Amo dicembre.
[nonostante il delirio, il traffico, la foga che sembra prendere un po' tutti. Nonostante i giorni dopo l'operazione non siano stati semplici, nonostante un altro anno che se ne va]
Le giornate limpide, l'aria che sembra più leggera, le luci di Hanukkah, i regali per le amiche. Le passeggiate, la sera con Nadia e quella con Manuela, i libri nuovi.
Non mi interessa che sia Natale e che dobbiamo essere tristi o felici- io amo questo mese.
[perché ci vogliono tre ore e mezza da Milano a Roma, perché mi sono svegliata sorridendo stamattina, perché ancora pochi giorni e poi ci rivediamo, perché ieri è stata una bella serata, perché domani vado a farmi togliere i punti, perché non ho poi tanti motivi per essere triste e arrabbiata]
domenica 21 dicembre 2008
mercoledì 17 dicembre 2008
I'm Just A Drama Queen, After All
Oggi mi sono arrabbiata tantissimo- così tanto che mi è calato un umore cupo che in confronto il cielo di Roma pareva azzurro, che mi è venuto mal di pancia, che volevo solo tornare a casa e non parlare con nessuno nonostante mia madre si proponesse per un po' di shopping.
Poi ho chiuso la porta e fatto una serie di cose inconsulte- tipo provare vestiti da sera vintage che mi pendono di dosso e scarpe di raso rosso. Sto leggendo Faulkner- e taglia come un coltello.
A un certo punto è arrivata Betta e mi ha portato fuori- e ho mangiato qualcosa di solido, il primo cibo solido da giovedì. Adoro le mie amiche quando mi fanno ridere, mi sdrammatizzano e ci sono le sorprese in fondo alle borse.
Tutto mi passa, così.
Incrocio le dita- e forse sabato scappo da questa città.
Poi ho chiuso la porta e fatto una serie di cose inconsulte- tipo provare vestiti da sera vintage che mi pendono di dosso e scarpe di raso rosso. Sto leggendo Faulkner- e taglia come un coltello.
A un certo punto è arrivata Betta e mi ha portato fuori- e ho mangiato qualcosa di solido, il primo cibo solido da giovedì. Adoro le mie amiche quando mi fanno ridere, mi sdrammatizzano e ci sono le sorprese in fondo alle borse.
Tutto mi passa, così.
Incrocio le dita- e forse sabato scappo da questa città.
lunedì 15 dicembre 2008
Lunedì Sera
In questi giorni rifletto.
Faccio il pieno di tempo per quando ne avrò poco, mi curo molto. Soffro la fame e sogno il cibo, parlo tanto al telefono [poi si scaricano contemporaneamente- cellulare e cordless].
Fuori piove, ma mi va quasi bene, dormo la notte cullata dalle gocce d'acqua sulle foglie e dal frusciare degli alberi. Leggo, ascolto musica, ritrovo le foto di Berlino- di una vita fa.
Ricevo visite, in casa e penso che potrei ricominciare a uscire.
Tutto questo vuoto da riempire mi atterrisce e mi esalta allo stesso tempo.
Oggi ho messo via cose del passato che era superfluo avere sotto gli occhi- e questo gesto mi è venuto naturale. Se me lo avessero detto tempo fa- non ci avrei creduto: una cartella che sparisce dal computer, carta archiviata in un posto lontano; non mi sembrava giusto buttare quella che una volta era parte di me.
Bastava così poco.
Sto bene (nonostante gli acciacchi) perché sono così: intera.
[con qualcuno- tra i tanti- che sento vicino, che mi fa (sor)ridere- di me e di tutto il resto, che sì- insomma, oggi sì]
Faccio il pieno di tempo per quando ne avrò poco, mi curo molto. Soffro la fame e sogno il cibo, parlo tanto al telefono [poi si scaricano contemporaneamente- cellulare e cordless].
Fuori piove, ma mi va quasi bene, dormo la notte cullata dalle gocce d'acqua sulle foglie e dal frusciare degli alberi. Leggo, ascolto musica, ritrovo le foto di Berlino- di una vita fa.
