginare Una Vita

"A immaginare una vita ce ne vuole un'altra
già pronta a disperdersi
già pronta a non restituirsi
niente a dimenticarsi anche le parole.
Sembra di scherzare a notte fonda e solitaria
sembra di avere un'età distinta da qualcos'altro
uno stormo che gira attorno gridando
un profumo impreciso di carne bruciatao un testamento o una casa da acquistare non so dove
una luce che cambia come me senza sapere
a immaginare una testa più dura
un cuore diverso
una piccola foresta più dentro
dove c'è il respiro.
Se fossi un artigiano riprenderei il lavoro
a costruire un comodino celeste
ad avere freddo di mattino vicino al ponte
a vedere i cipressi nel calore del fiume
a parlarmi come a un giovanotto" [Victor Cavallo]

(Già al mattino hanno la faccia triste e si lamentano- ma con la musica e i pensieri per me c'è il sole e la mia faccia non è come la loro. Sembra novembre eppure è quasi estate e domani sera i Radiohead e oggi mi sorride il pomeriggio e la sera e i libri e i volti amici e perfino qui- da questa finestra affacciata sulla periferia- si vedono alberi e si intuisce la pace che sarà. Allontano il pensiero del brutto film di ieri e sostituisco le chiacchiere con Marilù e Lise- si avvicina il tempo di partire per tornare e poi restare e poi chissà)

lunedì 16 giugno 2008

Cronache dalla Sala

Non mi dispiace mica che sembri inverno- tanto non devo andare al mare né in piscina. E' il tempo perfetto per il cinema, per entrare e uscire dalle sale: film che fanno tanto ridere, pur trattando argomenti tristi, film come solo i francesi sanno fare (giuste dosi di dolcezza e cinismo, attori eccezionali, dialoghi impeccabili). Film giustamente premiati con una Palma d'oro meritatissima- per l'umanità, il realismo, la spietatezza; film banali e sconclusionati- che pare di vedere cento volte la stessa storia poco interessante. Film d'animazione senza grazia che mi fanno scappare dalla sala dopo mezz'ora; film talmente ridicoli che entreranno nella mia personale storia del cinema per la loro bruttezza pretenziosa (la scena della pazza che si dimena con la camicia di forza è da antologia). Oggi si chiude con i miei amati Dardenne, sperando che almeno loro non si siano corrotti o manierati e mi mancheranno le maratone cinematografiche, le stesse facce a ogni proiezione, i commenti, i confronti.
E' stato bello così- senza pensar troppo, con le passeggiate fra un film e l'altro, i libri nuovi a metà prezzo, la stanchezza e questo tempo uggioso che ho imparato ad amare.

venerdì 13 giugno 2008

Cinema Mon Amour

Mi piace tantissimo questa folla eterogenea con l'abbonamento dei film di Cannes appeso al cordino rosa che corre da un cinema all'altro, che si scambia opinioni e consigli, che prepara piani di battaglia per riuscire a vedere più roba possibile.
Mi piace, mi diverte, mi ci mischio e mi ci confondo.
In questi piccoli festival vedo un sacco di schifezze e qualche film memorabile; quest'anno c'è poco rispetto alle passate edizioni e il programma è un po' deludente. Il tema sembra essere l'adolescenza e allora ecco i diari dell'altra sera e due ore leggere leggere per passare un pomeriggio senza troppi pensieri. E poi: una storia della steppa del Kazakhstan- così strampalata non fosse altro che per la vita assurda che si conduce in quel posto incredibile, l'insopportabile ritorno alla regia del vecchio Skolimowski (voleva angosciare? commuovere? fare un film grottesco?). E il primo film davvero bello, anche se ero pronta a uscire dopo mezz'ora- visti i precedenti lavori del regista: una storia di bugie e omissioni che generano altre bugie e omissioni fino a creare un vortice da cui sarà difficilissimo uscire.
E oggi- un road movie europeo e le due ore a cui tengo di più: quelle di "Un conte de Noel" di Arnaud Desplechin, regista che adoro per i suoi film torrenziali, straparlati e intelligenti.

(Nel mezzo: passeggiate lunghissime, un paio di vestiti nuovi, ore di pace per calmare le intemperie nella testa, un temporale, incombenze domestiche. La solita, incredibile e immutabile passione per il cinema)

mercoledì 11 giugno 2008

Melancholia

Ci sono cose di me di cui non parlo- non per egoismo o paura, ma solo perché non voglio che le paure resuscitino emozioni o fantasmi. Restano silenziose anche perché non vorrei che si innescassero meccanismi sbagliati: non vorrei sembrare invadente, debole, bisognosa di compassione. Chi mi conosce almeno un po' queste cose le intuisce e sa che il mio non proclamarle nasconde meccanismi a volte aggrovigliati e non sempre condivisibili che sono le mie difese. Sono grata per i silenzi e la comprensione che non ha bisogno di parole; per la vicinanza che spesso vale più di mille proclami e mille discorsi.
Ci sono cose di cui non parlo perché mi rendono triste e però la tristezza scompare rapida- in questi giorni di film, in cui si corre da un cinema all'altro. In cui si può tranquillamente dire che Toni Servillo è il più grande attore italiano- già ne avevo il sospetto ma dopo averlo visto nei panni di Andreotti svuotato di anima e simile più a una maschera che a un uomo ne sono certa. In cui mi commuovo un po' alla prima di un piccolo film low budget finito a Cannes, davanti ad attori giovani e non professionisti e a un regista che pare quasi incredulo davanti agli applausi.
E oggi continuo, con la mia tessera ancora da sfruttare al massimo.

