Mi dimentico la paura di aver sbagliato clamorosamente, di aver dato troppa importanza a chi non la merita; riscopro le sere fuori e un certo modo di guardare gli altri. Non sono sola, perché ho vicino le persone che mi capiscono e non mi snaturerebbero mai; le notti sono brutte, ma ce la farò a superarle:
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giovedì 26 febbraio 2009
Just Another Diamond Day
Quando spuntano quei fiorellini rosa sugli alberi della strada di casa faccio pace con Roma- e mi godo il cielo azzurro, la luce che è già di primavera, i toni di verde.
martedì 14 ottobre 2008
In Between (Days)
Mi piace questa foschia di sera- che a Roma è rarissima e a Milano normale. Mi piace tornare qui e riprendere la vita così diversa da quella laggiù; tra poco lascerò il lavoro (devo solo consegnare la lettera di dimissioni) e poi ci saranno giorni un po' difficili- ma non è questo il momento per pensarci.
Adesso ho questi giorni di nord- con il cielo velato, gli amici che mi sono mancati, il concerto dei Calexico sabato sera e questa meraviglia (per me) imperdibile giovedì. Con Marilù che ha passato l'orale da avvocato e dunque, siamo tornate in due in casa; con i sushi, gli aperitivi, le passeggiate con Elisabetta, il cinema. Con i ricordi bellissimi dei giorni appena passati, mentre guardo la foto di me e Paola sabato sera- poco prima di una cena allegra durata fino a tardi; con le camminate, le notti a chiacchierare con Manuela recuperando il tempo che abbiamo perduto, con il pranzo della domenica con Betta, le telefonate lunghissime. Pensando davvero che, in qualche modo, ho creato dei legami- qui e lì e li sento ugualmente forti, a prescindere dalla città; e questi legami sono ora, per me, la cosa più importante e che mi regala l'energia per ricominciare sempre e non dimenticare che bisogna sempre, in qualche modo, tentare di vivere.
Adesso ho questi giorni di nord- con il cielo velato, gli amici che mi sono mancati, il concerto dei Calexico sabato sera e questa meraviglia (per me) imperdibile giovedì. Con Marilù che ha passato l'orale da avvocato e dunque, siamo tornate in due in casa; con i sushi, gli aperitivi, le passeggiate con Elisabetta, il cinema. Con i ricordi bellissimi dei giorni appena passati, mentre guardo la foto di me e Paola sabato sera- poco prima di una cena allegra durata fino a tardi; con le camminate, le notti a chiacchierare con Manuela recuperando il tempo che abbiamo perduto, con il pranzo della domenica con Betta, le telefonate lunghissime. Pensando davvero che, in qualche modo, ho creato dei legami- qui e lì e li sento ugualmente forti, a prescindere dalla città; e questi legami sono ora, per me, la cosa più importante e che mi regala l'energia per ricominciare sempre e non dimenticare che bisogna sempre, in qualche modo, tentare di vivere.
giovedì 25 settembre 2008
Qui
Mi innamoro di questa città che mi commuove- guardando tramonti psichedelici tra gli alberi. Riscoprendo la luce netta e troppo violenta, le salite e le discese che fanno dolere le gambe, le distanze che sembrano infinite, il cielo che cambia colore in un attimo: prima sorride bonario e poi diventa minaccioso e cupo. M'incazzo quando i tacchi si incastrano tra i sampietrini, quando guardo la sporcizia, l'incuria, il traffico, le difficoltà; mi piace questo momento incerto: a volte sembra estate e poi arriva il freddo. Cammino tantissimo e perdo la nozione del tempo- parlando fino a tardi con Manuela, al bar con Fabrizio, a cena con i Librintesta. Appiccicata al finestrino della macchina, con gli occhi persi appresso alle luci e le orecchie rapite da quel che mi dice Betta.
Incantata dalla bellezza.
E capisco quanto mi possano mancare gli amici che sono qui- adesso che ce li ho vicini.
Due vestiti nuovi, un libro, la serata con Anna da organizzare, le ore libere da riempire o da lasciar vuote a mio piacimento, la mostra di Schifano prima che finisca- questa è la libertà.
Incantata dalla bellezza.
E capisco quanto mi possano mancare gli amici che sono qui- adesso che ce li ho vicini.
