Vorrei finire questa convalescenza in santa pace, guarire pian piano, avere speranze che mi strappano quei sorrisi che conosci tanto bene- far capire che a volte sono carta velina e ogni strappo mi riduce sempre più e ho paura che non rimanga niente se non brandelli e frammenti incapaci di ricomporsi.
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lunedì 25 maggio 2009
Lunedì
Vorrei un temporale per interrompere questo sole splendido, questo verde che esplode in tutte le direzioni, questo tempo scintillante che amo. Vorrei ancora giorni di mare come i due della settimana scorsa: l'acqua limpida e fredda, il vento, la spiaggia deserta, l'aperitivo in piazzetta, salite e discese. Le chiacchiere tra amiche, il silenzio, le pagine, i ricordi nella musica. Io e Manuela sedute scomposte sul divano, il fresco al bar con Fabrizio, i sogni di Paola che mi fanno compagnia mentre cammino in salita con la spesa in spalla. I capelli bagnati in terrazza, le ore di sonno, un sabato zigzagante che passa rapido, parlare di film, aspettare, la domenica in piscina, la cena giapponese all'aperto con la brezza della notte sulle spalle, la pelle scura, il cibo che a volte non mi va giù.
lunedì 18 maggio 2009
Helter Skelter
Io che in questo periodo non ci capisco più niente. Se sto male o bene, se sono guarita oppure no, felice oppure infelice. Io che vorrei chiudermi in casa con le finestre chiuse e poi non resisto al sole e ho voglia di stare sempre in giro, io che forse resto e invece parto e ritorno e me ne vado. Io che amo di un amore bislacco, litigioso e pacifico, che pare sempre alla fine e invece resiste tantissimo (resiste a tutto); io che leggo tanto e mi innamoro dei libri di Richard Powers, io che dimagrisco perché è primavera, che custodisco con amore un ipod non mio, che esco sempre con le solite quattro persone e mi va bene così. Io che mi incanto davanti ai quadri di Malevic e Filonov e alle vecchie tele di Twombly, io che guardo il lago e mi abbronzo pian piano. Io che son sicura di sognare ma non mi ricordo nulla, che quest'anno non sono andata a Torino, io felice di vederti quando torni dall'ufficio e di aspettare il tuo treno sempre un po' in ritardo, io che forse stavo meglio prima ma poi questa frase mi sembra sciocca se penso a te, io che ho nostalgia di Milano ma amo Roma, io che vorrei eliminare le cose sciocche e inutili e ingombranti dalla mia vita e sorridere un po' di più.
venerdì 10 aprile 2009
Good Friday
Quello che vorrei adesso. Che le persone a cui voglio bene siano felici; che finisca presto il tempo dei malesseri- che ci siano sempre musica e bellezza. Vorrei vivere sempre in modo gioioso questo amore che è un dono, vorrei che la distanza non sia tanto pesante da sopportare. Tanto cielo e mete lontane, pagine e poesie; il sonno quieto, le ore che scorrono, le attese senza angosce. Scrivere e ricordarmi i sogni- non solo quelli brutti; i disegni di Hiroshige, i quadri di Twombly, tutte Roma davanti dalla vetrata delle Scuderie. Vorrei pace e silenzio e la casa inondata di luce al mattino, viaggi, ritorni, il mare e il sole sulla pelle. Sorrisi, tenerezza e dolci da preparare, sere a ridere e abbracciarsi, complicità fra amiche. Vorrei il diritto di essere me stessa- interamente.
mercoledì 25 marzo 2009
Solite Cose
Mi scorre il tempo fra le dita- e nemmeno una riga in un mese, qui.
