Piove e osservo ansiosa il meteo del weekend. Ieri sera c'erano tante zanzare che ci massacravano le gambe nude e un po' di folla in zona Arco della Pace; quest'acqua assomiglia a un sollievo. Mi piace molto quest'abitudine di andare alle mostre con Lise il giovedì- e non sarà certo il maltempo a intralciare la serata. Poi ci sono i libri per il finesettimana da scegliere, l'ipod da caricare, le speranze per un tempo clemente nei prossimi giorni- domattina io e Marilù partiremo per qualche giorno per andare a sentire Nick Cave, riposarci e fare un po' di turismo.
Voi state bene e godetevi il lungo weekend di tregua.
(lo scrivevo ieri- che questo posto mi sta diventando sempre più familiare perché è la prova tangibile che finalmente sto bene. E questo posto lo fa anche e soprattutto chi legge- a cui vanno tutti i miei grazie)
giovedì 29 maggio 2008
mercoledì 28 maggio 2008
La Vita
"E qualcosa
di cominciato in sogno
dura nella tarda mattinata,
e ti riporta a un anno,
poi a un anno meno lontano,un cuore non più tuo.
Vai, dove nemmeno dio
può amare chi non è mai stato: diverse
le stelle. e diverso il pensiero,
delle stelle" (Mario Santagostini- La vita)
(Fluttuo. Leggo, scrivo, vedo il tempo passare; ho bisogno di poesia e cose vere, mi risulta fastidiosa la superficialità. Cerco sguardi e parole sincere e non me ne frega niente di riempire le ore con gente inutile- penso alla Sicilia che sarà, ai pochi giorni fuori prossimamente. Al costruire una vita decente e rispettosa, soprattutto di me stessa.
La mia città non è razzista)
di cominciato in sogno
dura nella tarda mattinata,
e ti riporta a un anno,
poi a un anno meno lontano,un cuore non più tuo.
Vai, dove nemmeno dio
può amare chi non è mai stato: diverse
le stelle. e diverso il pensiero,
delle stelle" (Mario Santagostini- La vita)
(Fluttuo. Leggo, scrivo, vedo il tempo passare; ho bisogno di poesia e cose vere, mi risulta fastidiosa la superficialità. Cerco sguardi e parole sincere e non me ne frega niente di riempire le ore con gente inutile- penso alla Sicilia che sarà, ai pochi giorni fuori prossimamente. Al costruire una vita decente e rispettosa, soprattutto di me stessa.
La mia città non è razzista)
martedì 27 maggio 2008
Cronaca del ritorno
A Milano sotto un cielo grigio e pastoso- e in ufficio, in mezzo alle carte, mi aspettano tre giorni di lavoro di precisione. Non mi dispiacciono le giornate intense e nemmeno gli imprevisti- visto che non c'è nulla di irrisolvibile in quello che faccio. Faccio fatica ad alzarmi, ho poca fame e mi sento ancora debole- il mio fisico rifiuta il caffè, tranne quello necessario della mattina. Devo fare la spesa, i biglietti del treno e portare dal calzolaio le ballerine marroni a cui si è rotto il cinturino.
Sono determinata e rompicoglioni e non sono decisamente fatta per il lavoro dipendente; forse ho troppa fiducia in me e nelle mie capacità e mi piace un po' di rischio perché ho il terrore di annoiarmi. Forse per questo sembro così tranquilla, adesso.
Mi piace star fuori la sera- con l'aria fresca e il buio che arriva sempre più tardi. L'estate prende forma, leggo libri belli.
Sono determinata e rompicoglioni e non sono decisamente fatta per il lavoro dipendente; forse ho troppa fiducia in me e nelle mie capacità e mi piace un po' di rischio perché ho il terrore di annoiarmi. Forse per questo sembro così tranquilla, adesso.
Mi piace star fuori la sera- con l'aria fresca e il buio che arriva sempre più tardi. L'estate prende forma, leggo libri belli.
domenica 25 maggio 2008
Elegia
Scopro e riscopro- cose bellissime. Che uno dei miei negozi preferiti ha vestiti che sono una festa e ne scelgo due colorati e leggeri, immaginando estate e abbronzatura. Che da Alceste a Roma si mangia benissimo come da Alceste ad Anzio ma non bisogna fare sessanta chilometri per arrivarci; che in centro di mattina ci sono pochissime persone e uno ha l'impressione di avere la città per sé. Che mi piacciono le nostre letture pubbliche e la pizza al Corallo dopo è un rituale irrinunciabile; che è bello svegliarsi di domenica con il sole e un messaggio di invito a pranzo.