domenica 8 giugno 2008

Rain

Piove ed è come avere un concerto in casa- di gocce sulle foglie e sugli alberi- e allo stesso tempo un silenzio irreale come se qui intorno non ci fosse nessuno. Piove, ma l'aria continua a profumare di fiori e verde (e mi manca tantissimo questo odore quando sono a Milano) e forse questo è l'unico segnale dell'estate che si avvicina. Sono giorni altalenanti, in cui la città a momenti è solito delirio di folla e altri in cui è insolitamente deserta; corro di qua e di là, vestita a strati e con l'ombrello in borsa per affrontare i mutamenti climatici. Cammino: giù per via Veneto per andare a vedere un film che, inaspettatamente, mi ha angosciato moltissimo (a parte il tripudio di scarpe/borse/abiti) e poi per le strade del centro con Nadia a disquisire di letteratura e cose frivole. Metto a posto la casa, ritagliandomi non so come, un altro scaffale per i libri e scoprendo una meraviglia ipercalorica che arriva direttamente dalla Sicilia. Perdo tempo seduta al solito bar con Fabrizio davanti a un caffè americano e poi mi ritrovo in mezzo alla calca del centro a chiacchierare con Paolo- ridendo tantissimo e benedicendo i miei amici maschi che spesso sono più lucidi e netti delle donne. Che spesso sento più vicini al mio modo di pensare, meno contorti e privi di quell'ipocrisia lieve e fastidiosa. Mi dedico a cose fondamentali come: parrucchiere, scarpe nuove, biancheria intima; parlo al telefono con le amiche mentre mi metto lo smalto, perdo un sacco di tempo a decidere i vestiti per la serata.
Mi godo la mia piccola Roma fatta di pochi quartieri.
Osservo i cambiamenti a San Lorenzo e ripenso a com'era quando ho cominciato l'università e ci andavo di giorno a comprare i cd da Disfunzioni musicali e di sera per postacci fricchettoni che non esistono più. Scopro strade minuscole di villette e giardini e uno spazio bellissimo dove c'è uno spettacolo tratto dai racconti di Dorothy Parker; passo momenti di amicizia e gioia.
Amo questa mia casa che assomiglia a me.

PS E, finalmente, si cambia musica

martedì 3 giugno 2008

Giorni Felici

Tante cose davanti agli occhi che si mescolano senza sovrapporsi mai: le foto di Avedon al Forma, in cui le facce sono vive e il bianco e nero è più splendente dei colori; la cena con le amiche e il viaggio in treno che dura tantissimo e rischiamo anche di perdere la coincidenza. Le sfumature di cielo e terra che sono lontani anni luce da quelli della città; Perugia di mattina e gli affreschi di Giotto che mi lasciano senza fiato anche se li avrò visti cento volte. La cappella Baglioni finalmente da vicino per cercare di carpirne tutti i particolari, i fiori nei vicoli, le ore al sole, il sonno, il silenzio, le due ore di concerto meraviglioso sotto al palco- in cui ho cantato, ballato, mi sono divertita. La pioggia sugli alberi, i libri da leggere, i dvd; Roma blindata e strozzata da traffico, deviazioni, schieramenti di polizia e misure di sicurezza. Roma da cui vanno via le nuvole ed esplode l'estate; Roma piena di turisti, di folla. La cena con loro al solito posto e penso: sono a casa; il profumo dei fiori mentre fumo sul terrazzo ascoltando la pace tanto sognata di questa casa che mi somiglia, il pensiero allegrissimo della giornata di domani e di questi momenti in cui non esistono brutti pensieri.

giovedì 29 maggio 2008

Respiro

Piove e osservo ansiosa il meteo del weekend. Ieri sera c'erano tante zanzare che ci massacravano le gambe nude e un po' di folla in zona Arco della Pace; quest'acqua assomiglia a un sollievo. Mi piace molto quest'abitudine di andare alle mostre con Lise il giovedì- e non sarà certo il maltempo a intralciare la serata. Poi ci sono i libri per il finesettimana da scegliere, l'ipod da caricare, le speranze per un tempo clemente nei prossimi giorni- domattina io e Marilù partiremo per qualche giorno per andare a sentire Nick Cave, riposarci e fare un po' di turismo.
Voi state bene e godetevi il lungo weekend di tregua.

(lo scrivevo ieri- che questo posto mi sta diventando sempre più familiare perché è la prova tangibile che finalmente sto bene. E questo posto lo fa anche e soprattutto chi legge- a cui vanno tutti i miei grazie)

mercoledì 28 maggio 2008

La Vita

"E qualcosa
di cominciato in sogno
dura nella tarda mattinata,
e ti riporta a un anno,
poi a un anno meno lontano,un cuore non più tuo.
Vai, dove nemmeno dio
può amare chi non è mai stato: diverse
le stelle. e diverso il pensiero,
delle stelle" (Mario Santagostini- La vita)

(Fluttuo. Leggo, scrivo, vedo il tempo passare; ho bisogno di poesia e cose vere, mi risulta fastidiosa la superficialità. Cerco sguardi e parole sincere e non me ne frega niente di riempire le ore con gente inutile- penso alla Sicilia che sarà, ai pochi giorni fuori prossimamente. Al costruire una vita decente e rispettosa, soprattutto di me stessa.