Non è cambiato poi molto: leggo meno di quanto vorrei, vedo meno film perché mi sembra che quest'anno ci sia poco o nulla (ma Gran Torino riscatta buona parte della stagione moscia), esco tantissimo la sera. Sto facendo l'ennesima cura antibiotica e mi sento spesso debole e stanca; ci sono momenti in cui sono sfiduciata e mi pare di essere goffa e rabbiosa. Passo il tempo con le amiche di sempre che sanno regalarmi sorrisi anche nei momenti peggiori; il futuro è più nebuloso del solito e a volte è un'angoscia e altre una liberazione. Mi riprendo occasionalmente qualche ora di sonno, mi godo il tempo libero come posso e questo inizio di primavera incerto e frammentario in cui vorrei eliminare strati di me come pelle morta (in cui mi piacerebbe aver talento per far qualcosa o semplicemente stipulare una tregua con le mie mancanze).
Verranno presto giorni in cui dovrò rimettere ordine nella mia vita; per adesso mi preparo a una settimana a Milano e poi si vedrà.
giovedì 26 febbraio 2009
Just Another Diamond Day
Quando spuntano quei fiorellini rosa sugli alberi della strada di casa faccio pace con Roma- e mi godo il cielo azzurro, la luce che è già di primavera, i toni di verde.
Mi dimentico la paura di aver sbagliato clamorosamente, di aver dato troppa importanza a chi non la merita; riscopro le sere fuori e un certo modo di guardare gli altri. Non sono sola, perché ho vicino le persone che mi capiscono e non mi snaturerebbero mai; le notti sono brutte, ma ce la farò a superarle:
giovedì 19 febbraio 2009
Cose Trasparenti
Fa così freddo che ogni cosa pare di vetro.
La città si svuota improvvisamente, quando cala il sole e sale il vento- qualcuno aspetta la neve ma c'è un cielo limpido e blu che pare di vederci dietro paesaggi che non ci sono. Io a volte non mi rendo conto del gelo ed esco vestita in maniera poco adeguata, senza guanti, con cappelli esclusivamente decorativi. Sto alla scrivania avvolta nella sciarpa sperando di sopravvivere ai refoli impietosi di aria, vorrei solo tornare a casa e mettermi sotto il piumino. Invece poi esco: per un giro in libreria e una pizza; per una mattina curiosa con un'amica d'infanzia che non vedevo da troppi anni (ritrovarci bambine e scoprirci donne- con le stesse facce o quasi), per una sera con Manuela a parlare di tutto.
Mi faccio incantare dalla voce di Barzin e dalle parole di Romain Gary, mi intenerisce guardare le piante che sopravvivono nonostante tutto e aspetto domani (ti aspetto, domani) anche se questo domani sembra non arrivare mai. I miei sentimenti sono cose trasparenti.
[grazie- per i risvegli bellissimi che mi regali]
"Ogni amore felice porta i nostri colori, e dovrebbe avere milioni di tifosi. La fratellanza è nutrita da tutto ciò che ci illumina. La gioia di un bambino o la dolcezza di due amanti risplendono per tutti, sono sempre un posto al sole. E un amore disperato che dispera dell'amore è una contraddizione alquanto singolare" (Romain Gary, Chiaro di donna)
lunedì 16 febbraio 2009
Dell'Andare Avanti
Sarà che questo cielo azzurro aiuta, anche se la notte arriva il gelo e me ne accorgo scendendo dal tram affollato e camminando per le strade di San Lorenzo ancora quasi deserte mentre vado a trovare Fabrizio e poi raggiungo Nadia per la presentazione di questo libro e per una cena piacevole. Passo giorni così: che cucino (anche dolci, per la prima volta in vita mia), chiacchiero fino a tardissimo con l'omonima e guardiamo l'orologio e ci diciamo: già le due? ma com'è possibile?
Metto a posto in casa, dormo a singhiozzo, leggo un libro all'aperto, vado a sentire Emiliana Torrini in un Auditorium pieno con lei che ci incanta tutti, ceno a mezzanotte con Anna e Paola evitando le coppiette di San Valentino, mi godo una domenica di amicizia e cioccolata calda.
Cerco costantemente di non pensare alle cose che mi fanno soffrire- anche se poi quelle cose a tratti tornano prepotentemente a galla; desidero viaggi che non posso permettermi, vorrei più tempo, più voglia. Mi sto scordando il russo, l'emozione di chiudere lo zaino e pensare: domani sarò dall'altra parte del mondo, la sensazione di dodici ore filate di sonno, le giornate interamente senza nuvole.
