domenica 30 novembre 2008

Snow

La neve e poi la pioggia, il batticuore, i treni, la musica, le incertezze.
Una sorpresa, in questi giorni d'inverno- una di quelle cose che non pensavo mi sarebbero più capitate e invece.
I sorrisi, insperati eppure veri.

domenica 23 novembre 2008

Where Is My Mind?

Di Parigi mi piace quell'aria placida- con le persone che sembrano un po' in vacanza anche se camminano veloci e si vede che stanno andando a lavorare. Le ragazze benvestite e mai troppo pettinate che si fermano un istante a guardare una vetrina, gli uomini belli che mi sorridono per strada (un sorriso mai strafottente o viscido). Di Parigi mi piace tutto: le strade che conosco a memoria- e ritrovarle è una gioia, quelle che scopro ogni volta, i bar, i negozi, la moda. Le librerie piene di gente e di libri, le gallerie d'arte dove si possono guardare le opere in pace, le mostre che lasciano senza fiato e quelle che sono una sorpresa bellissima. I libri che qui non trovo, i vestiti colpo di fulmine, una collana di farfalle, un paio di scarpe stravaganti, il tè verde speciale e lussuosissimo, il fascino discreto di ogni cosa, i passages.

Poi torno e mi viene l'influenza- e sono un po' svagata e parecchio asociale. Guardo film che mi fanno sognare, leggo sul divano avvolta nella coperta di lana, ho la testa parecchio altrove (più a nord), condivido ricordi con le mie vecchie amiche, ascolto musica in continuazione.
Giovedì a Milano- e il pensiero di concerti e serate e persone care è bello.

venerdì 14 novembre 2008

RapidaMente

Giorni in cui scrivere mi sembra superfluo. In cui piove così tanto che a volte quell'acqua fa paura. In cui passo del tempo con Manuela e chiacchiero con Marilù su gmail. In cui rido di cuore con i miei futuri colleghi e mi dico che ci può essere del buono anche tra avvocati. In cui mi emoziono per le serigrafie di Munari e Turcato che sono state regalo per il ritorno.
Giorni in cui c'è una cosa piccolissima che sta in un angolo.
Domenica parto per Parigi, finalmente.

mercoledì 5 novembre 2008

La Giusta Distanza

Poi così, fa freddo, ho qualche momento no (più di qualche), non ho ancora capito se vorrei partire o restare. Invece domenica parto e Betta ha già prenotato il treno così per una volta non faccio il viaggio da sola con le cuffie nelle orecchie da Milano a Roma. Mi passano i giorni e non me ne accorgo tanto- se non fosse perché guardo l'agenda per ricordarmi le cose da fare e invece poi me le dimentico lo stesso. Ho ricevuto due libri in regalo nel giro di pochissimo, da due persone diverse- ed è una cosa che mi fa felice perché in pochi mi regalano libri (grazie Silvia, grazie Stella). Ho passato un pomeriggio bello davanti a un camino in una casa dove avrei voluto ficcare il naso in ogni scatola, in ogni catalogo. C'è un'umidità tale che lisciarsi i capelli è inutile e mi piacerebbe avere un paio di stivali di gomma con cui saltare dentro alle pozzanghere- ma poi non ci andrei mai in giro. Oggi sono andata a vedere il film sulla Banda Baader- Meinhof che mi ha un po' deluso, soprattutto alla fine: va bene che non si possono riassumere dieci anni in due ore e mezza, ma semplificare così tanto è irritante (poi mi sono accorta che è uscito questo- ed è un gran bene se a qualcuno frega qualcosa dei Joy Division. A me sì e infatti lo vidi, a suo tempo, cantando le canzoni ed emozionandomi sempre per le stesse parole).
Mi sono vista in un ritratto ed è stata una delle poche volte in cui, vedendomi da fuori, mi sono detta- sono io, sono proprio così (ancora grazie, signora artista)
Le mie angosce e i miei malesseri sono noiosissimi- come quelli di buona parte della gente;"La strada" di Mc Carthy invece è decisamente un libro horror e mi sta facendo paurissima.

lunedì 3 novembre 2008

Lunedì

Tutta quest'acqua che non sembra finire mai- e l'aria densa di umidità che fa dolere le ossa.
Tutti questi passi quando non si capisce se sia festa o meno- e il 31 poca gente in giro sotto il diluvio e il riscaldamento acceso per la prima volta e il rumore delle gocce di notte.
Tutte queste scarpe buffe alla mostra di Ferragamo- che a me e Lise viene voglia di provarle e tutta la delusione di scoprire che un ristorante buonissimo ha chiuso (ma passare comunque una bella serata a parlare e sfogliare libri).
Tutta la gioia di aspettare Elisa sabato mattina e passare due giorni felici in giro per la città a condividere un po' del tempo nonostante i chilometri che ci dividono normalmente. Prendere il caffè in quattro, sfidare la folla di corso Buenos Aires, scegliere stradine silenziose per il ritorno, fermarci in una libreria piccola che sembra una libreria e non un supermercato. Uscire la sera per tornare presto e passare una parte della domenica mattina fra le foto di Bettina Rheims e la città assopita (non credo sia una brutta mostra- anzi, alcune opere mi sono piaciute molto. Solo che quando si vuole scandalizzare senza troppa sottigliezza, spesso si riesce solo ad annoiare chi dovrebbe strabuzzare gli occhi e restare turbato).
Camminare ancora molto con Silvia e Matteo alla ricerca di un bar che sembra non esistere- Milano può essere davvero deserta e spettrale, tornare a casa che è quasi tardi, ritrovare Marilù tornata da New York e poi ecco un'altra settimana da riempire. Di bellezza, attese, speranze, libri, volti.