La mia città non è razzista)

martedì 27 maggio 2008

Cronaca del ritorno

A Milano sotto un cielo grigio e pastoso- e in ufficio, in mezzo alle carte, mi aspettano tre giorni di lavoro di precisione. Non mi dispiacciono le giornate intense e nemmeno gli imprevisti- visto che non c'è nulla di irrisolvibile in quello che faccio. Faccio fatica ad alzarmi, ho poca fame e mi sento ancora debole- il mio fisico rifiuta il caffè, tranne quello necessario della mattina. Devo fare la spesa, i biglietti del treno e portare dal calzolaio le ballerine marroni a cui si è rotto il cinturino.
Sono determinata e rompicoglioni e non sono decisamente fatta per il lavoro dipendente; forse ho troppa fiducia in me e nelle mie capacità e mi piace un po' di rischio perché ho il terrore di annoiarmi. Forse per questo sembro così tranquilla, adesso.

Mi piace star fuori la sera- con l'aria fresca e il buio che arriva sempre più tardi. L'estate prende forma, leggo libri belli.

domenica 25 maggio 2008

Elegia

Scopro e riscopro- cose bellissime. Che uno dei miei negozi preferiti ha vestiti che sono una festa e ne scelgo due colorati e leggeri, immaginando estate e abbronzatura. Che da Alceste a Roma si mangia benissimo come da Alceste ad Anzio ma non bisogna fare sessanta chilometri per arrivarci; che in centro di mattina ci sono pochissime persone e uno ha l'impressione di avere la città per sé. Che mi piacciono le nostre letture pubbliche e la pizza al Corallo dopo è un rituale irrinunciabile; che è bello svegliarsi di domenica con il sole e un messaggio di invito a pranzo.
Scopro di essermi innamorata delle stradine del Pigneto, così diverse da com'erano anni fa- finalmente più curate, con le case che non assomigliano più a ruderi; e del riso con i fagioli e il cumino, del mercatino nell'isola pedonale, del giardino di Necci in cui prendere il caffè. Dello shopping allegro e domenicale mio e di Nadia: collane, orecchini, scatole di latta, sciarpe di seta, libri. Dell'Ara Pacis, che è bellissima anche all'interno (alla faccia di quel che dice il signor sindaco- che non sapevo fosse un esperto di architettura); del fresco, della musica di Eno che si intona con le installazione di Paladino; di una passeggiata lunghissima per vicoli con merenda e cena al fast food kosher. Della meraviglia di condividere la mia Roma nascosta con un'amica- portarla a conoscere Sant'Angelo in Pescheria, il Monte dei Cenci, Piazza Margana. Di guardare insieme il foro e le vetrate illuminate della Sinagoga, i soffiti a cassettoni che si indovinano dalle finestre aperte, le vetrine delle gallerie d'arte. Riscopro le meraviglie di scambiarci le nostre personalissime città (che poi sono una città sola), i nostri quartieri così diversi, gli indirizzi del cuore. Tra dieci giorni tornerò qui.

venerdì 23 maggio 2008

Medicamenta

Come trasformare la malattia in qualcosa di almeno piacevole: passare un pomeriggio con Nadia che mi viene a trovare con sorrisi, chiacchiere belle, racconti di Amy Hempel e grammatica siciliana (grazie!). Accettare che la genitrice venga due volte al giorno portando pranzo e cena- nonostante la poca fame; leggere una quantità spropositata di libri e guardare ridendo senza ritegno la prima serie di Sex and the city. Dormire un numero inqualificabile di ore; parlare al telefono con Paola di malanni, musica e frivolezze (anzi: parlare con le Paole, visto che ho due amiche care che si chiamano entrambe così). Decidere di tornare a Roma la prima settimana di giugno per tutte quelle cose che non ho potuto fare adesso; cercare voli per le destinazioni più diverse (Stati Uniti? Canada? Giappone? Singapore?). Uscire timidamente- con l'aria fuori che assomiglia a quella dell'inferno per calore e nuvole di umidità che si sprigionano dal cielo e dalla terra. Incollarmi al finestrino del taxi con la testa che gira ancora un po' e guardare tutti i palazzi di via Ostiense. Avere la quasi conferma che resterò a Milano per altri sei mesi- alle mie condizioni, evviva!

Oggi provo a fare una passeggiata, domani leggeremo "L'isola del tesoro".

"In ogni spigolo o lembo,
dietro le viscere e il cuore,
s'aprono spazi imprevisti
e ancora abissi e cunicoli" [Elio Pecora, Simmetrie]

mercoledì 21 maggio 2008

Meteo

Febbre alta, ossa rotte, sonnolenza perenne. Un tempo che pare novembre, tutte le cose da fare annullate o rimandate a data da destinarsi; se non avessi la testa che gira e una debolezza assassina sarei quasi contenta di questo stop- invece sono inquieta e dolorante e passo ore e ore arrotolata sul divano sotto una coperta pesante.
Di positivo c'è che ho gli armadi in perfetto ordine, ho finalmente messo il sale nella lavastoviglie e i vestiti dell'anno scorso non mi stringono più- però ho bruciato la caffettiera, ho voglia di camminare e domattina devo trascinarmi dall'altra parte della città per un appuntamento di lavoro.
Cielo molto grigio.

