venerdì 30 gennaio 2009

A Te

"Sempre l'augurio che possiate trovare assai pazienza in voi da sopportare e assai semplicità da credere; che possiate acquistare sempre più fiducia in quello ch'è difficile e nella vostra solitudine e negli altri. E per il resto, lasciatevi accadere la vita.
Credetemi, la vita ha ragione, in tutti i casi" [Rainer Maria Rilke, Lettere a un giovane poeta]

(la vita ha ragione sì e io vorrei che per te, ora tutto fosse vita. Perché ci siamo noi vicino a te, perché adesso è il tempo di distendere i muscoli e provare a sorridere di quel che si può, perché sai che a volte le parole non sono abbastanza, non sono giuste per l'occasione- e allora ci sono i fatti. Che i sorrisi e la gioia che ti meriti ti risollevino dal buio- questo è il mio augurio, per i giorni a venire).

E nel frattempo, in attesa di domani, metto via nervosismi e malumori e stempero tristezze con dolci da preparare e dolcezze da cullare.

lunedì 26 gennaio 2009

...

Ricomincio a fare cose normali che avevo tralasciato: leggere libri, per esempio. Mi accoccolo sul divano da lettura e le ore passano senza che me ne accorga e mi chiedo perplessa come faccio, a volte, a vivere senza. Guardo film, dopo un periodo lunghissimo- non sono sempre pienamente soddisfatta di quel che vedo (perché sprecare una storia potenzialmente interessante per farne qualcosa di piatto e banale?), ma  a volte mi sorprendo di quanto favole a lieto fine e vicende che lasciano l'amaro in bocca nella loro delicatezza possano ancora piacermi.
Passo sere a far nulla se non parlare- mentre fuori piove e io sbaglio l'indirizzo del ristorante provocando le risate della mia omonima e mi creo un sabato quieto con Anna fino a tardi a raccontarci (perché nonostante venti anni di amicizia, ci sono ancora tante cose di noi da dire). Mi risollevo come posso, perché mi piace sempre meno stare qui- a fare un lavoro schifoso, a combattere con la troppa cialtroneria e disorganizzazione che non mi sono mai appartenute e che adesso mi fanno venire l'orticaria.
A contare i giorni di separazione e ripetermi che sabato arriverà presto- e sarà bellissimo ed emozionante aspettarlo in stazione e avere due giorni tutti per noi.

venerdì 23 gennaio 2009

Sacche di Resistenza

"Prima di tutto, bisogna scoprire un orizzonte. E per questo dobbiamo ritrovare la speranza, contro tutte le probabilità di quello che il nuovo ordine esige e perpetra.
La speranza, tuttavia, è un atto di fede e dev'essere sostenuta da altre azioni concrete. Per esempio, l'azione di avvicinarsi, di calcolare le distanze e andare incontro. Questo porterà a collaborazioni che negano la discontinuità. L'atto di resistere non significa solo rifiutarsi di accettare l'assurdità dell'immagine del mondo che ci viene offerta, ma denunciarla. E quando l'inferno viene denunciato dall'interno, smette di essere tale"  [John Berger, Sacche di resistenza]

(leggere John Berger è una festa per l'anima)

martedì 20 gennaio 2009

Dodici

Un anno dal primo post vero qui.
[e tante cose sono cambiate: città, lavoro, prospettive, sentimenti, speranze. E tante cose sono rimaste uguali- gli affetti, i visi, le passioni, le cose care. Io sono più magra e più gioiosa, più emozionata e meno cinica- riscopro la tenerezza, la condivisione, l'attesa spesso premiata. Amo sempre i libri, la poesia, il cinema, l'arte, i viaggi; coltivo un minimo di inquietudine stemperandola con una quiete insolita. Continuo a essere insonne e ansiosa- ma non è più la cosa più importante]
Grazie a chi ha avuto la voglia e la pazienza di leggere, in questi dodici mesi.

lunedì 19 gennaio 2009

Senza (troppe) parole

Ci sono cose che non so raccontare.
Questi giorni altalenanti a Roma- con la pioggia torrenziale e le ore ad adattarmi a un lavoro che non amo. Le sere fuori con le amiche e quelle in casa, nella pace e nel silenzio; imparare a vivere le distanze e accorciarle prendendo treni. L'arrivo a Milano che mi pare un miracolo e giorni sfolgoranti di felicità. L'attesa, la nebbia, i risvegli felici, il nouveau réalisme al Pac, il lago. Ballare, tornare tardi, passare una domenica di quelle memorabili e una sera con persone care.
Detesto le separazioni e oggi sono un po' malinconica.
Torno a casa cercando di vivere al meglio, ma aspetto i prossimi momenti condivisi- con un'impazienza per me strana. Emozionante.

lunedì 12 gennaio 2009

Aftermath

Torno e fa quasi caldo- dopo questi giorni ghiacciati e attutiti.
Ho visto la neve e Milano quasi ovattata; la pioggia fredda che toglie la voglia di uscire eppure c'è stata la prima cena dell'anno con Marilù e Lise e il pomeriggio pienissimo di chiacchiere con Elisabetta. Ci sono stati i paesaggi di Mattotti nella galleria piccina che mi piace tanto, le attese premiate, il concerto in mezzo al nulla che si è rivelato all'altezza delle aspettative, il viaggio che ho passato dormendo, Betta che mi aspettava a Termini, la cena con lei e Silvana dopo tanto tempo.
[e nel mezzo ci sei tu. Con le ombre e i sorrisi, l'incredulità, le emozioni, le notti e i giorni, le foto, le ore che passano troppo velocemente e già è ora di salutarsi; con il mio stupore, questa settimana che deve scorrere rapida, la mancanza che in qualche modo è bella perché nuova, lo sguardo che non mi conosco e che mi sorprende e mi fa sorridere]

mercoledì 7 gennaio 2009

Tutto questo bianco- che uno rischia di non riconoscere il paesaggio visto mille e mille volte.
E il freddo dei giorni passati, il ghiaccio a capodanno- a sentire canzoni bellissime e mangiare cibo squisito, le mostre di foto, di disegni, di installazioni viste qua e là. Lione sotto un vento ghiacciato- camminare tra due fiumi, sbagliare strada di continuo, essere soli dentro l'istituto Lumière, cercare angoli nascosti e librerie e ristoranti. Incantarsi ancora per i palazzi, le strade, i cambiamenti di paesaggio, l'acqua impetuosa. Dormire, ridere, leggere, sognare.
[e sentire qualcuno vicino nonostante i chilometri e le difficoltà, sorridere piano al pensiero e alle parole, contare i giorni di separazione- e anche le ore]
Sono a casa- mentre aspetto Veronica, con la neve che si scioglie e i pensieri belli prima del ritorno a Roma.

venerdì 2 gennaio 2009

Anno Nuovo

Sono inquieta.
Forse è colpa del freddo, di una stanchezza arretrata, della gatta che non è stata bene e mi sono tanto preoccupata. Del nuovo lavoro, dell'oroscopo, dei racconti di Alice Munro che sto leggendo.
Fatto sta che sono qui e vorrei essere altrove, che l'umore sale e scende, che mi vengono fuori le spine quando non ce n'è bisogno.
Nulla mi sembra mai abbastanza, sguazzo in pozze di insoddisfazione, provo coscienziosamente a distruggere tutto quel che ho- non imparero' mai la prudenza.
Domani parto per Lione, senza troppi entusiasmi.