Due vestiti nuovi, un libro, la serata con Anna da organizzare, le ore libere da riempire o da lasciar vuote a mio piacimento, la mostra di Schifano prima che finisca- questa è la libertà.
domenica 27 luglio 2008
Appunti D'Estate
Lo so, la felicità non è cosa di questa vita e questo mondo- e però io sto vivendo qualcosa che le assomiglia. Sarà questa quiete leggera che mi porto addosso da un po', sarà l'estate (che, lontana da Milano, è sempre la mia stagione preferita); sarà che non aspetto chissà cosa ma solo la quotidianità. Forse è vero che andare via serve per capire quanto sia bello avere un posto in cui tornare- io non so, ma nonostante i viaggi saltati, l'assenza del mare, il ginocchio scricchiolante, i punti che mi ha messo il dentista, gli antibiotici, sto bene.
Sarà l'estate di Roma in cui fa quasi freddo la sera, della scoperta del Treebar, delle ore a parlare con Nadia- imparando, confrontando, delle confidenze con Betta, dell'osteria giapponese di Via Ostiense, dei sottopassaggi chiusi la notte che rendono il Lungotevere trafficato, delle chiacchiere con Paola. Sarà l'estate in cui, dopo tanti anni, farò le vacanze in Europa- tra la Svizzera e la mia adorata Francia (e già sogno fenicotteri, saline e città medievali), in cui probabilmente non leggerò nemmeno un libro in italiano, dei film con la gatta accoccolata vicino, del sole sul lago- sperando nel sole, del mio compleanno con pochissime persone care perché saranno tutti già partiti.
E domani sera, ci sarà Leonard Cohen dal vivo- e già sento brividi di emozione.
Sarà l'estate di Roma in cui fa quasi freddo la sera, della scoperta del Treebar, delle ore a parlare con Nadia- imparando, confrontando, delle confidenze con Betta, dell'osteria giapponese di Via Ostiense, dei sottopassaggi chiusi la notte che rendono il Lungotevere trafficato, delle chiacchiere con Paola. Sarà l'estate in cui, dopo tanti anni, farò le vacanze in Europa- tra la Svizzera e la mia adorata Francia (e già sogno fenicotteri, saline e città medievali), in cui probabilmente non leggerò nemmeno un libro in italiano, dei film con la gatta accoccolata vicino, del sole sul lago- sperando nel sole, del mio compleanno con pochissime persone care perché saranno tutti già partiti.
E domani sera, ci sarà Leonard Cohen dal vivo- e già sento brividi di emozione.
martedì 15 luglio 2008
Vacanze Romane
Mi sento quest'aria fresca addosso e l'energia che guizza nei muscoli. Roma è pienissima e tutto ferve: dai turisti spaesati (che si riconoscono subito perché camminano intimoriti con la cartina in mano e guardano smarriti quel labirinto di viuzze e non sanno attraversare la strada) agli abitanti della città che invece la attraversano con passo marziale, come se dovessero essere sempre dall'altra parte del mondo fra cinque minuti. Io ondeggio così, vestita di viola e rosso sui miei sandali bellissimi e molto scomodi che ogni volta mi lasciano una vescica in ricordo.
Spesso torno a casa tardi, la notte.
Ho visto due puntate di Cashmere mafia (e sì, provoca dipendenza), perso tempo di sera con Luca in mezzo ai chioschetti del giardino di Castel Sant'Angelo, sono stata a una festa in una villa bellissima, ho ballato nonostante i sandali altissimi. Mi sono addormentata al sole nella quiete ovattata della piscina, ho visto stelle che in città uno non se le sogna nemmeno. Ho passato una domenica sotto la pioggia a chiacchierare con gli amici e poi io e Betta ce ne siamo andate a Sovana a vedere il borgo e le tombe etrusche e le vie cave. Mi sono incantata davanti a uno scenario splendido poco prima di uno spettacolo teatrale in cui ho incontrato il mio prof. di latino e greco e ho fatto tardi chiacchierando con Nadia al bar della Madonna dei Monti.
Sono andata a un appuntamento di lavoro vestita di rosa e con gli occhi splendenti.