domenica 18 maggio 2008

Maggio

Tornare e scoprire Roma che sembra più quieta- ma forse è solo questo tempo incerto che oscilla fra sole e nuvole e il clima di attesa calcistica. Il cambio di stagione, la libreria che sta diventando drammaticamente insufficiente (eppure una volta pareva impossibile riempirla), i pantaloni che mi stavano stretti e che ora invece si allacciano senza problemi, la terrazza bellissima affacciata sui tetti del centro su cui ho cenato venerdì- avere alla stessa distanza la Casina Valadier e la Porta del Popolo e quei giardini arrampicati sui tetti che assomigliano a un miracolo. Il primo giorno in piscina come una lucertola al sole, pomodori di Pachino e basilico freschissimo, i piedi nudi, i libri sul divano senza curarmi del tempo che scorre, la sera a casa di Massimo e Aurora a chiacchierare fino a tardi tanto non esistono sveglie, gli amici da vedere in questa settimana romana- la noncuranza per quello che sarà, il sonno buono, la speranza del mare.

giovedì 15 maggio 2008

Minima

Ho ancora mal di schiena ma mi sento meglio- e ho tanta voglia di camminare per la città nonostante tutte le scarpe che mi piagano i piedi. Ieri guardavo i palazzi intorno alla Fondazione Prada, tutti belli, curati, con i fiori sui balconi- e le strade tranquille nella passeggiata con Lise dopo aver visto la mostra di Nathalie Djurberg (ho riso per quell'allestimento un po' incubo e un po' bosco delle fiabe, per quei video buffi e crudeli)- e mi dicevo che questa è la Milano che mi piace. Che odora di erba e di città, in cui è facilissimo incontrare persone per caso, in cui non si sente nessun tipo di minaccia. Poi ci sono le sere così, con le persone care- in cui basta poco per stare bene e quella stanchezza bella quando torno a casa; e il pensiero delle foto di Avedon stasera e il treno domani e questa settimana per staccare da tutto anche se tornare a volte mi è difficile per motivi impossibili da spiegare (e questi giorni in cui un po' piango e un po' rido e un po' respiro e un po' sto in apnea e oscillo come un pendolo in attesa di chissà che cosa- di quello che non voglio sapere ma solo vivere)

mercoledì 14 maggio 2008

Farewell


Ciao Bob
l'arte non sarà più la stessa cosa- adesso.

lunedì 12 maggio 2008

Torino

Torino stavolta mi è sembrata più bella- e le risaie e la campagna piatta e le montagne da lontano mi sono volate davanti agli occhi in quel treno pieno di persone che andavano in Fiera. Torino stavolta è stata gioiosa: finalmente tre giorni pieni con Elisa, che mi è venuta a prendere in stazione e mi ha accompagnata in giro tra i libri per un pomeriggio intero. Che ha invitato me e Nadia a cena nella sua casa confortevole e bella che le assomiglia, che è stata bravissima a trovare un posto buono per mangiare sabato sera- tardissimo e senza prenotazione. Che è stata guida, amica, ospite e che mi ha regalato un fiore rosso da mettere tra i capelli.
Al Lingotto c'era un'aria strana- forse per la manifestazione di sabato, forse perché in pochi fanno lo sconto (come mai a Roma sì e a Torino no?), forse perché dopo due giorni full time la stanchezza si fa sentire. E sabato è stato buffo incontrare continuamente gente: Lise e Marilù in arrivo da Milano e poi gruppi che si formano, appuntamenti per andare di qua e di là, saluti, confronto acquisti, stand da cercare, chiacchiere varie, i complimenti sentitissimi ed emozionati a Vincenzo Consolo per i suoi libri che sono una festa e una gioia. E ancora: la farinata, la festa Minimum Fax in cui sembrava esserci mezzo mondo, i locali sul Po, un palazzo che sembra una torta di panna, il sonno arretrato, un po' di shopping, la casa bella ed elegante dove dormivamo in tre, l'insalata della domenica, salutare Nadia con un: ci rivediamo tra una settimana!, il treno rapidissimo che riporta me e Marilù a Milano in un'ora.
Giorni sfolgoranti.

giovedì 8 maggio 2008

...

La primavera esplode con un tripudio di pollini- quelli bianchi che invadono l'aria e assomigliano a fiocchi di neve, quelli sottili e insidiosi che mi arrossano gli occhi e il cemento ribolle in certi punti. Però a me piace stare qui e stare in giro per le strade, con la luce forte l'aria tiepida sulle braccia; camminare per la città guardando dentro alle finestre aperte.
Non ho quasi mai fame, passo notti faticose quando non prendo lo Xanax, sopporto poco: la stupidità, l'ignoranza, l'inconcludenza, le lamentele sciocche e futili, la cialtronaggine e l'approssimazione- sul lavoro e nella vita. Forse a fine mese lascerò questo lavoro, senza troppi rimpianti; rimarrò ancora un pochino a Milano e poi sarà tempo di reinventarsi a Roma- cercando di detestarla un po' meno.
Domattina, sfidando lo sciopero, partirò per Torino: per riabbracciare finalmente Elisa, passare due giorni con Nadia e andare alla Fiera del Libro. Speriamo bene- per tutto.

mercoledì 7 maggio 2008

Insonnia

Quando non dormo- penso al nero. A Roma mi alzo, vado nella stanza dei libri e guardo i dorsi, poi mi accoccolo sul divano e leggo. Ieri notte ho finito l'ennesimo libro della Nemirovsky, mi sono messa le cuffie e ho ascoltato un po' di musica. C'è molto rumore, anche di notte: i tram che vanno verso il deposito, una macchina che sfreccia sul pavè, gente che cammina chiacchierando rumorosamente. A Roma, quando fa caldo, esco sul balcone e fumo una sigaretta nel silenzio; ascolto il fruscìo delle foglie, intuisco l'albero grande che ondeggia nel buio, carpisco attimi di vita lontani. Qualcuno, a volte, suona il piano chissà dove e, se normalmente riesco a indovinare qualche nota, ci sono momenti in cui il vento mi restituisce suoni chiarissimi; la luna fa una luce forte e gelida e sembra non esserci più nessuno intorno a me nel raggio di chilometri.

