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lunedì 25 maggio 2009

Lunedì

Vorrei un temporale per interrompere questo sole splendido, questo verde che esplode in tutte le direzioni, questo tempo scintillante che amo. Vorrei ancora giorni di mare come i due della settimana scorsa: l'acqua limpida e fredda, il vento, la spiaggia deserta, l'aperitivo in piazzetta, salite e discese. Le chiacchiere tra amiche, il silenzio, le pagine, i ricordi nella musica. Io e Manuela sedute scomposte sul divano, il fresco al bar con Fabrizio, i sogni di Paola che mi fanno compagnia mentre cammino in salita con la spesa in spalla. I capelli bagnati in terrazza, le ore di sonno, un sabato zigzagante che passa rapido, parlare di film, aspettare, la domenica in piscina, la cena giapponese all'aperto con la brezza della notte sulle spalle, la pelle scura, il cibo che a volte non mi va giù.
Vorrei finire questa convalescenza in santa pace, guarire pian piano, avere speranze che mi strappano quei sorrisi che conosci tanto bene- far capire che a volte sono carta velina e ogni strappo mi riduce sempre più e ho paura che non rimanga niente se non brandelli e frammenti incapaci di ricomporsi.

lunedì 18 maggio 2009

Helter Skelter

Io che in questo periodo non ci capisco più niente. Se sto male o bene, se sono guarita oppure no, felice oppure infelice. Io che vorrei chiudermi in casa con le finestre chiuse e poi non resisto al sole e ho voglia di stare sempre in giro, io che forse resto e invece parto e ritorno e me ne vado. Io che amo di un amore bislacco, litigioso e pacifico, che pare sempre alla fine e invece resiste tantissimo (resiste a tutto); io che leggo tanto e mi innamoro dei libri di Richard Powers, io che dimagrisco perché è primavera, che custodisco con amore un ipod non mio, che esco sempre con le solite quattro persone e mi va bene così. Io che mi incanto davanti ai quadri di Malevic e Filonov e alle vecchie tele di Twombly, io che guardo il lago e mi abbronzo pian piano. Io che son sicura di sognare ma non mi ricordo nulla, che quest'anno non sono andata a Torino, io felice di vederti quando torni dall'ufficio e di aspettare il tuo treno sempre un po' in ritardo, io che forse stavo meglio prima ma poi questa frase mi sembra sciocca se penso a te, io che ho nostalgia di Milano ma amo Roma, io che vorrei eliminare le cose sciocche e inutili e ingombranti dalla mia vita e sorridere un po' di più.

lunedì 12 gennaio 2009

Aftermath

Torno e fa quasi caldo- dopo questi giorni ghiacciati e attutiti.
Ho visto la neve e Milano quasi ovattata; la pioggia fredda che toglie la voglia di uscire eppure c'è stata la prima cena dell'anno con Marilù e Lise e il pomeriggio pienissimo di chiacchiere con Elisabetta. Ci sono stati i paesaggi di Mattotti nella galleria piccina che mi piace tanto, le attese premiate, il concerto in mezzo al nulla che si è rivelato all'altezza delle aspettative, il viaggio che ho passato dormendo, Betta che mi aspettava a Termini, la cena con lei e Silvana dopo tanto tempo.
[e nel mezzo ci sei tu. Con le ombre e i sorrisi, l'incredulità, le emozioni, le notti e i giorni, le foto, le ore che passano troppo velocemente e già è ora di salutarsi; con il mio stupore, questa settimana che deve scorrere rapida, la mancanza che in qualche modo è bella perché nuova, lo sguardo che non mi conosco e che mi sorprende e mi fa sorridere]