Mi sento incredibilmente in vacanza, anche se quest'anno non andrò dall'altra parte del mondo.
Spesso torno a casa tardi, la notte.
Ho visto due puntate di Cashmere mafia (e sì, provoca dipendenza), perso tempo di sera con Luca in mezzo ai chioschetti del giardino di Castel Sant'Angelo, sono stata a una festa in una villa bellissima, ho ballato nonostante i sandali altissimi. Mi sono addormentata al sole nella quiete ovattata della piscina, ho visto stelle che in città uno non se le sogna nemmeno. Ho passato una domenica sotto la pioggia a chiacchierare con gli amici e poi io e Betta ce ne siamo andate a Sovana a vedere il borgo e le tombe etrusche e le vie cave. Mi sono incantata davanti a uno scenario splendido poco prima di uno spettacolo teatrale in cui ho incontrato il mio prof. di latino e greco e ho fatto tardi chiacchierando con Nadia al bar della Madonna dei Monti.
Sono andata a un appuntamento di lavoro vestita di rosa e con gli occhi splendenti.
Mi sento incredibilmente in vacanza, anche se quest'anno non andrò dall'altra parte del mondo.
giovedì 10 luglio 2008
A Perdifiato
Tante cose, in questi giorni. Cose belle, che mi fanno stare bene e mi restituiscono la gioia di cui avevo paura di essere diventata incapace: la cupola di San Pietro maestosa e bianca contro il cielo azzurrissimo mentre corro al Santo Spirito per vedere una sfilata di moda che è un divertente e divertito omaggio al bon ton. La pizza con i libri in testa a ranghi ridotti, il fiction festival con Luca- e si rivela molto meglio di quel che sembrava, tant'è che ci torno tra poco; la lavoro nel silenzio più totale, interrotto solo dalla musica accesa e a basso volume. La cena al solito giapponese con Paola e il piccolo locale allegro a viale Tiziano; la giornata in libertà con Betta- pranzo in via della Croce, negozi, vestiti provati, scarpe, accessori, risate. Il fresco che mi fa venire i brividi di notte e non c'è bisogno di aria condizionata, il pensiero del weekend (piscina, festa, teatro, giornata al lago), quest'estate strana e sconclusionata in cui sto imparando, di nuovo, ad amare la mia città e in cui mi sento pian piano rinascere. In cui, a costo di qualche dolore, ritorno a sorridere.
lunedì 7 luglio 2008
Sud
Dopo due giorni di isolamento- torno a casa mi guardo intorno perplessa. Pensavo che il ciclamino fosse morto e invece butta piccole foglie timide; mi organizzo il tempo sull'agenda verde, divido ordinatamente la spazzatura per materiali e i vestiti da lavare per colore.
Passo del tempo a chiacchierare con Fabrizio, in un momento rubato ai suoi impegni, ascolto il vento tra gli alberi del parco (quando il sole cala arrivano bambini e cani e frotte di persone e il bar sembra non chiudere mai). Esco quando sarebbe ora di andare a dormire e vago con Paolo per una Roma senza estate romana che pare città fantasma; ci rifugiamo tra i tavolini di Villa Celimontana a chiacchierare di cose nostre fino a quando ci buttano fuori. Il centro al mattino è caldo e affollato di gente che corre da una parte all'altra e di turisti dal passo pigro e lo sguardo in alto; ogni cosa sembra essere uno sfacelo: i mezzi pubblici inesistenti, le strade in rovina, i cantieri ovunque che deviano il traffico. Torno, chiudo le finestre, accendo il deumidificatore e dormo senza nessun disturbo per almeno otto ore.
"Ascoltai con le orecchie della mia curiosità:
cinque volte al di là di me gettai l'amo,
senza prendere pesci per cinque volte-
interrogai- nessuna risposta corse nella mia rete-
ascoltai con l'orecchio del mio amore" [Friederich Nietzsche- Scritti postumi]
Passo del tempo a chiacchierare con Fabrizio, in un momento rubato ai suoi impegni, ascolto il vento tra gli alberi del parco (quando il sole cala arrivano bambini e cani e frotte di persone e il bar sembra non chiudere mai). Esco quando sarebbe ora di andare a dormire e vago con Paolo per una Roma senza estate romana che pare città fantasma; ci rifugiamo tra i tavolini di Villa Celimontana a chiacchierare di cose nostre fino a quando ci buttano fuori. Il centro al mattino è caldo e affollato di gente che corre da una parte all'altra e di turisti dal passo pigro e lo sguardo in alto; ogni cosa sembra essere uno sfacelo: i mezzi pubblici inesistenti, le strade in rovina, i cantieri ovunque che deviano il traffico. Torno, chiudo le finestre, accendo il deumidificatore e dormo senza nessun disturbo per almeno otto ore.
