Vorrei finire questa convalescenza in santa pace, guarire pian piano, avere speranze che mi strappano quei sorrisi che conosci tanto bene- far capire che a volte sono carta velina e ogni strappo mi riduce sempre più e ho paura che non rimanga niente se non brandelli e frammenti incapaci di ricomporsi.
lunedì 25 maggio 2009
Lunedì
Vorrei un temporale per interrompere questo sole splendido, questo verde che esplode in tutte le direzioni, questo tempo scintillante che amo. Vorrei ancora giorni di mare come i due della settimana scorsa: l'acqua limpida e fredda, il vento, la spiaggia deserta, l'aperitivo in piazzetta, salite e discese. Le chiacchiere tra amiche, il silenzio, le pagine, i ricordi nella musica. Io e Manuela sedute scomposte sul divano, il fresco al bar con Fabrizio, i sogni di Paola che mi fanno compagnia mentre cammino in salita con la spesa in spalla. I capelli bagnati in terrazza, le ore di sonno, un sabato zigzagante che passa rapido, parlare di film, aspettare, la domenica in piscina, la cena giapponese all'aperto con la brezza della notte sulle spalle, la pelle scura, il cibo che a volte non mi va giù.
lunedì 18 maggio 2009
Helter Skelter
Io che in questo periodo non ci capisco più niente. Se sto male o bene, se sono guarita oppure no, felice oppure infelice. Io che vorrei chiudermi in casa con le finestre chiuse e poi non resisto al sole e ho voglia di stare sempre in giro, io che forse resto e invece parto e ritorno e me ne vado. Io che amo di un amore bislacco, litigioso e pacifico, che pare sempre alla fine e invece resiste tantissimo (resiste a tutto); io che leggo tanto e mi innamoro dei libri di Richard Powers, io che dimagrisco perché è primavera, che custodisco con amore un ipod non mio, che esco sempre con le solite quattro persone e mi va bene così. Io che mi incanto davanti ai quadri di Malevic e Filonov e alle vecchie tele di Twombly, io che guardo il lago e mi abbronzo pian piano. Io che son sicura di sognare ma non mi ricordo nulla, che quest'anno non sono andata a Torino, io felice di vederti quando torni dall'ufficio e di aspettare il tuo treno sempre un po' in ritardo, io che forse stavo meglio prima ma poi questa frase mi sembra sciocca se penso a te, io che ho nostalgia di Milano ma amo Roma, io che vorrei eliminare le cose sciocche e inutili e ingombranti dalla mia vita e sorridere un po' di più.
martedì 5 maggio 2009
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