mercoledì 7 gennaio 2009

Tutto questo bianco- che uno rischia di non riconoscere il paesaggio visto mille e mille volte.
E il freddo dei giorni passati, il ghiaccio a capodanno- a sentire canzoni bellissime e mangiare cibo squisito, le mostre di foto, di disegni, di installazioni viste qua e là. Lione sotto un vento ghiacciato- camminare tra due fiumi, sbagliare strada di continuo, essere soli dentro l'istituto Lumière, cercare angoli nascosti e librerie e ristoranti. Incantarsi ancora per i palazzi, le strade, i cambiamenti di paesaggio, l'acqua impetuosa. Dormire, ridere, leggere, sognare.
[e sentire qualcuno vicino nonostante i chilometri e le difficoltà, sorridere piano al pensiero e alle parole, contare i giorni di separazione- e anche le ore]
Sono a casa- mentre aspetto Veronica, con la neve che si scioglie e i pensieri belli prima del ritorno a Roma.

domenica 23 novembre 2008

Where Is My Mind?

Di Parigi mi piace quell'aria placida- con le persone che sembrano un po' in vacanza anche se camminano veloci e si vede che stanno andando a lavorare. Le ragazze benvestite e mai troppo pettinate che si fermano un istante a guardare una vetrina, gli uomini belli che mi sorridono per strada (un sorriso mai strafottente o viscido). Di Parigi mi piace tutto: le strade che conosco a memoria- e ritrovarle è una gioia, quelle che scopro ogni volta, i bar, i negozi, la moda. Le librerie piene di gente e di libri, le gallerie d'arte dove si possono guardare le opere in pace, le mostre che lasciano senza fiato e quelle che sono una sorpresa bellissima. I libri che qui non trovo, i vestiti colpo di fulmine, una collana di farfalle, un paio di scarpe stravaganti, il tè verde speciale e lussuosissimo, il fascino discreto di ogni cosa, i passages.

Poi torno e mi viene l'influenza- e sono un po' svagata e parecchio asociale. Guardo film che mi fanno sognare, leggo sul divano avvolta nella coperta di lana, ho la testa parecchio altrove (più a nord), condivido ricordi con le mie vecchie amiche, ascolto musica in continuazione.
Giovedì a Milano- e il pensiero di concerti e serate e persone care è bello.

martedì 28 ottobre 2008

Parlez- Moi De La Pluie

Mi pare un miracolo dormire quattro notti di fila senza cacciarmi dieci gocce di Xanax in gola e mangiare senza torcermi dal mal di pancia- eppure è successo e sono stata bene per tanti motivi. Perché faceva un freddo da inverno e dunque, avevo la giustificazione per non far nulla se non leggere e andare al cinema e ingurgitare meravigliosi cioccolatini caloricissimi. Perché alla fine quell'atmosfera lacustre e brumosa non mi dispiace nemmeno un po', perché il film di Agnès Jaoui è intelligente e tenero e ben scritto e recitato e non sono uscita incazzata dall'ultimo Woody Allen- che anzi, mi è sembrato il meno peggio degli ultimi anni (Home invece fa veramente schifo e mi domando perché la mia adorata Isabelle Huppert ultimamente faccia questi film vuoti e inconcludenti). Perché ho letto un libro impalpabile e strambo che mi ha smosso qualcosa nell'animo- anche se non so dire cosa. Perché Leonard Cohen ha cantato "The partisan" e "Famous blue raincoat", che sono due tra le mie canzoni preferite e il concerto è stato splendido ed emozionante. Perché ho prenotato l'albergo per Parigi e il solo pensiero di quella città mi ubriaca di gioia e di emozione. Perché lì, passato il confine, ogni cosa sembra così quieta da far dimenticare tutto il resto.
[adesso qui a Milano piove tantissimo e quand'è così un po' mi piace un po' mi deprime. Mi sento un po' malinconica e lontana da tutto, anche se ho tante cose belle in programma per i prossimi giorni. Diamo la colpa al buio che arriva troppo presto, a queste strade lucide di acqua e semideserte perché uno proprio non ha voglia di stare in giro. Alle incertezze del futuro, alla partenza prossima che mi pare troppo lontana, a quel che lascio qui e che mi mancherà tantissimo, alla mia incapacità di sentire- come se a un certo punto fossi diventata una pietra. O di pietra, chi lo sa]