"Ascoltai con le orecchie della mia curiosità:
cinque volte al di là di me gettai l'amo,
senza prendere pesci per cinque volte-
interrogai- nessuna risposta corse nella mia rete-
ascoltai con l'orecchio del mio amore" [Friederich Nietzsche- Scritti postumi]
mercoledì 2 luglio 2008
Speechless
E' casa, quando l'estate esplode e dalle finestre aperte arriva un'aria lieve che rinfresca- e stendo la tovaglia a righe colorate sul tavolo e l'armadio esplode di vestiti che assomigliano a una tavolozza. E' casa quando arriva il bentornata! di Paola mentre aggiungo libri sugli scaffali e ritrovo ogni cosa com'era (la foto di Frida Kahlo e quella di Juliette cucciola che esce da un cassetto. I manifesti incorniciati delle mostre, le foto, le marionette di lana comprate a Parigi, il portafortuna candomblè che viene dal Brasile, la locandina di Lady Vendetta in cucina, il ritratto di Calder contornato di verde, i Buddha e i Ganesh sul camino). Mi sveglio nella stanza fresca e c'è una luce che mi rianima ogni cellula; lavoro dalla mia scrivania, in canottiera e calzoncini a piedi nudi, senza nessuno intorno- e questo silenzio pigro d'estate interrotto solo dal telefono che squilla. E' casa quando leggo il libro di un amico in balcone poi esco e torno a casa senza guardarmi intorno- e questo quartiere mi sembra ogni giorno di più una benedizione. E' casa quando, senza più mal di denti, faccio una passeggiata nel parco parlando al telefono e poi torno per uscire di nuovo e ritrovarmi con Betta e Mauro a chiacchierare davanti a pesce e vino bianco e torno e la notte è così tranquilla che riempie e non c'è spazio per altro che non sia questo buio liquido e questa estate e queste mura che non sono prigione ma mondo a sé. Per questa notte d'estate e di casa.
On air
PS ecco- una bellissima notizia: finalmente Ingrid Betancourt è libera.
On air
PS ecco- una bellissima notizia: finalmente Ingrid Betancourt è libera.
domenica 8 giugno 2008
Rain
Piove ed è come avere un concerto in casa- di gocce sulle foglie e sugli alberi- e allo stesso tempo un silenzio irreale come se qui intorno non ci fosse nessuno. Piove, ma l'aria continua a profumare di fiori e verde (e mi manca tantissimo questo odore quando sono a Milano) e forse questo è l'unico segnale dell'estate che si avvicina. Sono giorni altalenanti, in cui la città a momenti è solito delirio di folla e altri in cui è insolitamente deserta; corro di qua e di là, vestita a strati e con l'ombrello in borsa per affrontare i mutamenti climatici. Cammino: giù per via Veneto per andare a vedere un film che, inaspettatamente, mi ha angosciato moltissimo (a parte il tripudio di scarpe/borse/abiti) e poi per le strade del centro con Nadia a disquisire di letteratura e cose frivole. Metto a posto la casa, ritagliandomi non so come, un altro scaffale per i libri e scoprendo una meraviglia ipercalorica che arriva direttamente dalla Sicilia. Perdo tempo seduta al solito bar con Fabrizio davanti a un caffè americano e poi mi ritrovo in mezzo alla calca del centro a chiacchierare con Paolo- ridendo tantissimo e benedicendo i miei amici maschi che spesso sono più lucidi e netti delle donne. Che spesso sento più vicini al mio modo di pensare, meno contorti e privi di quell'ipocrisia lieve e fastidiosa. Mi dedico a cose fondamentali come: parrucchiere, scarpe nuove, biancheria intima; parlo al telefono con le amiche mentre mi metto lo smalto, perdo un sacco di tempo a decidere i vestiti per la serata.