Scopro di essermi innamorata delle stradine del Pigneto, così diverse da com'erano anni fa- finalmente più curate, con le case che non assomigliano più a ruderi; e del riso con i fagioli e il cumino, del mercatino nell'isola pedonale, del giardino di Necci in cui prendere il caffè. Dello shopping allegro e domenicale mio e di Nadia: collane, orecchini, scatole di latta, sciarpe di seta, libri. Dell'Ara Pacis, che è bellissima anche all'interno (alla faccia di quel che dice il signor sindaco- che non sapevo fosse un esperto di architettura); del fresco, della musica di Eno che si intona con le installazione di Paladino; di una passeggiata lunghissima per vicoli con merenda e cena al fast food kosher. Della meraviglia di condividere la mia Roma nascosta con un'amica- portarla a conoscere Sant'Angelo in Pescheria, il Monte dei Cenci, Piazza Margana. Di guardare insieme il foro e le vetrate illuminate della Sinagoga, i soffiti a cassettoni che si indovinano dalle finestre aperte, le vetrine delle gallerie d'arte. Riscopro le meraviglie di scambiarci le nostre personalissime città (che poi sono una città sola), i nostri quartieri così diversi, gli indirizzi del cuore. Tra dieci giorni tornerò qui.
Scopro di essermi innamorata delle stradine del Pigneto, così diverse da com'erano anni fa- finalmente più curate, con le case che non assomigliano più a ruderi; e del riso con i fagioli e il cumino, del mercatino nell'isola pedonale, del giardino di Necci in cui prendere il caffè. Dello shopping allegro e domenicale mio e di Nadia: collane, orecchini, scatole di latta, sciarpe di seta, libri. Dell'Ara Pacis, che è bellissima anche all'interno (alla faccia di quel che dice il signor sindaco- che non sapevo fosse un esperto di architettura); del fresco, della musica di Eno che si intona con le installazione di Paladino; di una passeggiata lunghissima per vicoli con merenda e cena al fast food kosher. Della meraviglia di condividere la mia Roma nascosta con un'amica- portarla a conoscere Sant'Angelo in Pescheria, il Monte dei Cenci, Piazza Margana. Di guardare insieme il foro e le vetrate illuminate della Sinagoga, i soffiti a cassettoni che si indovinano dalle finestre aperte, le vetrine delle gallerie d'arte. Riscopro le meraviglie di scambiarci le nostre personalissime città (che poi sono una città sola), i nostri quartieri così diversi, gli indirizzi del cuore. Tra dieci giorni tornerò qui.
venerdì 23 maggio 2008
Medicamenta
Come trasformare la malattia in qualcosa di almeno piacevole: passare un pomeriggio con Nadia che mi viene a trovare con sorrisi, chiacchiere belle, racconti di Amy Hempel e grammatica siciliana (grazie!). Accettare che la genitrice venga due volte al giorno portando pranzo e cena- nonostante la poca fame; leggere una quantità spropositata di libri e guardare ridendo senza ritegno la prima serie di Sex and the city. Dormire un numero inqualificabile di ore; parlare al telefono con Paola di malanni, musica e frivolezze (anzi: parlare con le Paole, visto che ho due amiche care che si chiamano entrambe così). Decidere di tornare a Roma la prima settimana di giugno per tutte quelle cose che non ho potuto fare adesso; cercare voli per le destinazioni più diverse (Stati Uniti? Canada? Giappone? Singapore?). Uscire timidamente- con l'aria fuori che assomiglia a quella dell'inferno per calore e nuvole di umidità che si sprigionano dal cielo e dalla terra. Incollarmi al finestrino del taxi con la testa che gira ancora un po' e guardare tutti i palazzi di via Ostiense. Avere la quasi conferma che resterò a Milano per altri sei mesi- alle mie condizioni, evviva!
Oggi provo a fare una passeggiata, domani leggeremo "L'isola del tesoro".
"In ogni spigolo o lembo,
dietro le viscere e il cuore,
s'aprono spazi imprevisti
e ancora abissi e cunicoli" [Elio Pecora, Simmetrie]
Oggi provo a fare una passeggiata, domani leggeremo "L'isola del tesoro".