Ieri sera mi è mancato tutto questo- nella mia insonnia passeggera e spensierata: ho spento l'ipod dopo due canzoni, ho scelto un libro dallo scaffale dei legenda, dieci pagine e poi è arrivata finalmente la notte.

martedì 6 maggio 2008

Compleanno

Guardo il calendario e mi accorgo che è poco più di un anno che sono qui a Milano. Sono stati dodici mesi strani- orribili e molto belli; in cui ho imparato vie nuove e quartieri prima ignoti. In cui ho capito che mi piace camminare su queste strade piane e guardare fuori dal finestrino dei tram; e spostarsi da una parte all'altra della città è possibile senza metterci ore e senza prendere la macchina. In cui sì, mi mancano alberi e giardini, il mare vicino e pure il clima più dolce, ma non tante altre cose; e quando mi chiedono: "Ma come fai a stare lì?", li guardo perplessa e cerco di spiegare che io a Milano sto bene. Perché se un po' ti piace l'arte contemporanea, qui ci sono tante cose da vedere; perché i negozi sono più belli che a Roma. Perché è una città piccola eppure dà l'impressione di essere enorme e non soffoca mai; perché mi piace fare lunghe passeggiate con Damiano e andare alle mostre con Lise. Perché ci sono un sacco di concerti; perché ho scoperto- con grande stupore- che sono ancora capace di dividere uno spazio con qualcuno e sono contenta quando torno a casa e c'è Marilù. Perché mi piace l'idea di avere Elisabetta vicina e non a seicento chilometri di distanza; perché qui la gente è più aperta e socievole (magari non tutta, ma buona parte di quella che ho conosciuto). Perché ho una Feltrinelli e una Mondadori a un passo da casa e perché c'è il Libraccio; perché con tre ore e mezza di treno sono in Svizzera da Dejan- perché, anche, le case editrici che interessano a me sono quasi tutte qui e chissà che un giorno...

lunedì 5 maggio 2008

Giorni di festa

Tutte le cose che ho vissuto in questi giorni che mi passano rapide nella testa: le strade di Lambrate e quel complesso di case e gallerie in cui sono stata la sera, lle stradine del quartiere Isola, la cena all'Osteria del popolo di Ospedaletto Lodigiano e gli Offlaga in prima fila al teatro di Casalpusterlengo, la pigrizia del primo maggio e "Tutta la vita davanti" che promette bene all'inizio ma poi si sgonfia come un soufflè in un buonismo insopportabile. La spesa in macchina, i giri per una Milano semideserta, le forme curve e puntute e i colori vortice di Balla, le storie durissime dei "Racconti di Stoccolma", le vie di Brera, la campagna rigogliosa appena uscite dalla città. Scarpe rosse, una borsa arancione, pizza con farina integrale, Marilù che ha visto un fantasma, il pranzo della domenica, il sole su un prato in mezzo ai fiori e lontane dal rumore, lontane da tutto.

L'emozione di leggere "Sarinagara" e avere l'impressione di condividere con Forest il cammino attraverso il dolore; "Jane Eyre" in rilettura dopo tanti anni, ricordando un'estate di bambina, con la coperta stesa sull'erba e i grilli che facevano rumore- mentre io immaginavo le brume della campagna inglese. Giorni di festa e di quiete per ricaricare le pile in attesa di Torino, il lunedì cominciato con il profumo del basilico che il collega Paolo mi ha portato dalla Liguria, il cielo ancora incerto che non nasconde del tutto le montagne.

martedì 29 aprile 2008

All The Time In The World




Voglio proprio vederla fra qualche mese- questa città con un sindaco nuovo che promette rinascite e miracoli. Voglio proprio vedere cosa cambierà davvero- se sarà solo la delusione di chi lo ha votato (ammesso che venga manifestata e che non si faccia finta di nulla, come al solito). Voglio proprio vedere se continueremo a essere nullità schiacciate da poteri e privilegi di una città per cui il cittadino vale meno di zero o se (ah! ah! ah!) ci saranno miglioramenti.
Io nel frattempo me ne sto qui- con questa pioggia finissima che viene giù, i libri aperti- quello da studiare e quello che leggo per piacere, senza musica perché sono belli i rumori che arrivano ovattati. Me ne sto qui indecisa se mettere un vestito o i jeans alla festa di stasera, se andare dal parrucchiere o no, se finire le verdure in frigorifero o andare a fare la spesa oggi. Qualche giorno di vacanza milanese- con il ponte da passare o qui o tutt'al più in qualche città vicina, cercando strade alternative per andare domani sera a Casalpusterlengo a sentire gli Offlaga (ripensando all'altro concerto loro, lo scorso anno, con quella nebbia fittissima nelle campagne emiliane e Paola eroica che guidava tranquilla). Qualche giorno in cui mi sembra di avere tutto il tempo del mondo per la quiete, la gioia, la testa sgombra.