Però poi ci provo, in qualche modo- e aspetto venerdì (nonostante a tratti finga indifferenza)
giovedì 12 febbraio 2009
Abstract
Non ci sono quasi mai- qui, intendo, perché ogni parola mi sembra fuori misura, ogni prosa troppo povera o troppo barocca e allora è meglio tacere piuttosto che sembrare (o voler sembrare) quel che non si è.
Poi piove moltissimo e ho spesso un mal di testa che non mi veniva da molti anni e allora non ci sono davvero perché non sopporto nulla, luci, rumori, interferenze. Alla fine è facile condensare le mie due ultime settimane: ho visto le solite, poche persone, fatto qualche foto, letto qualche libro, guardato film. Sono stata a una buffa cena, ho passato qualche serata fuori e alcune in casa, ho aspettato, cucinato; sono partita e poi ritornata, ho visto il lago scintillare, sono stata felice e trepidante.
Oggi finalmente arriva il frigo nuovo in sostituzione del mio che si è rotto, sembra essere arrivato il freddo, ho davanti tre sere consecutive di cose belle (sabato canterà lei).
Ci sono momenti in cui sono speranzosa, perché provo sentimenti insperati, mal sopporto tragedie inutili e mancanza di empatia, penso che la condivisione sia fondamentale- sebbene non sempre semplice.
venerdì 30 gennaio 2009
A Te
"Sempre l'augurio che possiate trovare assai pazienza in voi da sopportare e assai semplicità da credere; che possiate acquistare sempre più fiducia in quello ch'è difficile e nella vostra solitudine e negli altri. E per il resto, lasciatevi accadere la vita.
Credetemi, la vita ha ragione, in tutti i casi" [Rainer Maria Rilke, Lettere a un giovane poeta]
(la vita ha ragione sì e io vorrei che per te, ora tutto fosse vita. Perché ci siamo noi vicino a te, perché adesso è il tempo di distendere i muscoli e provare a sorridere di quel che si può, perché sai che a volte le parole non sono abbastanza, non sono giuste per l'occasione- e allora ci sono i fatti. Che i sorrisi e la gioia che ti meriti ti risollevino dal buio- questo è il mio augurio, per i giorni a venire).
E nel frattempo, in attesa di domani, metto via nervosismi e malumori e stempero tristezze con dolci da preparare e dolcezze da cullare.
lunedì 26 gennaio 2009
...
Ricomincio a fare cose normali che avevo tralasciato: leggere libri, per esempio. Mi accoccolo sul divano da lettura e le ore passano senza che me ne accorga e mi chiedo perplessa come faccio, a volte, a vivere senza. Guardo film, dopo un periodo lunghissimo- non sono sempre pienamente soddisfatta di quel che vedo (perché sprecare una storia potenzialmente interessante per farne qualcosa di piatto e banale?), ma a volte mi sorprendo di quanto favole a lieto fine e vicende che lasciano l'amaro in bocca nella loro delicatezza possano ancora piacermi.
Passo sere a far nulla se non parlare- mentre fuori piove e io sbaglio l'indirizzo del ristorante provocando le risate della mia omonima e mi creo un sabato quieto con Anna fino a tardi a raccontarci (perché nonostante venti anni di amicizia, ci sono ancora tante cose di noi da dire). Mi risollevo come posso, perché mi piace sempre meno stare qui- a fare un lavoro schifoso, a combattere con la troppa cialtroneria e disorganizzazione che non mi sono mai appartenute e che adesso mi fanno venire l'orticaria.
A contare i giorni di separazione e ripetermi che sabato arriverà presto- e sarà bellissimo ed emozionante aspettarlo in stazione e avere due giorni tutti per noi.
lunedì 19 gennaio 2009
Senza (troppe) parole
Ci sono cose che non so raccontare.
