Venerdì sera, nonostante la folla che riempiva ogni angolo dell'Alcatraz, l'aria condizionata andava fortissimo e ho sentito tutto il concerto degli Editors con la sciarpa intorno al collo (tante canzoni, una bella voce- ma erano proprio necessario scimmiottare così tanto Ian Curtis? E la cover di "Lullaby" era imbarazzante). Sabato invece, alla mostra di Sironi, c'era pochissima gente e si potevano guardare i paesaggi urbani, le composizioni e le rocce con calma. Io amo molto quello sguardo che aveva sulla città. Sabato era bello andare a pranzo insieme, chiacchierare, fare una passeggiata con il sole tiepido; andare al cinema a vedere "Onora il padre e la madre"- gran film annunciato. Tornare a casa, cucinare, guardare vecchi video su YouTube (ti ricordi questo? e quest'altro?), decidere di andare a sentire anche Nick Cave, dormire prestissimo.
Domenica mattina a Milano con il sole- per me che sono abituata, a Roma, a dormire fino a tardi e al massimo andare al parco sotto casa. I negozi con poca gente, le magliette colorate per questo inizio di primavera, la Feltrinelli deserta; il pranzo a casa, i libri da leggere, Paola che arriva per il concerto. L'Alcatraz, di nuovo e ancora stracolmo, le luci che si spengono e i Portishead sul palco a riportarci indietro di dieci anni; un'ora e mezzo di musica, ricordi, versioni strane e canzoni nuove. Noi tre un po' emozionate, pensieri belli, il biglietto finito in mezzo alle pagine del quaderno viola.
lunedì 31 marzo 2008
venerdì 28 marzo 2008
Venerdì
Oggi è venerdì e sono un po' stanca.
Se chiudo gli occhi, mi passano rapidissime le immagini degli ultimi giorni: incombenze domestiche, passeggiate per Milano con mia madre, cene fuori, incontri casuali e graditi al ristorante giapponese che mi piace tanto. Pochissimo tempo in casa: giusto per dormire, cucinare e prepararmi a uscire; il romanzo di Murakami che sta per finire, il piccolo viaggio a Zurigo quasi perfezionato. La mostra di Sironi domattina, la spesa da fare, il concerto degli Editors stasera e soprattutto quello dei Portishead domenica; la voglia di cinema, i vestiti nuovi che aspettano la primavera. Sono contenta- non so di cosa, ma a volte mi capita.
Se chiudo gli occhi, mi passano rapidissime le immagini degli ultimi giorni: incombenze domestiche, passeggiate per Milano con mia madre, cene fuori, incontri casuali e graditi al ristorante giapponese che mi piace tanto. Pochissimo tempo in casa: giusto per dormire, cucinare e prepararmi a uscire; il romanzo di Murakami che sta per finire, il piccolo viaggio a Zurigo quasi perfezionato. La mostra di Sironi domattina, la spesa da fare, il concerto degli Editors stasera e soprattutto quello dei Portishead domenica; la voglia di cinema, i vestiti nuovi che aspettano la primavera. Sono contenta- non so di cosa, ma a volte mi capita.
mercoledì 26 marzo 2008
Di Ritorno
Ho visto tanta neve che pareva Natale e un silenzio da pieno inverno, la pioggia torrenziale che sbiadiva un po' i colori di Annecy, il vento gelido al mercato del sabato. Ho visto tanti film e per la prima volta sale piene a Losanna: soprattutto Juno (che non è un capolavoro, ma ha dialoghi molto divertenti) e l'omaggio corale di Klapisch a Parigi. Ma anche il nuovo, demenziale Gondry e la cronaca di uno strampalato viaggio in India in Darjeeling Limited (e prima di partire Biutiful càuntri, che mi ha parecchio turbato e che magari si poteva distribuire un po' meglio).
Ho letto molti libri: l'indigesto nuovo Niffoi, le sconosciute di Modiano che dovrebbe pure essere in catalogo da Einaudi, un altro fumetto del mio amato Guy Delisle, questo Murakami così rilassante e inverosimile. Ho dormito, giocato con il gatto, cucinato, ascoltato musica, comprato la cioccolata buona alla cannella. Sono tornata per andare a un concerto allegro ma troppo breve e oggi è ancora una giornata tutta per me.
Mi piace questo cielo azzurro.
Ho letto molti libri: l'indigesto nuovo Niffoi, le sconosciute di Modiano che dovrebbe pure essere in catalogo da Einaudi, un altro fumetto del mio amato Guy Delisle, questo Murakami così rilassante e inverosimile. Ho dormito, giocato con il gatto, cucinato, ascoltato musica, comprato la cioccolata buona alla cannella. Sono tornata per andare a un concerto allegro ma troppo breve e oggi è ancora una giornata tutta per me.