Mi godo la mia piccola Roma fatta di pochi quartieri.
Osservo i cambiamenti a San Lorenzo e ripenso a com'era quando ho cominciato l'università e ci andavo di giorno a comprare i cd da Disfunzioni musicali e di sera per postacci fricchettoni che non esistono più. Scopro strade minuscole di villette e giardini e uno spazio bellissimo dove c'è uno spettacolo tratto dai racconti di Dorothy Parker; passo momenti di amicizia e gioia.
Amo questa mia casa che assomiglia a me.
PS E, finalmente, si cambia musica
Mi godo la mia piccola Roma fatta di pochi quartieri.
Osservo i cambiamenti a San Lorenzo e ripenso a com'era quando ho cominciato l'università e ci andavo di giorno a comprare i cd da Disfunzioni musicali e di sera per postacci fricchettoni che non esistono più. Scopro strade minuscole di villette e giardini e uno spazio bellissimo dove c'è uno spettacolo tratto dai racconti di Dorothy Parker; passo momenti di amicizia e gioia.
Amo questa mia casa che assomiglia a me.
PS E, finalmente, si cambia musica
martedì 3 giugno 2008
Giorni Felici
Tante cose davanti agli occhi che si mescolano senza sovrapporsi mai: le foto di Avedon al Forma, in cui le facce sono vive e il bianco e nero è più splendente dei colori; la cena con le amiche e il viaggio in treno che dura tantissimo e rischiamo anche di perdere la coincidenza. Le sfumature di cielo e terra che sono lontani anni luce da quelli della città; Perugia di mattina e gli affreschi di Giotto che mi lasciano senza fiato anche se li avrò visti cento volte. La cappella Baglioni finalmente da vicino per cercare di carpirne tutti i particolari, i fiori nei vicoli, le ore al sole, il sonno, il silenzio, le due ore di concerto meraviglioso sotto al palco- in cui ho cantato, ballato, mi sono divertita. La pioggia sugli alberi, i libri da leggere, i dvd; Roma blindata e strozzata da traffico, deviazioni, schieramenti di polizia e misure di sicurezza. Roma da cui vanno via le nuvole ed esplode l'estate; Roma piena di turisti, di folla. La cena con loro al solito posto e penso: sono a casa; il profumo dei fiori mentre fumo sul terrazzo ascoltando la pace tanto sognata di questa casa che mi somiglia, il pensiero allegrissimo della giornata di domani e di questi momenti in cui non esistono brutti pensieri.
domenica 25 maggio 2008
Elegia
Scopro e riscopro- cose bellissime. Che uno dei miei negozi preferiti ha vestiti che sono una festa e ne scelgo due colorati e leggeri, immaginando estate e abbronzatura. Che da Alceste a Roma si mangia benissimo come da Alceste ad Anzio ma non bisogna fare sessanta chilometri per arrivarci; che in centro di mattina ci sono pochissime persone e uno ha l'impressione di avere la città per sé. Che mi piacciono le nostre letture pubbliche e la pizza al Corallo dopo è un rituale irrinunciabile; che è bello svegliarsi di domenica con il sole e un messaggio di invito a pranzo.
Scopro di essermi innamorata delle stradine del Pigneto, così diverse da com'erano anni fa- finalmente più curate, con le case che non assomigliano più a ruderi; e del riso con i fagioli e il cumino, del mercatino nell'isola pedonale, del giardino di Necci in cui prendere il caffè. Dello shopping allegro e domenicale mio e di Nadia: collane, orecchini, scatole di latta, sciarpe di seta, libri. Dell'Ara Pacis, che è bellissima anche all'interno (alla faccia di quel che dice il signor sindaco- che non sapevo fosse un esperto di architettura); del fresco, della musica di Eno che si intona con le installazione di Paladino; di una passeggiata lunghissima per vicoli con merenda e cena al fast food kosher. Della meraviglia di condividere la mia Roma nascosta con un'amica- portarla a conoscere Sant'Angelo in Pescheria, il Monte dei Cenci, Piazza Margana. Di guardare insieme il foro e le vetrate illuminate della Sinagoga, i soffiti a cassettoni che si indovinano dalle finestre aperte, le vetrine delle gallerie d'arte. Riscopro le meraviglie di scambiarci le nostre personalissime città (che poi sono una città sola), i nostri quartieri così diversi, gli indirizzi del cuore. Tra dieci giorni tornerò qui.