Questi giorni altalenanti a Roma- con la pioggia torrenziale e le ore ad adattarmi a un lavoro che non amo. Le sere fuori con le amiche e quelle in casa, nella pace e nel silenzio; imparare a vivere le distanze e accorciarle prendendo treni. L'arrivo a Milano che mi pare un miracolo e giorni sfolgoranti di felicità. L'attesa, la nebbia, i risvegli felici, il nouveau réalisme al Pac, il lago. Ballare, tornare tardi, passare una domenica di quelle memorabili e una sera con persone care.
Detesto le separazioni e oggi sono un po' malinconica.
Torno a casa cercando di vivere al meglio, ma aspetto i prossimi momenti condivisi- con un'impazienza per me strana. Emozionante.
Questi giorni altalenanti a Roma- con la pioggia torrenziale e le ore ad adattarmi a un lavoro che non amo. Le sere fuori con le amiche e quelle in casa, nella pace e nel silenzio; imparare a vivere le distanze e accorciarle prendendo treni. L'arrivo a Milano che mi pare un miracolo e giorni sfolgoranti di felicità. L'attesa, la nebbia, i risvegli felici, il nouveau réalisme al Pac, il lago. Ballare, tornare tardi, passare una domenica di quelle memorabili e una sera con persone care.
Detesto le separazioni e oggi sono un po' malinconica.
Torno a casa cercando di vivere al meglio, ma aspetto i prossimi momenti condivisi- con un'impazienza per me strana. Emozionante.
lunedì 12 gennaio 2009
Aftermath
Torno e fa quasi caldo- dopo questi giorni ghiacciati e attutiti.
Ho visto la neve e Milano quasi ovattata; la pioggia fredda che toglie la voglia di uscire eppure c'è stata la prima cena dell'anno con Marilù e Lise e il pomeriggio pienissimo di chiacchiere con Elisabetta. Ci sono stati i paesaggi di Mattotti nella galleria piccina che mi piace tanto, le attese premiate, il concerto in mezzo al nulla che si è rivelato all'altezza delle aspettative, il viaggio che ho passato dormendo, Betta che mi aspettava a Termini, la cena con lei e Silvana dopo tanto tempo.
[e nel mezzo ci sei tu. Con le ombre e i sorrisi, l'incredulità, le emozioni, le notti e i giorni, le foto, le ore che passano troppo velocemente e già è ora di salutarsi; con il mio stupore, questa settimana che deve scorrere rapida, la mancanza che in qualche modo è bella perché nuova, lo sguardo che non mi conosco e che mi sorprende e mi fa sorridere]
Ho visto la neve e Milano quasi ovattata; la pioggia fredda che toglie la voglia di uscire eppure c'è stata la prima cena dell'anno con Marilù e Lise e il pomeriggio pienissimo di chiacchiere con Elisabetta. Ci sono stati i paesaggi di Mattotti nella galleria piccina che mi piace tanto, le attese premiate, il concerto in mezzo al nulla che si è rivelato all'altezza delle aspettative, il viaggio che ho passato dormendo, Betta che mi aspettava a Termini, la cena con lei e Silvana dopo tanto tempo.
[e nel mezzo ci sei tu. Con le ombre e i sorrisi, l'incredulità, le emozioni, le notti e i giorni, le foto, le ore che passano troppo velocemente e già è ora di salutarsi; con il mio stupore, questa settimana che deve scorrere rapida, la mancanza che in qualche modo è bella perché nuova, lo sguardo che non mi conosco e che mi sorprende e mi fa sorridere]
venerdì 2 gennaio 2009
Anno Nuovo
Sono inquieta.
Forse è colpa del freddo, di una stanchezza arretrata, della gatta che non è stata bene e mi sono tanto preoccupata. Del nuovo lavoro, dell'oroscopo, dei racconti di Alice Munro che sto leggendo.
Fatto sta che sono qui e vorrei essere altrove, che l'umore sale e scende, che mi vengono fuori le spine quando non ce n'è bisogno.
Nulla mi sembra mai abbastanza, sguazzo in pozze di insoddisfazione, provo coscienziosamente a distruggere tutto quel che ho- non imparero' mai la prudenza.