lunedì 28 aprile 2008

Oltreconfine

La prima cosa che colpisce-nella luce della sera- è l'enorme angelo di Niki de Saint Phalle che dà il benvenuto a chi scende dal treno. E la gente tranquilla fuori dalla stazione e le strade del quartiere pieno di bar più o meno equivoci e case bellissime con i terrazzi fioriti. Tre giorni a scoprire Zurigo: l'arte contemporanea alla Kunsthaus, il Cabaret Voltaire, le vetrate di Chagall- blu, rosse, verdi, gialle, inconfondibili, la mostra di Anne Marie Schwarzenback solo in tedesco, i negozi buffi, le pasticcerie, le stradine pulitissime, librerie inglesi e francesi piene di libri interessanti, le foto di Chris Marker e i manifesti del 68 francese, il museo del design pieno di oggetti stranissimi. Un favoloso pranzo vegetariano con Dejan, l'ex Lowenbrau trasformata in uno spazio per l'arte- gallerie, mostre di quadri curiosi, passeggiate lunghissime, il sole, l'acqua, la macchina fotografica tornata magicamente in vita, un piccolo bar che vorremmo avere sotto casa, i libri letti, le chiacchiere, i bretzel, la stanchezza bella quando torniamo a Milano e ci richiudiamo la porta alle spalle.

mercoledì 23 aprile 2008

In Difesa della Mia Città

Roma non è una città pericolosa.
é una città grande abbandonata a se stessa- con quartieri in cui bisogna tenere gli occhi aperti, quartieri tranquilli e quartieri più tosti. è una città che avrebbe bisogno di cure, di maggiore pulizia, di un corso di civiltà per parecchi suoi abitanti.
è una città che sta scoppiando per il traffico nonostante le ztl, le strade sembrano campi minati, i mezzi pubblici non ci sono, il parcheggio è una pia illusione- ma non è una città pericolosa.
Certo, ti possono sfilare il portafoglio dalla borsa, può succedere che si venga scippati, a volte si vedono facce poco rassicuranti in giro; esistono i furti nelle case e i motorini bisogna sempre legarli a un palo con una catena spessa. Però, negli ultimi giorni, sento parlare della mia città come se si rischiasse un'aggressione a ogni angolo di strada- e questo non è vero e non lo posso sopportare.
è vero che non c'è nessun tipo di controllo e l'incuria di politici e governanti ha creato un lassismo generale a tratti inquietante; è vero che a volte ci si sente soli in balia di una città enorme e schiacciante; è vero che abito in un quartiere sorvegliato e non vado in giro in posti strani e potenzialmente minacciosi. Ma io continuo- magari incoscientemente- a sentirmi tranquilla a Roma.

martedì 22 aprile 2008

Agenda

Oggi sembra novembre, anche per la quiete della giornata.
Oggi c'è un silenzio autunnale- manca il fruscio delle foglie che cadono.
Oggi è solo: lavoro, letture e aperitivo con le amiche.
Quiete di serata appena passata di letture (è bellissimo andare in Feltrinelli alle cinque), pollo allo yogurt, chiacchiere, sonno.
Prossime mostre: Balla, Canova, Nathalie Djurberg, Avedon. Prossimi libri: da decidere. Prossimo film: "Shine a light". Prossimo concerto: Offlaga Disco Pax. Prossima città: Zurigo.
(e a seguire: una festa, passeggiate, giorni di vacanza, gite fuori porta, regali da fare, ancora Roma).
Oggi sembra autunno, ma è primavera.

lunedì 21 aprile 2008

Fuorisalone

Cose viste in questi giorni: installazioni fantasiose nel cortile della Statale, bagni tradizionali giapponesi, i meravigliosi vasi pupazzo che ci hanno fatto tanto ridere, foreste fantastiche di feltro e sedie colorate, poltrone patchwork, buffi oggetti e simpatici designer belgi e olandesi, percorsi di caffè (con tanto di aerosol e degustazioni), spazi industriali temporaneamente trasformati in piccoli musei, soffitti affrescati e giardini segreti, allestimenti in cristallo e tappeti. L'allestimento di Pistoletto alla Loggia dei Mercanti e le foto di Witkin e Saudek al Pac (scandalose? no, raramente belle, a volte gratuite e noiose, troppo spesso già viste).
Milano a metà tra Woodstock (gente ovunque, gruppi di persone allungate per terra, babele di voci straniere) e una grande mostra quasi a cielo aperto, pioggia intermittente, cene giapponesi con amici, spesa, caccia di libri al Libraccio, ore in casa, il compleanno di Lise, camminate chilometriche- io e Marilù in modalita "vogliamo vedere tutto, andare dappertutto", negozietti da esplorare, tre giorni volati in un lampo.

venerdì 18 aprile 2008

Improvviso

"Nell'ocra visibile come nel verde invisibile.
Nelle finestre vuote. Nei vicoli. Nell'albero.
Nella mela matura caduta nell'ombra.
Nella sua ombra rotonda. Nel seme della mela.
Nella miniera e nel vento. Nel vento.
Negli intervalli del vuoto segnati dalle ali
del pipistrello. Nel cerchio violento
del fiore bianco e nell'arida e calda
luce che marca l'incavo dell'inguine.
Nel tutto,
molti di noi rispondono vivendo
a tutto ciò che viene nominato, e ancora
meglio rispondono al silenzio in cui
ciò che non è indicato si nasconde, e ancora
meglio rispondono alla stessa morte" [Roberto Sanesi]

giovedì 17 aprile 2008

Pioggia

"Al diavolo la miserabile frenesia di voler apparire al di là di quel che si è! è un'autentica catastrofe. Cose come queste diffondono sul mondo pericoli di guerra, morte, miseria, odio, vilipendio, e impongono a tutto ciò che esiste una deprecanda maschera di cattiveria, di egoismo abominevole" (Robert Walser, La passeggiata)