lunedì 1 settembre 2008

Ritorno

Primo settembre e ogni cosa ricomincia; dopo il viaggio che passa in un lampo- le finestre tutte aperte, la spesa per riempire il frigo, il bucato. Le telefonate con le amiche per sentire voci care dopo tutto questo tempo, riorganizzare la vita a un ritmo che dopo due mesi sento lontano. Mille cose da fare- di lavoro, di piacere; facce da guardare di nuovo, altre parole da ascoltare. Lo spazio tutto per me che mi sono abituata ancora una volta al tempo mio; il temporale di ieri notte che ha interrotto giorni di sole. Finalmente Gomorra- e mai mi sarei aspettata di non annoiarmi e anzi, mi è piaciuto; un film che mi ha messo addosso il buonumore e che mi ha fatto sentire come la sua protagonista Poppy (senza Londra e senza tutti quegli stracci colorati addosso).
Ho finito "La montagna incantata" ed è stato come risvegliarsi bruscamente da un sogno- e forse l'incanto non era nel sanatorio di Davos ma tra le pagine del libro.
A volte è semplice e bello- tornare.

venerdì 29 agosto 2008

Vacanze (seconda parte- Francia)

C'è tantissimo cielo- nel sud della Francia ed è la prima cosa che colpisce arrivando da nord; e Avignone bianchissima e calma dopo il festival. Le stanze fresche del palazzo dei papi, i vicoli strettissimi, il ponte strafamoso (che, insomma), i quadri italiani al Petit Palais, le chiese sparse. La certosa di Villeneuve, i mulini dell'Isle sur la Sorgue, i meloni e la sinagoga di Cavaillon; un'abbazia cistercense impressionante per la bellezza e la pace che emana. Le librerie per bambini e quelle di fumetti, i vicoli scoscesi di Gordes quando arriva il temporale, i mille profumi nell'aria che inebriano. Arles bellissima e sfolgorante: il fiume, la libreria Actes Sud, la cena meravigliosa e quasi interamente vegetariana da un grande cuoco, ma soprattutto- gli incontri fotografici. Tante di quelle mostre in due giorni: chiese sconsacrate, hotels particuliers, spazi industriali abbandonati; tante di quelle cose buffe, assurde, banali, splendide e toccanti (fra cui la mostra di Mimmo Jodice che avevo visto al Forma), tutto un palazzo consacrato alla moda fantastica di Christian Lacroix. E la Camargue: i cavalli e i fenicotteri al tramonto all'Etang de Vaccarès, la faccia nera di Santa Sara nella cripta della chiesta delle Saintes Maries de la Mer, le torri di Aigues Mortes, spiagge che sembrano la fine del mondo, case in mezzo al niente. Il mercato del sabato ad Arles- affollato di voci, erbe, colori, le stradine incantate di Saint Remy miracolosamente quasi deserte, le saline che pare di stare sulla luna e il vento impietoso di mattina e di sera. La bellezza un po' aspra eppure accogliente.

giovedì 28 agosto 2008

Vacanze (prima parte- Svizzera)

Agosto che non sembra agosto: cielo scuro, pioggia infinita. Giorni di sole in riva al lago, film di Bollywood, libri in sequenza rapida. Le strade scoscese di Losanna, le bancarelle del mercato per fare scorta di frutta e verdura. Ricette vegetariane, cene in casa, sere fuori, cappuccini al bar chiacchierando di letteratura, la mostra (un po' deludente) di Balthus e il parco delle statue che non delude mai. Il ritratto di Lionello d'Este di Pisanello messo in mezzo a tante cose minori, la campagna, la pigrizia, le strade che non conosco e gli angoli che conosco tanto bene. Le notti in cui si torna tardi, il riposo dopo tanto camminare, la Francia vicinissima.