Domani parto per Lione, senza troppi entusiasmi.
Forse è colpa del freddo, di una stanchezza arretrata, della gatta che non è stata bene e mi sono tanto preoccupata. Del nuovo lavoro, dell'oroscopo, dei racconti di Alice Munro che sto leggendo.
Fatto sta che sono qui e vorrei essere altrove, che l'umore sale e scende, che mi vengono fuori le spine quando non ce n'è bisogno.
Nulla mi sembra mai abbastanza, sguazzo in pozze di insoddisfazione, provo coscienziosamente a distruggere tutto quel che ho- non imparero' mai la prudenza.
Domani parto per Lione, senza troppi entusiasmi.
domenica 21 dicembre 2008
Dicembre
Amo dicembre.
[nonostante il delirio, il traffico, la foga che sembra prendere un po' tutti. Nonostante i giorni dopo l'operazione non siano stati semplici, nonostante un altro anno che se ne va]
Le giornate limpide, l'aria che sembra più leggera, le luci di Hanukkah, i regali per le amiche. Le passeggiate, la sera con Nadia e quella con Manuela, i libri nuovi.
Non mi interessa che sia Natale e che dobbiamo essere tristi o felici- io amo questo mese.
[perché ci vogliono tre ore e mezza da Milano a Roma, perché mi sono svegliata sorridendo stamattina, perché ancora pochi giorni e poi ci rivediamo, perché ieri è stata una bella serata, perché domani vado a farmi togliere i punti, perché non ho poi tanti motivi per essere triste e arrabbiata]
[nonostante il delirio, il traffico, la foga che sembra prendere un po' tutti. Nonostante i giorni dopo l'operazione non siano stati semplici, nonostante un altro anno che se ne va]
Le giornate limpide, l'aria che sembra più leggera, le luci di Hanukkah, i regali per le amiche. Le passeggiate, la sera con Nadia e quella con Manuela, i libri nuovi.
Non mi interessa che sia Natale e che dobbiamo essere tristi o felici- io amo questo mese.
[perché ci vogliono tre ore e mezza da Milano a Roma, perché mi sono svegliata sorridendo stamattina, perché ancora pochi giorni e poi ci rivediamo, perché ieri è stata una bella serata, perché domani vado a farmi togliere i punti, perché non ho poi tanti motivi per essere triste e arrabbiata]
mercoledì 17 dicembre 2008
I'm Just A Drama Queen, After All
Oggi mi sono arrabbiata tantissimo- così tanto che mi è calato un umore cupo che in confronto il cielo di Roma pareva azzurro, che mi è venuto mal di pancia, che volevo solo tornare a casa e non parlare con nessuno nonostante mia madre si proponesse per un po' di shopping.
Poi ho chiuso la porta e fatto una serie di cose inconsulte- tipo provare vestiti da sera vintage che mi pendono di dosso e scarpe di raso rosso. Sto leggendo Faulkner- e taglia come un coltello.
A un certo punto è arrivata Betta e mi ha portato fuori- e ho mangiato qualcosa di solido, il primo cibo solido da giovedì. Adoro le mie amiche quando mi fanno ridere, mi sdrammatizzano e ci sono le sorprese in fondo alle borse.
Tutto mi passa, così.
Incrocio le dita- e forse sabato scappo da questa città.
Poi ho chiuso la porta e fatto una serie di cose inconsulte- tipo provare vestiti da sera vintage che mi pendono di dosso e scarpe di raso rosso. Sto leggendo Faulkner- e taglia come un coltello.
A un certo punto è arrivata Betta e mi ha portato fuori- e ho mangiato qualcosa di solido, il primo cibo solido da giovedì. Adoro le mie amiche quando mi fanno ridere, mi sdrammatizzano e ci sono le sorprese in fondo alle borse.
Tutto mi passa, così.
Incrocio le dita- e forse sabato scappo da questa città.
lunedì 15 dicembre 2008
Lunedì Sera
In questi giorni rifletto.