Ricevo visite, in casa e penso che potrei ricominciare a uscire.
Tutto questo vuoto da riempire mi atterrisce e mi esalta allo stesso tempo.
Oggi ho messo via cose del passato che era superfluo avere sotto gli occhi- e questo gesto mi è venuto naturale. Se me lo avessero detto tempo fa- non ci avrei creduto: una cartella che sparisce dal computer, carta archiviata in un posto lontano; non mi sembrava giusto buttare quella che una volta era parte di me.
Bastava così poco.
Sto bene (nonostante gli acciacchi) perché sono così: intera.
[con qualcuno- tra i tanti- che sento vicino, che mi fa (sor)ridere- di me e di tutto il resto, che sì- insomma, oggi sì]
sabato 13 dicembre 2008
E Ora
Ce l'ho fatta- senza svenire, senza urlare, come se fosse una passeggiata. Sto in casa con un sacco di punti, una cura antibiotica, la faccia non proprio bella da vedere (ma mi giurano che dura poco, poi torna normale). Non mangio- e mi pesa molto, non fumo- e pensavo mi pesasse di più.
Non sarò mai abbastanza brava da smettere, ma pazienza.
Mi sarebbe piaciuto vedere la piena del Tevere- senza spaventarmi perché qui in alto l'acqua non sarebbe mai arrivata. Ho passato un pomeriggio divertentissimo qui a provare cose pazzesche che incredibilmente mi stavano bene: mi sono vista bellissima e sensuale.
(però poi mancava, al solito, la taglia più piccola).
Sono andata a cena all'indiano con Betta e Manuela e mi è piaciuto vederle socializzare.
Chissà se avrò il coraggio di andare al parco, infagottata nella sciarpa e con gli occhiali scuri- a godermi questo strano sole di dicembre.
Non sarò mai abbastanza brava da smettere, ma pazienza.
Mi sarebbe piaciuto vedere la piena del Tevere- senza spaventarmi perché qui in alto l'acqua non sarebbe mai arrivata. Ho passato un pomeriggio divertentissimo qui a provare cose pazzesche che incredibilmente mi stavano bene: mi sono vista bellissima e sensuale.
(però poi mancava, al solito, la taglia più piccola).
Sono andata a cena all'indiano con Betta e Manuela e mi è piaciuto vederle socializzare.
Chissà se avrò il coraggio di andare al parco, infagottata nella sciarpa e con gli occhiali scuri- a godermi questo strano sole di dicembre.
mercoledì 10 dicembre 2008
Nodi
"E tu suoni e risuoni e
risuoni e risuoni o chimera. E perciò io ti chiamo
e ti chiamo e ti chiamo chimera. E io ti chiamo e ti chiamo
e ti chiamo sirena" [Amelia Rosselli, La libellula]
E ancora una volta torno- e mi fermo per un po'. Con una giornata passata con Elisabetta, tra parole e cioccolata calda e passi per evitare la folla; la visita di Lise per un teuccio in cucina, l'ennesimo treno che scende giù. La cena con gli amici, le cose da fare in questi giorni, la piccola operazione che mi aspetta domani (e pensavo di essere più spaventata).
Non voglio avere paura.
Voglio sentire ancora i nodi che si sciolgono.
Stavolta non scappo- e nessuno mi costringe a fuggire.
Aspetto, fra i libri, le parole, le cose care.
Grazie- a chi sa esserci.
risuoni e risuoni o chimera. E perciò io ti chiamo
e ti chiamo e ti chiamo chimera. E io ti chiamo e ti chiamo
e ti chiamo sirena" [Amelia Rosselli, La libellula]
E ancora una volta torno- e mi fermo per un po'. Con una giornata passata con Elisabetta, tra parole e cioccolata calda e passi per evitare la folla; la visita di Lise per un teuccio in cucina, l'ennesimo treno che scende giù. La cena con gli amici, le cose da fare in questi giorni, la piccola operazione che mi aspetta domani (e pensavo di essere più spaventata).