(adesso che sono tornata- è di nuovo estate e mi godo gli ultimi giorni qui prima di rivedere Milano)Inserisci link

domenica 3 agosto 2008

Avant De Partir

E così- mi guardo intorno un po' sperduta e intontita, con la valigia aperta e la casa già praticamente chiusa. Dopo questi giorni in cui un altro compleanno è passato, senza quasi rendermene conto se non per il numero incalcolabile di telefonate e messaggi degli amici. Dopo pomeriggi di quiete nel primo caldo a chiacchierare con Fabrizio. Dopo un primo festeggiamento, in pochissimi perché tanti son già partiti, seduti a un tavolo di legno all'aperto e poi con Nadia e Paolo al Pigneto, cercando un locale ancora aperto alle due. In attesa di altre cene, altri regali. Di giorni che saranno una vacanza bislacca perché non a migliaia di chilometri da casa- con possibili strascichi di lavoro, in posti che conosco come le mie tasche e verso posti che mi sembra già di conoscere tanto ne ho sentito parlare. Senza aerei, levatacce, autobus e zaino in spalla; cullata dal suono di una lingua che conosco. Senza dover decidere che libro portare, perché c'è un elenco di cose che so di trovare a Losanna; pregustando riviste francesi e tanti, tantissimi film. La spiaggia d'erba e le montagne che si specchiano nel lago, i nem de L'Indochine, la spesa al mercato, il Mac con la tastiera francese in cui non ci sono le lettere accentate, i cevapcici in giardino. Gli amici per un anno non sparpagliati a tutti gli angoli del mondo, tutto il mese condensato in una valigia di vestiti colorati, la telefonata di Elisa per un saluto rapido e affettuoso- una breve sosta a Milano e poi si prosegue verso nord.

lunedì 30 giugno 2008

Tra Qui e Là

Ho ritrovato la pace e l'aria fresca, una volta scesa dal treno- e la luce fino a tardissimo che mi piace tanto. La spiaggia d'erba da cui il lago sembra un mare e l'aria limpidissima che faceva sembrare vicini i paesi sull'altra sponda; le montagne ancora piene di neve, i caffè, la libreria in cui cerco di contenere gli acquisti, il mercato pieno di gente e di cibo. I brividi sulle braccia di sera, il tramonto a Vevey dal balcone di Marc, un tavolo dove si parla francese, inglese, portoghese, italiano- e ci si capisce. Le ore al sole sulla seggiolina a righe colorate, i segni del costume, un cinema davvero indipendente in cui ho visto un film pessimo (purtroppo); un temporale fortissimo, la cena biologica, elenco di cose da fare a New York anche se ancora non abbiamo deciso quando partire, caffè vietnamita. Un pomeriggio a Milano a lavorare da casa, con le imposte socchiuse, e domani Roma- per quasi tutto il mese di luglio (e so che non farà così caldo- che le giornate saranno sì impietose, ma ci sono gli alberi e la brezza a sorpresa di sera e i piedi nudi sul marmo per non soffrire troppo)

mercoledì 25 giugno 2008

Prima Di Andare

Continua questa temperatura disumana, ho perso un chilo e mezzo, mi fa male un dente. E' un mese strano- perché sarò quasi sempre lontana da Milano; domani pomeriggio prenderò il treno per Losanna e da martedì a Roma. Fissa, per un po'; spostando la mia postazione lavorativa in casa o al massimo nello studio di mio padre (ricordandomi di quando sgobbavo là dentro). Sperando nel mare, nei viaggi, nella clemenza dei mesi a venire; ho molta voglia di vedere gli amici romani, prima delle vacanze. Di dormire nella mia stanza fresca, di uscire di casa e sentire il profumo degli alberi e non la puzza del cemento; e così intanto domani mi allontano da questa conca rovente, da questa città che sembra triste e soffocante e che si svuota impietosamente ogni fine settimana.
E intanto, per chi passa di qua, una delle mie canzoni preferite di sempre.