Scopro di essermi innamorata delle stradine del Pigneto, così diverse da com'erano anni fa- finalmente più curate, con le case che non assomigliano più a ruderi; e del riso con i fagioli e il cumino, del mercatino nell'isola pedonale, del giardino di Necci in cui prendere il caffè. Dello shopping allegro e domenicale mio e di Nadia: collane, orecchini, scatole di latta, sciarpe di seta, libri. Dell'Ara Pacis, che è bellissima anche all'interno (alla faccia di quel che dice il signor sindaco- che non sapevo fosse un esperto di architettura); del fresco, della musica di Eno che si intona con le installazione di Paladino; di una passeggiata lunghissima per vicoli con merenda e cena al fast food kosher. Della meraviglia di condividere la mia Roma nascosta con un'amica- portarla a conoscere Sant'Angelo in Pescheria, il Monte dei Cenci, Piazza Margana. Di guardare insieme il foro e le vetrate illuminate della Sinagoga, i soffiti a cassettoni che si indovinano dalle finestre aperte, le vetrine delle gallerie d'arte. Riscopro le meraviglie di scambiarci le nostre personalissime città (che poi sono una città sola), i nostri quartieri così diversi, gli indirizzi del cuore. Tra dieci giorni tornerò qui.
venerdì 23 maggio 2008
Medicamenta
Come trasformare la malattia in qualcosa di almeno piacevole: passare un pomeriggio con Nadia che mi viene a trovare con sorrisi, chiacchiere belle, racconti di Amy Hempel e grammatica siciliana (grazie!). Accettare che la genitrice venga due volte al giorno portando pranzo e cena- nonostante la poca fame; leggere una quantità spropositata di libri e guardare ridendo senza ritegno la prima serie di Sex and the city. Dormire un numero inqualificabile di ore; parlare al telefono con Paola di malanni, musica e frivolezze (anzi: parlare con le Paole, visto che ho due amiche care che si chiamano entrambe così). Decidere di tornare a Roma la prima settimana di giugno per tutte quelle cose che non ho potuto fare adesso; cercare voli per le destinazioni più diverse (Stati Uniti? Canada? Giappone? Singapore?). Uscire timidamente- con l'aria fuori che assomiglia a quella dell'inferno per calore e nuvole di umidità che si sprigionano dal cielo e dalla terra. Incollarmi al finestrino del taxi con la testa che gira ancora un po' e guardare tutti i palazzi di via Ostiense. Avere la quasi conferma che resterò a Milano per altri sei mesi- alle mie condizioni, evviva!
Oggi provo a fare una passeggiata, domani leggeremo "L'isola del tesoro".
"In ogni spigolo o lembo,
dietro le viscere e il cuore,
s'aprono spazi imprevisti
e ancora abissi e cunicoli" [Elio Pecora, Simmetrie]
Oggi provo a fare una passeggiata, domani leggeremo "L'isola del tesoro".
"In ogni spigolo o lembo,
dietro le viscere e il cuore,
s'aprono spazi imprevisti
e ancora abissi e cunicoli" [Elio Pecora, Simmetrie]
domenica 18 maggio 2008
Maggio
Tornare e scoprire Roma che sembra più quieta- ma forse è solo questo tempo incerto che oscilla fra sole e nuvole e il clima di attesa calcistica. Il cambio di stagione, la libreria che sta diventando drammaticamente insufficiente (eppure una volta pareva impossibile riempirla), i pantaloni che mi stavano stretti e che ora invece si allacciano senza problemi, la terrazza bellissima affacciata sui tetti del centro su cui ho cenato venerdì- avere alla stessa distanza la Casina Valadier e la Porta del Popolo e quei giardini arrampicati sui tetti che assomigliano a un miracolo. Il primo giorno in piscina come una lucertola al sole, pomodori di Pachino e basilico freschissimo, i piedi nudi, i libri sul divano senza curarmi del tempo che scorre, la sera a casa di Massimo e Aurora a chiacchierare fino a tardi tanto non esistono sveglie, gli amici da vedere in questa settimana romana- la noncuranza per quello che sarà, il sonno buono, la speranza del mare.