Non voglio avere paura.
Voglio sentire ancora i nodi che si sciolgono.
Stavolta non scappo- e nessuno mi costringe a fuggire.
Aspetto, fra i libri, le parole, le cose care.
Grazie- a chi sa esserci.
lunedì 8 dicembre 2008
Giorno Di Festa
Dopo due giorni di "parto, non parto, forse parto- anzi no"- alla fine quel treno l'ho preso.
E a Roma, sotto il diluvio- sempre in giro, con Betta a ridere come due sceme ferme a un semaforo di lungotevere, al calduccio del Treebar. Tra gli stand della Fiera dell'editoria, con Nadia rapita per qualche ora alla sua clausura; le ore con Manuela a parlare, camminare arrancando tra le pozze d'acqua a provare gonne e collane. Per le strade che conosco bene, con le persone che mi porto dietro da una vita- ogni cosa mi pare semplice e bella.
E poi- questa sensazione strana che provo qui, mentre aspetto e quando lo vedo, la mia gioia strampalata e adolescenziale, i pensieri che si distendono come fili e questo mese pazzo e gelido e accogliente. Il passato davvero dietro alle spalle.
E a Roma, sotto il diluvio- sempre in giro, con Betta a ridere come due sceme ferme a un semaforo di lungotevere, al calduccio del Treebar. Tra gli stand della Fiera dell'editoria, con Nadia rapita per qualche ora alla sua clausura; le ore con Manuela a parlare, camminare arrancando tra le pozze d'acqua a provare gonne e collane. Per le strade che conosco bene, con le persone che mi porto dietro da una vita- ogni cosa mi pare semplice e bella.
E poi- questa sensazione strana che provo qui, mentre aspetto e quando lo vedo, la mia gioia strampalata e adolescenziale, i pensieri che si distendono come fili e questo mese pazzo e gelido e accogliente. Il passato davvero dietro alle spalle.
mercoledì 3 dicembre 2008
Butterfly
Tra le tele meravigliose di Burri (che ogni volta sono un'emozione nuova) nella Triennale deserta e bianchissima, il sole arrivato all'improvviso, le frasi fulminee che intervallano i quadri di Magritte (non sempre all'altezza delle aspettative), i palazzi liberty- quest'attesa allegra.
Le ore che spero passino rapide e io che confondo le righe.
Una gioia effimera- che credevo di non conoscere più.
Le ore che spero passino rapide e io che confondo le righe.
Una gioia effimera- che credevo di non conoscere più.
martedì 2 dicembre 2008
Intermezzo
E' strano ritrovarsi così- a Milano in vacanza, senza sentire l'avvicinamento del Natale. Rimandando pensieri cupi in favore di pensieri luminosi.
Con le amiche da salutare perché si torna a Roma (non definitivamente), i pacchetti da preparare- e vengono fuori sempre un po' bitorzoluti anche se contengono cose lineari. Leggendo meno, scrivendo quasi nulla, desiderando le mostre di Magritte e Burri; avendo chiuso le pendenze lavorative e riportato le mie poche cose dall'ufficio.
E' strano ritrovarsi così- un po' contenta e un po' confusa, con il telefono che squilla di notte e no, domani sera non mi sembra necessario andare a sentire i Gotan Project. E quest'aria contenta che non mi abbandona, senza troppi motivi, poi, per una volta.
Con le amiche da salutare perché si torna a Roma (non definitivamente), i pacchetti da preparare- e vengono fuori sempre un po' bitorzoluti anche se contengono cose lineari. Leggendo meno, scrivendo quasi nulla, desiderando le mostre di Magritte e Burri; avendo chiuso le pendenze lavorative e riportato le mie poche cose dall'ufficio.
E' strano ritrovarsi così- un po' contenta e un po' confusa, con il telefono che squilla di notte e no, domani sera non mi sembra necessario andare a sentire i Gotan Project. E quest'aria contenta che non mi abbandona, senza troppi motivi, poi, per una volta.
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