Faccio il pieno di tempo per quando ne avrò poco, mi curo molto. Soffro la fame e sogno il cibo, parlo tanto al telefono [poi si scaricano contemporaneamente- cellulare e cordless].
Fuori piove, ma mi va quasi bene, dormo la notte cullata dalle gocce d'acqua sulle foglie e dal frusciare degli alberi. Leggo, ascolto musica, ritrovo le foto di Berlino- di una vita fa.
Ricevo visite, in casa e penso che potrei ricominciare a uscire.
Tutto questo vuoto da riempire mi atterrisce e mi esalta allo stesso tempo.
Oggi ho messo via cose del passato che era superfluo avere sotto gli occhi- e questo gesto mi è venuto naturale. Se me lo avessero detto tempo fa- non ci avrei creduto: una cartella che sparisce dal computer, carta archiviata in un posto lontano; non mi sembrava giusto buttare quella che una volta era parte di me.
Bastava così poco.
Sto bene (nonostante gli acciacchi) perché sono così: intera.
[con qualcuno- tra i tanti- che sento vicino, che mi fa (sor)ridere- di me e di tutto il resto, che sì- insomma, oggi sì]
Faccio il pieno di tempo per quando ne avrò poco, mi curo molto. Soffro la fame e sogno il cibo, parlo tanto al telefono [poi si scaricano contemporaneamente- cellulare e cordless].
Fuori piove, ma mi va quasi bene, dormo la notte cullata dalle gocce d'acqua sulle foglie e dal frusciare degli alberi. Leggo, ascolto musica, ritrovo le foto di Berlino- di una vita fa.
Ricevo visite, in casa e penso che potrei ricominciare a uscire.
Tutto questo vuoto da riempire mi atterrisce e mi esalta allo stesso tempo.
Oggi ho messo via cose del passato che era superfluo avere sotto gli occhi- e questo gesto mi è venuto naturale. Se me lo avessero detto tempo fa- non ci avrei creduto: una cartella che sparisce dal computer, carta archiviata in un posto lontano; non mi sembrava giusto buttare quella che una volta era parte di me.
Bastava così poco.
Sto bene (nonostante gli acciacchi) perché sono così: intera.
[con qualcuno- tra i tanti- che sento vicino, che mi fa (sor)ridere- di me e di tutto il resto, che sì- insomma, oggi sì]
sabato 13 dicembre 2008
E Ora
Ce l'ho fatta- senza svenire, senza urlare, come se fosse una passeggiata. Sto in casa con un sacco di punti, una cura antibiotica, la faccia non proprio bella da vedere (ma mi giurano che dura poco, poi torna normale). Non mangio- e mi pesa molto, non fumo- e pensavo mi pesasse di più.
Non sarò mai abbastanza brava da smettere, ma pazienza.
Mi sarebbe piaciuto vedere la piena del Tevere- senza spaventarmi perché qui in alto l'acqua non sarebbe mai arrivata. Ho passato un pomeriggio divertentissimo qui a provare cose pazzesche che incredibilmente mi stavano bene: mi sono vista bellissima e sensuale.
(però poi mancava, al solito, la taglia più piccola).
Sono andata a cena all'indiano con Betta e Manuela e mi è piaciuto vederle socializzare.
Chissà se avrò il coraggio di andare al parco, infagottata nella sciarpa e con gli occhiali scuri- a godermi questo strano sole di dicembre.
Non sarò mai abbastanza brava da smettere, ma pazienza.
Mi sarebbe piaciuto vedere la piena del Tevere- senza spaventarmi perché qui in alto l'acqua non sarebbe mai arrivata. Ho passato un pomeriggio divertentissimo qui a provare cose pazzesche che incredibilmente mi stavano bene: mi sono vista bellissima e sensuale.
(però poi mancava, al solito, la taglia più piccola).
Sono andata a cena all'indiano con Betta e Manuela e mi è piaciuto vederle socializzare.