martedì 3 giugno 2008

Giorni Felici

Tante cose davanti agli occhi che si mescolano senza sovrapporsi mai: le foto di Avedon al Forma, in cui le facce sono vive e il bianco e nero è più splendente dei colori; la cena con le amiche e il viaggio in treno che dura tantissimo e rischiamo anche di perdere la coincidenza. Le sfumature di cielo e terra che sono lontani anni luce da quelli della città; Perugia di mattina e gli affreschi di Giotto che mi lasciano senza fiato anche se li avrò visti cento volte. La cappella Baglioni finalmente da vicino per cercare di carpirne tutti i particolari, i fiori nei vicoli, le ore al sole, il sonno, il silenzio, le due ore di concerto meraviglioso sotto al palco- in cui ho cantato, ballato, mi sono divertita. La pioggia sugli alberi, i libri da leggere, i dvd; Roma blindata e strozzata da traffico, deviazioni, schieramenti di polizia e misure di sicurezza. Roma da cui vanno via le nuvole ed esplode l'estate; Roma piena di turisti, di folla. La cena con loro al solito posto e penso: sono a casa; il profumo dei fiori mentre fumo sul terrazzo ascoltando la pace tanto sognata di questa casa che mi somiglia, il pensiero allegrissimo della giornata di domani e di questi momenti in cui non esistono brutti pensieri.

giovedì 29 maggio 2008

Respiro

Piove e osservo ansiosa il meteo del weekend. Ieri sera c'erano tante zanzare che ci massacravano le gambe nude e un po' di folla in zona Arco della Pace; quest'acqua assomiglia a un sollievo. Mi piace molto quest'abitudine di andare alle mostre con Lise il giovedì- e non sarà certo il maltempo a intralciare la serata. Poi ci sono i libri per il finesettimana da scegliere, l'ipod da caricare, le speranze per un tempo clemente nei prossimi giorni- domattina io e Marilù partiremo per qualche giorno per andare a sentire Nick Cave, riposarci e fare un po' di turismo.
Voi state bene e godetevi il lungo weekend di tregua.

(lo scrivevo ieri- che questo posto mi sta diventando sempre più familiare perché è la prova tangibile che finalmente sto bene. E questo posto lo fa anche e soprattutto chi legge- a cui vanno tutti i miei grazie)

lunedì 12 maggio 2008

Torino

Torino stavolta mi è sembrata più bella- e le risaie e la campagna piatta e le montagne da lontano mi sono volate davanti agli occhi in quel treno pieno di persone che andavano in Fiera. Torino stavolta è stata gioiosa: finalmente tre giorni pieni con Elisa, che mi è venuta a prendere in stazione e mi ha accompagnata in giro tra i libri per un pomeriggio intero. Che ha invitato me e Nadia a cena nella sua casa confortevole e bella che le assomiglia, che è stata bravissima a trovare un posto buono per mangiare sabato sera- tardissimo e senza prenotazione. Che è stata guida, amica, ospite e che mi ha regalato un fiore rosso da mettere tra i capelli.
Al Lingotto c'era un'aria strana- forse per la manifestazione di sabato, forse perché in pochi fanno lo sconto (come mai a Roma sì e a Torino no?), forse perché dopo due giorni full time la stanchezza si fa sentire. E sabato è stato buffo incontrare continuamente gente: Lise e Marilù in arrivo da Milano e poi gruppi che si formano, appuntamenti per andare di qua e di là, saluti, confronto acquisti, stand da cercare, chiacchiere varie, i complimenti sentitissimi ed emozionati a Vincenzo Consolo per i suoi libri che sono una festa e una gioia. E ancora: la farinata, la festa Minimum Fax in cui sembrava esserci mezzo mondo, i locali sul Po, un palazzo che sembra una torta di panna, il sonno arretrato, un po' di shopping, la casa bella ed elegante dove dormivamo in tre, l'insalata della domenica, salutare Nadia con un: ci rivediamo tra una settimana!, il treno rapidissimo che riporta me e Marilù a Milano in un'ora.
Giorni sfolgoranti.

