martedì 29 luglio 2008

Lost In Music

Il concerto che mai avrei sperato di sentire è cominciato alle nove in punto- nella Cavea dell'Auditorium stracolma di gente. E lì, per tre ore, mi sono persa nella musica di un vecchio signore canadese- magro e distinto, in completo tre pezzi e cappello.
Impeccabile, emozionante, bravissimo.
Un vero artista, una notte memorabile.

[queste le canzoni che ho ascoltato, ricordato cantato: Dance me to the end of love/ The future/Ain't no cure for love/ Bird on the wire/ Everybody knows/ In my secret life/ Who by fire/ Hey, that's no way to say goodbye/ Anthem/ Tower of song/ Suzanne/ The gypsy's wife/ Boogie street/ Hallelujah/ I'm your man/ Democracy/ Take This Waltz/ So long, Marianne/ First we take Manhattan/ Sisters of mercy/ If it be your will/ Closing time/ I tried to leave you]

domenica 27 luglio 2008

Appunti D'Estate

Lo so, la felicità non è cosa di questa vita e questo mondo- e però io sto vivendo qualcosa che le assomiglia. Sarà questa quiete leggera che mi porto addosso da un po', sarà l'estate (che, lontana da Milano, è sempre la mia stagione preferita); sarà che non aspetto chissà cosa ma solo la quotidianità. Forse è vero che andare via serve per capire quanto sia bello avere un posto in cui tornare- io non so, ma nonostante i viaggi saltati, l'assenza del mare, il ginocchio scricchiolante, i punti che mi ha messo il dentista, gli antibiotici, sto bene.
Sarà l'estate di Roma in cui fa quasi freddo la sera, della scoperta del Treebar, delle ore a parlare con Nadia- imparando, confrontando, delle confidenze con Betta, dell'osteria giapponese di Via Ostiense, dei sottopassaggi chiusi la notte che rendono il Lungotevere trafficato, delle chiacchiere con Paola. Sarà l'estate in cui, dopo tanti anni, farò le vacanze in Europa- tra la Svizzera e la mia adorata Francia (e già sogno fenicotteri, saline e città medievali), in cui probabilmente non leggerò nemmeno un libro in italiano, dei film con la gatta accoccolata vicino, del sole sul lago- sperando nel sole, del mio compleanno con pochissime persone care perché saranno tutti già partiti.
E domani sera, ci sarà Leonard Cohen dal vivo- e già sento brividi di emozione.

lunedì 21 luglio 2008

Riflessi(oni)

Ho poca voglia di scrivere.
Passo quasi sempre momenti belli- in compagnia delle persone a cui voglio bene. Percepisco che, in fondo a questa confusione perenne, i rapporti umani qui sono semplici e veri- se scelgo di non essere da sola non è per paura della solitudine, ma per la gioia di condividere con chi per me è importante.
Odio gli artifici, le affettazioni.
Amo le intelligenze brillanti, i fuochi d'artificio.
Amo sentirmi a mio agio.
Odio le mosse studiate- tranne che negli scacchi.
Mi piace quest'estate nemmeno un po' crudele.
Mi piace stare in mezzo alla gente, ma non credo di aver bisogno di molte persone.
Trovo inconcepibile giustificare la stupidità- soprattutto quella femminile.
Ascolto questa musica, oggi, e questo album da qualche giorno.

martedì 15 luglio 2008

Vacanze Romane

Mi sento quest'aria fresca addosso e l'energia che guizza nei muscoli. Roma è pienissima e tutto ferve: dai turisti spaesati (che si riconoscono subito perché camminano intimoriti con la cartina in mano e guardano smarriti quel labirinto di viuzze e non sanno attraversare la strada) agli abitanti della città che invece la attraversano con passo marziale, come se dovessero essere sempre dall'altra parte del mondo fra cinque minuti. Io ondeggio così, vestita di viola e rosso sui miei sandali bellissimi e molto scomodi che ogni volta mi lasciano una vescica in ricordo.
Spesso torno a casa tardi, la notte.
Ho visto due puntate di Cashmere mafia (e sì, provoca dipendenza), perso tempo di sera con Luca in mezzo ai chioschetti del giardino di Castel Sant'Angelo, sono stata a una festa in una villa bellissima, ho ballato nonostante i sandali altissimi. Mi sono addormentata al sole nella quiete ovattata della piscina, ho visto stelle che in città uno non se le sogna nemmeno. Ho passato una domenica sotto la pioggia a chiacchierare con gli amici e poi io e Betta ce ne siamo andate a Sovana a vedere il borgo e le tombe etrusche e le vie cave. Mi sono incantata davanti a uno scenario splendido poco prima di uno spettacolo teatrale in cui ho incontrato il mio prof. di latino e greco e ho fatto tardi chiacchierando con Nadia al bar della Madonna dei Monti.
Sono andata a un appuntamento di lavoro vestita di rosa e con gli occhi splendenti.
Mi sento incredibilmente in vacanza, anche se quest'anno non andrò dall'altra parte del mondo.