Chissà se avrò il coraggio di andare al parco, infagottata nella sciarpa e con gli occhiali scuri- a godermi questo strano sole di dicembre.
mercoledì 10 dicembre 2008
Nodi
"E tu suoni e risuoni e
risuoni e risuoni o chimera. E perciò io ti chiamo
e ti chiamo e ti chiamo chimera. E io ti chiamo e ti chiamo
e ti chiamo sirena" [Amelia Rosselli, La libellula]
E ancora una volta torno- e mi fermo per un po'. Con una giornata passata con Elisabetta, tra parole e cioccolata calda e passi per evitare la folla; la visita di Lise per un teuccio in cucina, l'ennesimo treno che scende giù. La cena con gli amici, le cose da fare in questi giorni, la piccola operazione che mi aspetta domani (e pensavo di essere più spaventata).
Non voglio avere paura.
Voglio sentire ancora i nodi che si sciolgono.
Stavolta non scappo- e nessuno mi costringe a fuggire.
Aspetto, fra i libri, le parole, le cose care.
Grazie- a chi sa esserci.
risuoni e risuoni o chimera. E perciò io ti chiamo
e ti chiamo e ti chiamo chimera. E io ti chiamo e ti chiamo
e ti chiamo sirena" [Amelia Rosselli, La libellula]
E ancora una volta torno- e mi fermo per un po'. Con una giornata passata con Elisabetta, tra parole e cioccolata calda e passi per evitare la folla; la visita di Lise per un teuccio in cucina, l'ennesimo treno che scende giù. La cena con gli amici, le cose da fare in questi giorni, la piccola operazione che mi aspetta domani (e pensavo di essere più spaventata).
Non voglio avere paura.
Voglio sentire ancora i nodi che si sciolgono.
Stavolta non scappo- e nessuno mi costringe a fuggire.
Aspetto, fra i libri, le parole, le cose care.
Grazie- a chi sa esserci.
lunedì 8 dicembre 2008
Giorno Di Festa
Dopo due giorni di "parto, non parto, forse parto- anzi no"- alla fine quel treno l'ho preso.
E a Roma, sotto il diluvio- sempre in giro, con Betta a ridere come due sceme ferme a un semaforo di lungotevere, al calduccio del Treebar. Tra gli stand della Fiera dell'editoria, con Nadia rapita per qualche ora alla sua clausura; le ore con Manuela a parlare, camminare arrancando tra le pozze d'acqua a provare gonne e collane. Per le strade che conosco bene, con le persone che mi porto dietro da una vita- ogni cosa mi pare semplice e bella.
E poi- questa sensazione strana che provo qui, mentre aspetto e quando lo vedo, la mia gioia strampalata e adolescenziale, i pensieri che si distendono come fili e questo mese pazzo e gelido e accogliente. Il passato davvero dietro alle spalle.
E a Roma, sotto il diluvio- sempre in giro, con Betta a ridere come due sceme ferme a un semaforo di lungotevere, al calduccio del Treebar. Tra gli stand della Fiera dell'editoria, con Nadia rapita per qualche ora alla sua clausura; le ore con Manuela a parlare, camminare arrancando tra le pozze d'acqua a provare gonne e collane. Per le strade che conosco bene, con le persone che mi porto dietro da una vita- ogni cosa mi pare semplice e bella.
E poi- questa sensazione strana che provo qui, mentre aspetto e quando lo vedo, la mia gioia strampalata e adolescenziale, i pensieri che si distendono come fili e questo mese pazzo e gelido e accogliente. Il passato davvero dietro alle spalle.
mercoledì 3 dicembre 2008
Butterfly
Tra le tele meravigliose di Burri (che ogni volta sono un'emozione nuova) nella Triennale deserta e bianchissima, il sole arrivato all'improvviso, le frasi fulminee che intervallano i quadri di Magritte (non sempre all'altezza delle aspettative), i palazzi liberty- quest'attesa allegra.
Le ore che spero passino rapide e io che confondo le righe.
Una gioia effimera- che credevo di non conoscere più.
Le ore che spero passino rapide e io che confondo le righe.
Una gioia effimera- che credevo di non conoscere più.
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