mercoledì 7 maggio 2008
Insonnia
Quando non dormo- penso al nero. A Roma mi alzo, vado nella stanza dei libri e guardo i dorsi, poi mi accoccolo sul divano e leggo. Ieri notte ho finito l'ennesimo libro della Nemirovsky, mi sono messa le cuffie e ho ascoltato un po' di musica. C'è molto rumore, anche di notte: i tram che vanno verso il deposito, una macchina che sfreccia sul pavè, gente che cammina chiacchierando rumorosamente. A Roma, quando fa caldo, esco sul balcone e fumo una sigaretta nel silenzio; ascolto il fruscìo delle foglie, intuisco l'albero grande che ondeggia nel buio, carpisco attimi di vita lontani. Qualcuno, a volte, suona il piano chissà dove e, se normalmente riesco a indovinare qualche nota, ci sono momenti in cui il vento mi restituisce suoni chiarissimi; la luna fa una luce forte e gelida e sembra non esserci più nessuno intorno a me nel raggio di chilometri.
Ieri sera mi è mancato tutto questo- nella mia insonnia passeggera e spensierata: ho spento l'ipod dopo due canzoni, ho scelto un libro dallo scaffale dei legenda, dieci pagine e poi è arrivata finalmente la notte.
Ieri sera mi è mancato tutto questo- nella mia insonnia passeggera e spensierata: ho spento l'ipod dopo due canzoni, ho scelto un libro dallo scaffale dei legenda, dieci pagine e poi è arrivata finalmente la notte.
mercoledì 23 aprile 2008
In Difesa della Mia Città
Roma non è una città pericolosa.
é una città grande abbandonata a se stessa- con quartieri in cui bisogna tenere gli occhi aperti, quartieri tranquilli e quartieri più tosti. è una città che avrebbe bisogno di cure, di maggiore pulizia, di un corso di civiltà per parecchi suoi abitanti.
è una città che sta scoppiando per il traffico nonostante le ztl, le strade sembrano campi minati, i mezzi pubblici non ci sono, il parcheggio è una pia illusione- ma non è una città pericolosa.
Certo, ti possono sfilare il portafoglio dalla borsa, può succedere che si venga scippati, a volte si vedono facce poco rassicuranti in giro; esistono i furti nelle case e i motorini bisogna sempre legarli a un palo con una catena spessa. Però, negli ultimi giorni, sento parlare della mia città come se si rischiasse un'aggressione a ogni angolo di strada- e questo non è vero e non lo posso sopportare.
è vero che non c'è nessun tipo di controllo e l'incuria di politici e governanti ha creato un lassismo generale a tratti inquietante; è vero che a volte ci si sente soli in balia di una città enorme e schiacciante; è vero che abito in un quartiere sorvegliato e non vado in giro in posti strani e potenzialmente minacciosi. Ma io continuo- magari incoscientemente- a sentirmi tranquilla a Roma.
é una città grande abbandonata a se stessa- con quartieri in cui bisogna tenere gli occhi aperti, quartieri tranquilli e quartieri più tosti. è una città che avrebbe bisogno di cure, di maggiore pulizia, di un corso di civiltà per parecchi suoi abitanti.
è una città che sta scoppiando per il traffico nonostante le ztl, le strade sembrano campi minati, i mezzi pubblici non ci sono, il parcheggio è una pia illusione- ma non è una città pericolosa.
Certo, ti possono sfilare il portafoglio dalla borsa, può succedere che si venga scippati, a volte si vedono facce poco rassicuranti in giro; esistono i furti nelle case e i motorini bisogna sempre legarli a un palo con una catena spessa. Però, negli ultimi giorni, sento parlare della mia città come se si rischiasse un'aggressione a ogni angolo di strada- e questo non è vero e non lo posso sopportare.