"In ogni spigolo o lembo,
dietro le viscere e il cuore,
s'aprono spazi imprevisti
e ancora abissi e cunicoli" [Elio Pecora, Simmetrie]
mercoledì 21 maggio 2008
Meteo
Febbre alta, ossa rotte, sonnolenza perenne. Un tempo che pare novembre, tutte le cose da fare annullate o rimandate a data da destinarsi; se non avessi la testa che gira e una debolezza assassina sarei quasi contenta di questo stop- invece sono inquieta e dolorante e passo ore e ore arrotolata sul divano sotto una coperta pesante.
Di positivo c'è che ho gli armadi in perfetto ordine, ho finalmente messo il sale nella lavastoviglie e i vestiti dell'anno scorso non mi stringono più- però ho bruciato la caffettiera, ho voglia di camminare e domattina devo trascinarmi dall'altra parte della città per un appuntamento di lavoro.
Cielo molto grigio.
Di positivo c'è che ho gli armadi in perfetto ordine, ho finalmente messo il sale nella lavastoviglie e i vestiti dell'anno scorso non mi stringono più- però ho bruciato la caffettiera, ho voglia di camminare e domattina devo trascinarmi dall'altra parte della città per un appuntamento di lavoro.
Cielo molto grigio.
domenica 18 maggio 2008
Maggio
Tornare e scoprire Roma che sembra più quieta- ma forse è solo questo tempo incerto che oscilla fra sole e nuvole e il clima di attesa calcistica. Il cambio di stagione, la libreria che sta diventando drammaticamente insufficiente (eppure una volta pareva impossibile riempirla), i pantaloni che mi stavano stretti e che ora invece si allacciano senza problemi, la terrazza bellissima affacciata sui tetti del centro su cui ho cenato venerdì- avere alla stessa distanza la Casina Valadier e la Porta del Popolo e quei giardini arrampicati sui tetti che assomigliano a un miracolo. Il primo giorno in piscina come una lucertola al sole, pomodori di Pachino e basilico freschissimo, i piedi nudi, i libri sul divano senza curarmi del tempo che scorre, la sera a casa di Massimo e Aurora a chiacchierare fino a tardi tanto non esistono sveglie, gli amici da vedere in questa settimana romana- la noncuranza per quello che sarà, il sonno buono, la speranza del mare.
giovedì 15 maggio 2008
Minima
Ho ancora mal di schiena ma mi sento meglio- e ho tanta voglia di camminare per la città nonostante tutte le scarpe che mi piagano i piedi. Ieri guardavo i palazzi intorno alla Fondazione Prada, tutti belli, curati, con i fiori sui balconi- e le strade tranquille nella passeggiata con Lise dopo aver visto la mostra di Nathalie Djurberg (ho riso per quell'allestimento un po' incubo e un po' bosco delle fiabe, per quei video buffi e crudeli)- e mi dicevo che questa è la Milano che mi piace. Che odora di erba e di città, in cui è facilissimo incontrare persone per caso, in cui non si sente nessun tipo di minaccia. Poi ci sono le sere così, con le persone care- in cui basta poco per stare bene e quella stanchezza bella quando torno a casa; e il pensiero delle foto di Avedon stasera e il treno domani e questa settimana per staccare da tutto anche se tornare a volte mi è difficile per motivi impossibili da spiegare (e questi giorni in cui un po' piango e un po' rido e un po' respiro e un po' sto in apnea e oscillo come un pendolo in attesa di chissà che cosa- di quello che non voglio sapere ma solo vivere)
mercoledì 14 maggio 2008
lunedì 12 maggio 2008
Torino
Torino stavolta mi è sembrata più bella- e le risaie e la campagna piatta e le montagne da lontano mi sono volate davanti agli occhi in quel treno pieno di persone che andavano in Fiera. Torino stavolta è stata gioiosa: finalmente tre giorni pieni con Elisa, che mi è venuta a prendere in stazione e mi ha accompagnata in giro tra i libri per un pomeriggio intero. Che ha invitato me e Nadia a cena nella sua casa confortevole e bella che le assomiglia, che è stata bravissima a trovare un posto buono per mangiare sabato sera- tardissimo e senza prenotazione. Che è stata guida, amica, ospite e che mi ha regalato un fiore rosso da mettere tra i capelli.