Mi piace questo cielo azzurro.
mercoledì 19 marzo 2008
Prima di Andare
Ancora un giorno qui- e anche un'altra settimana (corta) se n'è andata via tra la pace domestica, una sera fuori con le amiche, questo film stasera. I libri nuovi da portare in viaggio, una città che non conosco e questa Pasqua che non mi riguarda (se non per il riposo, le letture, l'aria buona e il cinema); al ritorno ci saranno l'arrivo di mia madre, la mostra di Sironi, i concerti, la quiete domestica- cose semplici. State bene, riposate, leggete, godetevi i giorni di vento.
PS da oggi siamo anche qui (rido)
PS da oggi siamo anche qui (rido)
martedì 18 marzo 2008
Settimana Santa
Deus absconditus
"Un semplice dato:
Dio non s'è nascosto.
Dio s'è suicidato"
Postilla
"(Non ha saputo resistere
al suo non esistere?)"
(Giorgio Caproni)
"Un semplice dato:
Dio non s'è nascosto.
Dio s'è suicidato"
Postilla
"(Non ha saputo resistere
al suo non esistere?)"
(Giorgio Caproni)
lunedì 17 marzo 2008
Tornare
Una settimana di corsa, sempre e ovunque- la mia piccola Roma: il centro, Prati, i Parioli, il quartiere Trieste. Il rito del sushi con Paola, il martedì sera con loro, le ore con Nadia, la cena indiana con Silvana, Betta e Mauro. La mostra tristissima e sciatta di Renoir, le due ore e mezzo di Sonetàula che passano rapide entusiasmando me e Luca (non c'è una scena di troppo, una parola superflua, un'inquadratura sbagliata. Ci sono volti stupendi che dicono più di mille discorsi, una luce che vorrei vedere più spesso, pochi sorrisi), le strade del Coppedè, il sole e la pioggia, i rumori nell'appartamento di sopra e il silenzio della strada; il mio primo Proust cominciato per caso, le notti vuote e nere, la primavera che arriva nei giardini.
Torno in contemporanea a Marilù, ci accoglie una casa in ordine e una grandinata violenta esplode dall'altra parte dei vetri. Pochi giorni di Milano, stavolta- e poi partire per tornare di nuovo.
Torno in contemporanea a Marilù, ci accoglie una casa in ordine e una grandinata violenta esplode dall'altra parte dei vetri. Pochi giorni di Milano, stavolta- e poi partire per tornare di nuovo.
domenica 9 marzo 2008
Domenicamattina
Una scoperta: a Milano si può mangiare una buona pizza e il posto dove ci ha portato Elena giovedì sera ne è una prova (sì, tra le varie cose su cui rompo c'è la pizza. La pizza deve essere alta al punto giusto e ben lievitata altrimenti mi viene mal di pancia; il pomodoro non deve essere acquoso e creare quell'effetto bagnato e indigesto nell'impasto, la mozzarella deve essere tosta e asciutta e non scipita- insomma, così). E, oltre al cibo, è stata una bella serata- di quelle che rigenerano.
Due regali: venerdì mattina sono andata a Palazzo Litta a vedere la mostra di Fischli & Weiss e mi sono divertita follemente. Tutte quelle cose assurde, costumi da orsacchiotto, oggetti di gomma nera, statuine, bambole imbottite di monete, scritte proiettate sui muri- in mezzo ai tendaggi, ai tessuti barocchi, agli stucchi dorati creavano un contrasto irresistibile. Una mostra grande, ben documentata, ben allestita e per giunta gratuita: bravi!
Dopo, con il nuovo numero di Internazionale in borsa, sono scappata all'Apollo per vedere il film di Alina Marazzi e tanto mi piacque il suo esordio che ne ero spaventata. Ebbene, mi sono appassionata, commossa, incantata e anche un po' arrabbiata perché tanti anni di battaglie e di lotte alla fine sono serviti a poco (quante donne ancora hanno come unica aspirazione una fede al dito! quante ancora sono discriminate- magari in modo meno eclatante che in passato- ricattate, vessate). Amo il venerdì a Milano.
Una sorpresa: il concerto degli Eels al Conservatorio, che non è stato solo quasi due ore di musica- ma anche una proiezione del documentario su una specie di genio incompreso che, guardacaso, era il padre di mr E. (vergogna e indecenza per i fischi del pubblico ignorante e becero: il film era in inglese e quella specie di mandria non capiva cosa dicessero. bravi somari).
Un riposo: il mio sabato in viaggio verso Roma, con il treno che arriva a Termini con ben cinque minuti di anticipo, la mia casa, i miei libri, il sonno profondo per recuperare la stanchezza degli ultimi giorni, questa domenica che pare estate.
Due regali: venerdì mattina sono andata a Palazzo Litta a vedere la mostra di Fischli & Weiss e mi sono divertita follemente. Tutte quelle cose assurde, costumi da orsacchiotto, oggetti di gomma nera, statuine, bambole imbottite di monete, scritte proiettate sui muri- in mezzo ai tendaggi, ai tessuti barocchi, agli stucchi dorati creavano un contrasto irresistibile. Una mostra grande, ben documentata, ben allestita e per giunta gratuita: bravi!