lunedì 5 maggio 2008

Giorni di festa

Tutte le cose che ho vissuto in questi giorni che mi passano rapide nella testa: le strade di Lambrate e quel complesso di case e gallerie in cui sono stata la sera, lle stradine del quartiere Isola, la cena all'Osteria del popolo di Ospedaletto Lodigiano e gli Offlaga in prima fila al teatro di Casalpusterlengo, la pigrizia del primo maggio e "Tutta la vita davanti" che promette bene all'inizio ma poi si sgonfia come un soufflè in un buonismo insopportabile. La spesa in macchina, i giri per una Milano semideserta, le forme curve e puntute e i colori vortice di Balla, le storie durissime dei "Racconti di Stoccolma", le vie di Brera, la campagna rigogliosa appena uscite dalla città. Scarpe rosse, una borsa arancione, pizza con farina integrale, Marilù che ha visto un fantasma, il pranzo della domenica, il sole su un prato in mezzo ai fiori e lontane dal rumore, lontane da tutto.

L'emozione di leggere "Sarinagara" e avere l'impressione di condividere con Forest il cammino attraverso il dolore; "Jane Eyre" in rilettura dopo tanti anni, ricordando un'estate di bambina, con la coperta stesa sull'erba e i grilli che facevano rumore- mentre io immaginavo le brume della campagna inglese. Giorni di festa e di quiete per ricaricare le pile in attesa di Torino, il lunedì cominciato con il profumo del basilico che il collega Paolo mi ha portato dalla Liguria, il cielo ancora incerto che non nasconde del tutto le montagne.

lunedì 28 aprile 2008

Oltreconfine

La prima cosa che colpisce-nella luce della sera- è l'enorme angelo di Niki de Saint Phalle che dà il benvenuto a chi scende dal treno. E la gente tranquilla fuori dalla stazione e le strade del quartiere pieno di bar più o meno equivoci e case bellissime con i terrazzi fioriti. Tre giorni a scoprire Zurigo: l'arte contemporanea alla Kunsthaus, il Cabaret Voltaire, le vetrate di Chagall- blu, rosse, verdi, gialle, inconfondibili, la mostra di Anne Marie Schwarzenback solo in tedesco, i negozi buffi, le pasticcerie, le stradine pulitissime, librerie inglesi e francesi piene di libri interessanti, le foto di Chris Marker e i manifesti del 68 francese, il museo del design pieno di oggetti stranissimi. Un favoloso pranzo vegetariano con Dejan, l'ex Lowenbrau trasformata in uno spazio per l'arte- gallerie, mostre di quadri curiosi, passeggiate lunghissime, il sole, l'acqua, la macchina fotografica tornata magicamente in vita, un piccolo bar che vorremmo avere sotto casa, i libri letti, le chiacchiere, i bretzel, la stanchezza bella quando torniamo a Milano e ci richiudiamo la porta alle spalle.