(Che poi: sembra inverno, ho addosso una stanchezza feroce- fisica, di muscoli indolenziti, questo lavoro mi ha potentemente scocciata. Ma anche: c'è il Salone, domani è venerdì e ci sono cose belle da fare, tra una settimana si parte, a inizio maggio si andrà a Torino alla Fiera del Libro, ho voglia di vivere)

mercoledì 16 aprile 2008

Di Cose Che Mi Piacciono

Dopo una giornata con il muso lungo fino a terra- guardando con sospetto ogni persona (un potenziale leghista!) e mandando mentalmente affanculo chiunque in questo paese abbia votato la destra, penso alle cose che mi piacciono per distrarmi e modifico un po' il giochino che mi ha passato lei (tes, sei cose sono troppo poche!). Mi piace leggere, ascoltare musica, uscire con le amiche; mi piace stare al sole e sentire la pelle che cambia colore. Mi piace guardare le opere d'arte e avere le vertigini, mi piace ricordare, cucinare, andare a sentire un bel concerto. Mi piacciono le luci che si spengono al cinema, mi piace camminare con le cuffie nelle orecchie; mi piace viaggiare, osservare, ascoltare. Mi piacciono i colori e i tulipani, mi piace arrivare puntuale, mi piacciono le persone sincere senza tante sovrastrutture. Mi piace il suono della lingua russa e il francese; mi piace chi sa (sor)ridere e chi non si annoia mai e chi ha una passione. Mi piacciono le giornate solitarie in cui mi sembra che il tempo non sia mai abbastanza, mi piace scrivere a penna, mi piacciono le lettere, i biglietti, le poesie, gli alberi, i posti in cui curiosare, i giardini nascosti e gli angoli da scoprire. (mi piacciono troppe cose per poterle mettere in una sola pagina)

martedì 15 aprile 2008

domenica 13 aprile 2008

Election Day

Comincia con il sole e una fila al seggio così diversa dalle solite quattro persone (più donne che uomini, tanto per cambiare) e le strade non sono vuote come normalmente le strade dei Parioli di domenica mattina. C'è gente anche alla biglietteria della Galleria d'Arte Moderna- ma sono soprattutto stranieri e si affollano nei saloni centrali dove ci sono le (poche) sculture di Fontana; nelle mie sale preferite, quelle del mezzanino, non c'è quasi nessuno e mi godo in pace i Burri, i Twombly, quella tela che amo tanto di Giosetta Fioroni, la pop art nostrana di Pascali e Festa, la stanza dei Capogrossi e quei due enormi disegni di Sol LeWitt che nessuno pare notare e in cui mi sembra di poter scomparire.
Domani torno a Milano e pare mi aspetti il freddo- ma anche gli eventi del Salone e quella che sembra essere diventata la mia vita, in quest'ultimo anno. Torno qui e mi pare di scoprire ogni angolo della città, anche se è uguale a se stesso (a Roma cambia poco o nulla)- ho voglia delle solite cose: della cena giapponese venerdì sera con Paola, con la pioggia fuori e il tavolo sulla terrazza coperta, delle chiacchiere fino a tardissimo, delle passeggiate nei quartieri che conosco così bene, di ritornare in quel posticino messicano in cui sono stata ieri con Betta e Mauro. Ho bisogno di rivedere gli amici che sono qui- che sono diventati una specie di vacanza; di ritrovare pezzi della vita di prima, di ricominciare ad amarla prima del ritorno.
Ci pensavo mentre camminavo per l'ultimo pezzo di salita prima di casa- c'è necessità di ricostruire tutto da zero e questo concetto si applica sia alla politica che a me.

PS qui la musica per il ritorno

giovedì 10 aprile 2008

Scrapbook

Fuori dalla finestra- questo vento da apocalisse e il cielo incerto, come sempre in questi giorni. Io sto qui, un po' abbronzata e un po' dimagrita- con i capelli riccissimi, in canottiera perché fa caldo ma i termosifoni sono ancora accesi e ancora non so se stasera cinema oppure no. Io sto qui e leggo tanto, guardo vecchi film (bei tempi- quando gli scrittori si dedicavano anche ai copioni!), passo pomeriggi nel mio adorato e sicilianissimo studio legale. Al mattino mi metto in balcone, con la tazzina di caffè e la schiena contro il muro caldo di sole come una lucertola, passo pomeriggi un po' frivoli e un po' seri con Nadia- tra borse rosa, vestiti da provare e caffè lunghissimi al Fandango e sere a mangiar vegetariano e in giro con Paolo per i bar travestiti da librerie del rione Monti. Mi riconcilio con la mia città, con le persone di qui- incontro Francesca a via dei Serpenti, Margherita in partenza per chissà dove qui vicino, compagni di scuola che non vedevo da una vita dentro alla Feltrinelli della Galleria Colonna. Cammino tantissimo- su e giù dalla collina che non frana ancora, con gli alberi in fiore e questi brutti cartelloni elettorali; e il Flaminio con le strade splendide e deserte sotto il diluvio che mi ricorda le sere dei vent'anni da Sireno e il Tiepolo con le bottiglie colorate e le villette della Piccola Londra e mi manca terribilmente un motorino per girare in libertà e ho comprato una stilografica viola (con cui però non so più scrivere) e adesso sì, davvero, comincia il momento più bello per star qui.