Al Lingotto c'era un'aria strana- forse per la manifestazione di sabato, forse perché in pochi fanno lo sconto (come mai a Roma sì e a Torino no?), forse perché dopo due giorni full time la stanchezza si fa sentire. E sabato è stato buffo incontrare continuamente gente: Lise e Marilù in arrivo da Milano e poi gruppi che si formano, appuntamenti per andare di qua e di là, saluti, confronto acquisti, stand da cercare, chiacchiere varie, i complimenti sentitissimi ed emozionati a Vincenzo Consolo per i suoi libri che sono una festa e una gioia. E ancora: la farinata, la festa Minimum Fax in cui sembrava esserci mezzo mondo, i locali sul Po, un palazzo che sembra una torta di panna, il sonno arretrato, un po' di shopping, la casa bella ed elegante dove dormivamo in tre, l'insalata della domenica, salutare Nadia con un: ci rivediamo tra una settimana!, il treno rapidissimo che riporta me e Marilù a Milano in un'ora.
Giorni sfolgoranti.
Al Lingotto c'era un'aria strana- forse per la manifestazione di sabato, forse perché in pochi fanno lo sconto (come mai a Roma sì e a Torino no?), forse perché dopo due giorni full time la stanchezza si fa sentire. E sabato è stato buffo incontrare continuamente gente: Lise e Marilù in arrivo da Milano e poi gruppi che si formano, appuntamenti per andare di qua e di là, saluti, confronto acquisti, stand da cercare, chiacchiere varie, i complimenti sentitissimi ed emozionati a Vincenzo Consolo per i suoi libri che sono una festa e una gioia. E ancora: la farinata, la festa Minimum Fax in cui sembrava esserci mezzo mondo, i locali sul Po, un palazzo che sembra una torta di panna, il sonno arretrato, un po' di shopping, la casa bella ed elegante dove dormivamo in tre, l'insalata della domenica, salutare Nadia con un: ci rivediamo tra una settimana!, il treno rapidissimo che riporta me e Marilù a Milano in un'ora.
Giorni sfolgoranti.
giovedì 8 maggio 2008
...
La primavera esplode con un tripudio di pollini- quelli bianchi che invadono l'aria e assomigliano a fiocchi di neve, quelli sottili e insidiosi che mi arrossano gli occhi e il cemento ribolle in certi punti. Però a me piace stare qui e stare in giro per le strade, con la luce forte l'aria tiepida sulle braccia; camminare per la città guardando dentro alle finestre aperte.
Non ho quasi mai fame, passo notti faticose quando non prendo lo Xanax, sopporto poco: la stupidità, l'ignoranza, l'inconcludenza, le lamentele sciocche e futili, la cialtronaggine e l'approssimazione- sul lavoro e nella vita. Forse a fine mese lascerò questo lavoro, senza troppi rimpianti; rimarrò ancora un pochino a Milano e poi sarà tempo di reinventarsi a Roma- cercando di detestarla un po' meno.
Domattina, sfidando lo sciopero, partirò per Torino: per riabbracciare finalmente Elisa, passare due giorni con Nadia e andare alla Fiera del Libro. Speriamo bene- per tutto.
Non ho quasi mai fame, passo notti faticose quando non prendo lo Xanax, sopporto poco: la stupidità, l'ignoranza, l'inconcludenza, le lamentele sciocche e futili, la cialtronaggine e l'approssimazione- sul lavoro e nella vita. Forse a fine mese lascerò questo lavoro, senza troppi rimpianti; rimarrò ancora un pochino a Milano e poi sarà tempo di reinventarsi a Roma- cercando di detestarla un po' meno.
Domattina, sfidando lo sciopero, partirò per Torino: per riabbracciare finalmente Elisa, passare due giorni con Nadia e andare alla Fiera del Libro. Speriamo bene- per tutto.
mercoledì 7 maggio 2008
Insonnia
Quando non dormo- penso al nero. A Roma mi alzo, vado nella stanza dei libri e guardo i dorsi, poi mi accoccolo sul divano e leggo. Ieri notte ho finito l'ennesimo libro della Nemirovsky, mi sono messa le cuffie e ho ascoltato un po' di musica. C'è molto rumore, anche di notte: i tram che vanno verso il deposito, una macchina che sfreccia sul pavè, gente che cammina chiacchierando rumorosamente. A Roma, quando fa caldo, esco sul balcone e fumo una sigaretta nel silenzio; ascolto il fruscìo delle foglie, intuisco l'albero grande che ondeggia nel buio, carpisco attimi di vita lontani. Qualcuno, a volte, suona il piano chissà dove e, se normalmente riesco a indovinare qualche nota, ci sono momenti in cui il vento mi restituisce suoni chiarissimi; la luna fa una luce forte e gelida e sembra non esserci più nessuno intorno a me nel raggio di chilometri.