Dopo, con il nuovo numero di Internazionale in borsa, sono scappata all'Apollo per vedere il film di Alina Marazzi e tanto mi piacque il suo esordio che ne ero spaventata. Ebbene, mi sono appassionata, commossa, incantata e anche un po' arrabbiata perché tanti anni di battaglie e di lotte alla fine sono serviti a poco (quante donne ancora hanno come unica aspirazione una fede al dito! quante ancora sono discriminate- magari in modo meno eclatante che in passato- ricattate, vessate). Amo il venerdì a Milano.
Una sorpresa: il concerto degli Eels al Conservatorio, che non è stato solo quasi due ore di musica- ma anche una proiezione del documentario su una specie di genio incompreso che, guardacaso, era il padre di mr E. (vergogna e indecenza per i fischi del pubblico ignorante e becero: il film era in inglese e quella specie di mandria non capiva cosa dicessero. bravi somari).
Un riposo: il mio sabato in viaggio verso Roma, con il treno che arriva a Termini con ben cinque minuti di anticipo, la mia casa, i miei libri, il sonno profondo per recuperare la stanchezza degli ultimi giorni, questa domenica che pare estate.
giovedì 6 marzo 2008
Thank you, Mark
"Preferisco essere prodigo piuttosto che avaro, al punto che preferirei conferire attributi antropomorfi a una pietra piuttosto che disumanizzare la più esigua possibilità di coscienza"
(Mark Rothko, Scritti sull'arte)
(Uno dei miei artisti adorati- che mi dà le vertigini, a cui mi avvicino sempre incuriosita e intimorita. E ripenso alla grande mostra vista a Roma mesi fa, a tutto quello spazio, a tutte quelle tele enormi che contengono universi, alla prima volta dal vivo- anni fa a New York, ai colori che non so trovare altrove, ai pellegrinaggi a Basilea per guardare i grandi neri e scoprirci dentro sempre pennellate nuove e quell'emozione totalmente irrazionale che non so spiegare se non con la vertigine che mi prende al solo pensiero)
(Mark Rothko, Scritti sull'arte)
(Uno dei miei artisti adorati- che mi dà le vertigini, a cui mi avvicino sempre incuriosita e intimorita. E ripenso alla grande mostra vista a Roma mesi fa, a tutto quello spazio, a tutte quelle tele enormi che contengono universi, alla prima volta dal vivo- anni fa a New York, ai colori che non so trovare altrove, ai pellegrinaggi a Basilea per guardare i grandi neri e scoprirci dentro sempre pennellate nuove e quell'emozione totalmente irrazionale che non so spiegare se non con la vertigine che mi prende al solo pensiero)
mercoledì 5 marzo 2008
Happiness
Nonostante la pioggia e il vento a sprazzi che scompiglia i capelli e si insinua- la Feltrinelli è tiepida e c'è gente a sentire Belpoliti, Eco e Scabia che parlano di Camporesi. Viene voglia di leggere dei vagabondi, del sangue, del cibo, delle cuccagne, di Bertoldo (quel libro che sta a casa nello scaffale dei legenda). Nonostante il ritorno non proprio da lunedì sera- dopo il concerto io e Marilù siamo vagamente stupide e parecchio di buonumore; e la musica e i libri e il cinema e le sere belle si sommano e ho tanti sorrisi- finalmente! E mi appassiono ai libri di Cormac Mc Carthy e questa settimana sta volando via, tra piccole cose preziose.
lunedì 3 marzo 2008
Rumore
C'è il sole e dentro lo Spazio Oberdan i muri bianchi riflettono la luce e gli occhi fanno fatica ad abituarsi all'oscurità di certe sale. Rumore e silenzio, bianco e nero. Non riesco a distogliere lo sguardo dai volti nel video di Adrian Paci, da quelle luci improvvise, dal susseguirsi di immagini di Bill Viola; mi incanto davanti al coyote di Joseph Beuys, mi commuovo per quelle mani che domandano, mi inquietano i fremiti del cervo davanti al lupo di Mircea Cantor. Siamo tutti acqua- ci dicono le boccette di Yoko Ono e ridono anche i re, ma non la scatola di Lara Favaretto che si è rotta e sta lì nera e muta, ma noi siamo contente. Della mostra, dei giorni belli del weekend, di questo assaggio di primavera che ci ha colto di sorpresa regalandoci un cielo perfettamente azzurro e una pace domenicale (di pranzo in casa con le finestre aperte e passeggiata tranquilla) dopo la cena di venerdì e la piccola festa di sabato.
Comincia una settimana piena- stasera si comincia con un concerto e il pensiero addolcisce il lunedì.
Comincia una settimana piena- stasera si comincia con un concerto e il pensiero addolcisce il lunedì.
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