martedì 8 aprile 2008

Con Dedica

Per tutti quelli che passano di qui- le mie canzoni di stasera (sotto il diluvio)

[e grazie a lui, per avermi fatto scoprire questa cosa]

domenica 6 aprile 2008

(Feels Like) Home

Mi riapproprio di questa casa che mi appartiene come un pezzo di me; giro intorno alle mie cose, annusandole, guardandole, scoprendole ogni volta di nuovo. Scopro il ciclamino fiorito in balcone, il profumo di pulito nell'armadio delle lenzuola; ricevo in regalo un anello vecchio (un piccolo serpente d'oro intorno al mignolo) e vestiti estivi che mi stanno a pennello. E il sole la mattina presto- la prima, lieve abbronzatura, le strade che conosco, il centro affollatissimo e il pubblico attento in libreria. La pizza con gli amici, il silenzio splendido (solo il vento e il canto degli uccelli), i gabbiani che si inseguono, il caffè buono dentro al parco, il pranzo della domenica con mio padre, la telefonata lunga lunga con Paola, gli amici da vedere. Questi giorni che promettono e che forse manterranno, la bellezza scintillante di quello che mi circonda, la quiete domestica, due mostre da vedere proprio sotto casa.

venerdì 4 aprile 2008

Cose Amate

Stasera me ne starò nella mia casetta romana- in mezzo ai libri e a un paio di film che voglio vedere e domani parleremo di un libro che amo molto, Padri e figli (alla solita libreria Croce, ore 19).
Mi immagino Roma in primavera splendida e lucente.

giovedì 3 aprile 2008

Spring

Ieri guardavo fuori dal finestrino del tram- il vento che spazzava via le nuvole grigie svelando l'azzurro, Corso Magenta con i marciapiedi stretti, piazza Cordusio che si apre alla fine di via Meravigli e pensavo: quant'è diverso qui! Dalla bellezza sfacciata e sotto gli occhi di tutti a cui sono abituata- dieci passi per arrivare al parco e avere Roma davanti agli occhi. Le chiese, le cupole, i palazzi vecchi che lasciano intuire affreschi e soffitti a cassettoni dietro i vetri spesso aperti. Le strade piene di alberi e fiori alla portata di tutti, portoni spalancati verso giardini; strati di storia a ogni passo, vicoli pieni di sorprese per chi sa allontanarsi dalla via principale, labirinti.
Milano è discreta e bisogna andare a cercare i suoi angoli; è una città piccina e lineare- che non mostra i suoi lati più belli ma troppo spesso mette in evidenza le sue brutture. Una città di giardini nascosti, di strade silenziose, di quartieri ancora da scoprire; ieri sera- prima di andare a vedere questo spettacolo (che mi ha molto divertita e anzi, se vi capita, andatelo a vedere!) passeggiavamo per via Savona che si prepara alla settimana del salone e c'erano angoli davvero pieni di grazia ed eleganza. E prima, le colonne di San Lorenzo e piazza Vetra senza le folle, i Navigli ancora vivibili e quel vento insolito che abbassava la temperatura e un libro a metà prezzo e sto bene qui e adesso vorrei non andare via, fermarmi e conoscere ancora un po' questa città.

mercoledì 2 aprile 2008

Aprile

"Qualcuno ha la gioia e non se ne fa nulla
qualcuno adesso soffre, qualcuno
ha una libertà improvvisa
ma era solo il suo oroscopo
e la ragazza che ha vinto il maschio nella lotta
è sopra di lui e capisce cos'è l'amore
e allora sono piene di significato queste strade,
la loro erba, l'odore
di ossigeno dopo il lampo
non temere, non ti hanno capito, guarda i riflessi dell'acqua:
ogni cosa è nuova più di noi: non ritirare per primo la mano
perché una pupilla, una leggera
voglia di domani, una raffica parata con l'ombrello
tutto assomiglia a qualcuno
e lo richiama, respira nel suo, non vuole
morire, lo aspetta con la luce di un riflettore
acceso sopra l'acqua, con la
piena imperforabile
c'è un cunicolo solo e non basta
ma siamo vivi, dicevi, ancora vivi" (Milo De Angelis)

(Ed è arrivata la primavera e qui gli alberi fioriscono adesso e ieri sera, andando verso il posto tutto bianco dove ho cenato con Elisabetta, ho scoperto stradine di paese. E le chiacchiere, qualche stella, l'aria tiepida, la poca voglia di andare via, il tipo che aveva montato la macchina fotografica sul treppiede e scattava, scattava sulla folla che entrava e usciva- fermata Duomo- e le notti che durano meno ma a volte sembrano infinite)

martedì 1 aprile 2008

Time

"Il tempo (è cosa nota) vola qualche volta come un uccello e qualche volta striscia come un verme, ma l'uomo si sente bene specialmente quando nemmeno si accorge se passi presto o con lentezza" (Ivan Turgenev, Padri e figli)

Passa e basta e io non me ne accorgo; guardo l'agenda, vedo tutti gli impegni che si incastrano ordinatamente come i pezzi di un puzzle, ringrazio mentalmente tutte le persone sono in questo tempo e mi aiutano a stare bene. Come scrivevo ieri: mi pare che ci siano ancora tante cose da fare, da imparare, da vivere- per il resto non c'è posto.