Ieri sera mi è mancato tutto questo- nella mia insonnia passeggera e spensierata: ho spento l'ipod dopo due canzoni, ho scelto un libro dallo scaffale dei legenda, dieci pagine e poi è arrivata finalmente la notte.
Ieri sera mi è mancato tutto questo- nella mia insonnia passeggera e spensierata: ho spento l'ipod dopo due canzoni, ho scelto un libro dallo scaffale dei legenda, dieci pagine e poi è arrivata finalmente la notte.
martedì 6 maggio 2008
Compleanno
Guardo il calendario e mi accorgo che è poco più di un anno che sono qui a Milano. Sono stati dodici mesi strani- orribili e molto belli; in cui ho imparato vie nuove e quartieri prima ignoti. In cui ho capito che mi piace camminare su queste strade piane e guardare fuori dal finestrino dei tram; e spostarsi da una parte all'altra della città è possibile senza metterci ore e senza prendere la macchina. In cui sì, mi mancano alberi e giardini, il mare vicino e pure il clima più dolce, ma non tante altre cose; e quando mi chiedono: "Ma come fai a stare lì?", li guardo perplessa e cerco di spiegare che io a Milano sto bene. Perché se un po' ti piace l'arte contemporanea, qui ci sono tante cose da vedere; perché i negozi sono più belli che a Roma. Perché è una città piccola eppure dà l'impressione di essere enorme e non soffoca mai; perché mi piace fare lunghe passeggiate con Damiano e andare alle mostre con Lise. Perché ci sono un sacco di concerti; perché ho scoperto- con grande stupore- che sono ancora capace di dividere uno spazio con qualcuno e sono contenta quando torno a casa e c'è Marilù. Perché mi piace l'idea di avere Elisabetta vicina e non a seicento chilometri di distanza; perché qui la gente è più aperta e socievole (magari non tutta, ma buona parte di quella che ho conosciuto). Perché ho una Feltrinelli e una Mondadori a un passo da casa e perché c'è il Libraccio; perché con tre ore e mezza di treno sono in Svizzera da Dejan- perché, anche, le case editrici che interessano a me sono quasi tutte qui e chissà che un giorno...
lunedì 5 maggio 2008
Giorni di festa
Tutte le cose che ho vissuto in questi giorni che mi passano rapide nella testa: le strade di Lambrate e quel complesso di case e gallerie in cui sono stata la sera, lle stradine del quartiere Isola, la cena all'Osteria del popolo di Ospedaletto Lodigiano e gli Offlaga in prima fila al teatro di Casalpusterlengo, la pigrizia del primo maggio e "Tutta la vita davanti" che promette bene all'inizio ma poi si sgonfia come un soufflè in un buonismo insopportabile. La spesa in macchina, i giri per una Milano semideserta, le forme curve e puntute e i colori vortice di Balla, le storie durissime dei "Racconti di Stoccolma", le vie di Brera, la campagna rigogliosa appena uscite dalla città. Scarpe rosse, una borsa arancione, pizza con farina integrale, Marilù che ha visto un fantasma, il pranzo della domenica, il sole su un prato in mezzo ai fiori e lontane dal rumore, lontane da tutto.
L'emozione di leggere "Sarinagara" e avere l'impressione di condividere con Forest il cammino attraverso il dolore; "Jane Eyre" in rilettura dopo tanti anni, ricordando un'estate di bambina, con la coperta stesa sull'erba e i grilli che facevano rumore- mentre io immaginavo le brume della campagna inglese. Giorni di festa e di quiete per ricaricare le pile in attesa di Torino, il lunedì cominciato con il profumo del basilico che il collega Paolo mi ha portato dalla Liguria, il cielo ancora incerto che non nasconde del tutto le montagne.
L'emozione di leggere "Sarinagara" e avere l'impressione di condividere con Forest il cammino attraverso il dolore; "Jane Eyre" in rilettura dopo tanti anni, ricordando un'estate di bambina, con la coperta stesa sull'erba e i grilli che facevano rumore- mentre io immaginavo le brume della campagna inglese. Giorni di festa e di quiete per ricaricare le pile in attesa di Torino, il lunedì cominciato con il profumo del basilico che il collega Paolo mi ha portato dalla Liguria, il cielo ancora incerto che non nasconde del tutto le montagne.
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