giovedì 10 luglio 2008

A Perdifiato

Tante cose, in questi giorni. Cose belle, che mi fanno stare bene e mi restituiscono la gioia di cui avevo paura di essere diventata incapace: la cupola di San Pietro maestosa e bianca contro il cielo azzurrissimo mentre corro al Santo Spirito per vedere una sfilata di moda che è un divertente e divertito omaggio al bon ton. La pizza con i libri in testa a ranghi ridotti, il fiction festival con Luca- e si rivela molto meglio di quel che sembrava, tant'è che ci torno tra poco; la lavoro nel silenzio più totale, interrotto solo dalla musica accesa e a basso volume. La cena al solito giapponese con Paola e il piccolo locale allegro a viale Tiziano; la giornata in libertà con Betta- pranzo in via della Croce, negozi, vestiti provati, scarpe, accessori, risate. Il fresco che mi fa venire i brividi di notte e non c'è bisogno di aria condizionata, il pensiero del weekend (piscina, festa, teatro, giornata al lago), quest'estate strana e sconclusionata in cui sto imparando, di nuovo, ad amare la mia città e in cui mi sento pian piano rinascere. In cui, a costo di qualche dolore, ritorno a sorridere.

lunedì 7 luglio 2008

Sud

Dopo due giorni di isolamento- torno a casa mi guardo intorno perplessa. Pensavo che il ciclamino fosse morto e invece butta piccole foglie timide; mi organizzo il tempo sull'agenda verde, divido ordinatamente la spazzatura per materiali e i vestiti da lavare per colore.
Passo del tempo a chiacchierare con Fabrizio, in un momento rubato ai suoi impegni, ascolto il vento tra gli alberi del parco (quando il sole cala arrivano bambini e cani e frotte di persone e il bar sembra non chiudere mai). Esco quando sarebbe ora di andare a dormire e vago con Paolo per una Roma senza estate romana che pare città fantasma; ci rifugiamo tra i tavolini di Villa Celimontana a chiacchierare di cose nostre fino a quando ci buttano fuori. Il centro al mattino è caldo e affollato di gente che corre da una parte all'altra e di turisti dal passo pigro e lo sguardo in alto; ogni cosa sembra essere uno sfacelo: i mezzi pubblici inesistenti, le strade in rovina, i cantieri ovunque che deviano il traffico. Torno, chiudo le finestre, accendo il deumidificatore e dormo senza nessun disturbo per almeno otto ore.

"Ascoltai con le orecchie della mia curiosità:
cinque volte al di là di me gettai l'amo,
senza prendere pesci per cinque volte-
interrogai- nessuna risposta corse nella mia rete-
ascoltai con l'orecchio del mio amore" [Friederich Nietzsche- Scritti postumi]

mercoledì 2 luglio 2008

Speechless

E' casa, quando l'estate esplode e dalle finestre aperte arriva un'aria lieve che rinfresca- e stendo la tovaglia a righe colorate sul tavolo e l'armadio esplode di vestiti che assomigliano a una tavolozza. E' casa quando arriva il bentornata! di Paola mentre aggiungo libri sugli scaffali e ritrovo ogni cosa com'era (la foto di Frida Kahlo e quella di Juliette cucciola che esce da un cassetto. I manifesti incorniciati delle mostre, le foto, le marionette di lana comprate a Parigi, il portafortuna candomblè che viene dal Brasile, la locandina di Lady Vendetta in cucina, il ritratto di Calder contornato di verde, i Buddha e i Ganesh sul camino). Mi sveglio nella stanza fresca e c'è una luce che mi rianima ogni cellula; lavoro dalla mia scrivania, in canottiera e calzoncini a piedi nudi, senza nessuno intorno- e questo silenzio pigro d'estate interrotto solo dal telefono che squilla. E' casa quando leggo il libro di un amico in balcone poi esco e torno a casa senza guardarmi intorno- e questo quartiere mi sembra ogni giorno di più una benedizione. E' casa quando, senza più mal di denti, faccio una passeggiata nel parco parlando al telefono e poi torno per uscire di nuovo e ritrovarmi con Betta e Mauro a chiacchierare davanti a pesce e vino bianco e torno e la notte è così tranquilla che riempie e non c'è spazio per altro che non sia questo buio liquido e questa estate e queste mura che non sono prigione ma mondo a sé. Per questa notte d'estate e di casa.

On air

PS ecco- una bellissima notizia: finalmente Ingrid Betancourt è libera.