mercoledì 26 marzo 2008

Di Ritorno

Ho visto tanta neve che pareva Natale e un silenzio da pieno inverno, la pioggia torrenziale che sbiadiva un po' i colori di Annecy, il vento gelido al mercato del sabato. Ho visto tanti film e per la prima volta sale piene a Losanna: soprattutto Juno (che non è un capolavoro, ma ha dialoghi molto divertenti) e l'omaggio corale di Klapisch a Parigi. Ma anche il nuovo, demenziale Gondry e la cronaca di uno strampalato viaggio in India in Darjeeling Limited (e prima di partire Biutiful càuntri, che mi ha parecchio turbato e che magari si poteva distribuire un po' meglio).
Ho letto molti libri: l'indigesto nuovo Niffoi, le sconosciute di Modiano che dovrebbe pure essere in catalogo da Einaudi, un altro fumetto del mio amato Guy Delisle, questo Murakami così rilassante e inverosimile. Ho dormito, giocato con il gatto, cucinato, ascoltato musica, comprato la cioccolata buona alla cannella. Sono tornata per andare a un concerto allegro ma troppo breve e oggi è ancora una giornata tutta per me.
Mi piace questo cielo azzurro.

lunedì 18 febbraio 2008

Lontano

Io Basilea l'ho sempre vista col sole- e anche stavolta, all'arrivo c'era un cielo blu e quel vento gelido che arriva dai monti. Io Basilea l'ho sempre amata- e anche stavolta, con quelle strade linde andando verso Riehen, con il centro stracolmo di gente e i tram e le luci allegre. E poi c'è stata la mostra sull'Action Painting: una sala per Pollock, le tele enormi di Clyfford Still, i quadri meravigliosi del mio amato Arshile Gorky, le figurine magiche di Wols e tantissime altre cose. Le sale della permanente della Beyeler senza Rothko ma con una splendida tela di Barnett Newman e qualche Bacon mai visto. Arriviamo al Kunstmuseum poco prima dell'apertura e ci salutano i neon di Dan Flavin- e le foto di Andreas Gursky sono splendide, decisamente superiori a qualsiasi aspettativa. Enormi che ti pare di entrarci dentro per confondersi con tutte le figurine immobili eppure in movimento- così magiche da sembrare porte per un altro mondo.
Ci resta tempo per andare a vedere "Il petroliere" con un Daniel Day Lewis talmente bravo da essere spaventoso e un attore giovane e inquietante che gli tiene perfettamente testa; per mangiare bretzel e bere caffellatte in un bar bellissimo. Per prendere un treno perfetto, sabato, che ci porta a Losanna in pochissimo tempo e possiamo dedicare la nostra serata a "Sweeney Todd"- ennesima delusione di questa stagione cinematografica (a parte Helena Bonham Carter: lei è perfetta. Bellissima, adatta a quei costumi e a quel trucco, con una voce stupenda) e a una cena in un vecchio caffè. E domenica, chiudo in bellezza con la mostra di foto di Edward Steichen e le quasi quattro ore di viaggio passano rapide e sono contenta di tornare a casa- così piena e con il sorriso.

lunedì 28 gennaio 2008

Dopo

Dopo è difficile parlare di due giorni che sembrano molti di più; di treni puntuali e treni in leggero ritardo, di musica nelle orecchie e libro da leggere. Di un cielo azzurro sopra Bologna che non avevo mai visto prima, della Fiera che per me è un gigantesco museo; della voglia di vedere tutto, di imparare cose nuove, di entrare in ogni stand. Della pazienza di Marilù che mi sta dietro mentre sbircio, chiedo, guardo, vado come una pallina impazzita; dell'incontro con Stella che ho riconosciuto subito e che porta benissimo il rossetto rosso. Dei quadri che vorrei fissare per pomeriggi interi, delle foto storte che danno solo l'idea; delle strade per uscire dalla città e delle crescentine per cena. Di chiacchiere e sonno profondo, di Parma che mi mancava tanto- delle sue strade che conosco e che amo; del Teatro Farnese maestoso e deserto all'ora di pranzo. Della casa nuova di Paola che è bella e accogliente; del nostro pranzo e delle cose che ci diciamo- di un cielo psichedelico e di Milano che arriva subito e a me pare di aver viaggiato per giorni e giorni e invece sono solo pochi chilometri. La cosa più difficile è dire quanto stia bene- dirlo alle persone vicine e care che lo capiscono, ne sono sicura; dirlo finalmente, dopo tanto tempo.