è vero che non c'è nessun tipo di controllo e l'incuria di politici e governanti ha creato un lassismo generale a tratti inquietante; è vero che a volte ci si sente soli in balia di una città enorme e schiacciante; è vero che abito in un quartiere sorvegliato e non vado in giro in posti strani e potenzialmente minacciosi. Ma io continuo- magari incoscientemente- a sentirmi tranquilla a Roma.
domenica 13 aprile 2008
Election Day
Comincia con il sole e una fila al seggio così diversa dalle solite quattro persone (più donne che uomini, tanto per cambiare) e le strade non sono vuote come normalmente le strade dei Parioli di domenica mattina. C'è gente anche alla biglietteria della Galleria d'Arte Moderna- ma sono soprattutto stranieri e si affollano nei saloni centrali dove ci sono le (poche) sculture di Fontana; nelle mie sale preferite, quelle del mezzanino, non c'è quasi nessuno e mi godo in pace i Burri, i Twombly, quella tela che amo tanto di Giosetta Fioroni, la pop art nostrana di Pascali e Festa, la stanza dei Capogrossi e quei due enormi disegni di Sol LeWitt che nessuno pare notare e in cui mi sembra di poter scomparire.
Domani torno a Milano e pare mi aspetti il freddo- ma anche gli eventi del Salone e quella che sembra essere diventata la mia vita, in quest'ultimo anno. Torno qui e mi pare di scoprire ogni angolo della città, anche se è uguale a se stesso (a Roma cambia poco o nulla)- ho voglia delle solite cose: della cena giapponese venerdì sera con Paola, con la pioggia fuori e il tavolo sulla terrazza coperta, delle chiacchiere fino a tardissimo, delle passeggiate nei quartieri che conosco così bene, di ritornare in quel posticino messicano in cui sono stata ieri con Betta e Mauro. Ho bisogno di rivedere gli amici che sono qui- che sono diventati una specie di vacanza; di ritrovare pezzi della vita di prima, di ricominciare ad amarla prima del ritorno.
Ci pensavo mentre camminavo per l'ultimo pezzo di salita prima di casa- c'è necessità di ricostruire tutto da zero e questo concetto si applica sia alla politica che a me.
PS qui la musica per il ritorno
Domani torno a Milano e pare mi aspetti il freddo- ma anche gli eventi del Salone e quella che sembra essere diventata la mia vita, in quest'ultimo anno. Torno qui e mi pare di scoprire ogni angolo della città, anche se è uguale a se stesso (a Roma cambia poco o nulla)- ho voglia delle solite cose: della cena giapponese venerdì sera con Paola, con la pioggia fuori e il tavolo sulla terrazza coperta, delle chiacchiere fino a tardissimo, delle passeggiate nei quartieri che conosco così bene, di ritornare in quel posticino messicano in cui sono stata ieri con Betta e Mauro. Ho bisogno di rivedere gli amici che sono qui- che sono diventati una specie di vacanza; di ritrovare pezzi della vita di prima, di ricominciare ad amarla prima del ritorno.
Ci pensavo mentre camminavo per l'ultimo pezzo di salita prima di casa- c'è necessità di ricostruire tutto da zero e questo concetto si applica sia alla politica che a me.
PS qui la musica per il ritorno
giovedì 10 aprile 2008
Scrapbook
Fuori dalla finestra- questo vento da apocalisse e il cielo incerto, come sempre in questi giorni. Io sto qui, un po' abbronzata e un po' dimagrita- con i capelli riccissimi, in canottiera perché fa caldo ma i termosifoni sono ancora accesi e ancora non so se stasera cinema oppure no. Io sto qui e leggo tanto, guardo vecchi film (bei tempi- quando gli scrittori si dedicavano anche ai copioni!), passo pomeriggi nel mio adorato e sicilianissimo studio legale. Al mattino mi metto in balcone, con la tazzina di caffè e la schiena contro il muro caldo di sole come una lucertola, passo pomeriggi un po' frivoli e un po' seri con Nadia- tra borse rosa, vestiti da provare e caffè lunghissimi al Fandango e sere a mangiar vegetariano e in giro con Paolo per i bar travestiti da librerie del rione Monti. Mi riconcilio con la mia città, con le persone di qui- incontro Francesca a via dei Serpenti, Margherita in partenza per chissà dove qui vicino, compagni di scuola che non vedevo da una vita dentro alla Feltrinelli della Galleria Colonna. Cammino tantissimo- su e giù dalla collina che non frana ancora, con gli alberi in fiore e questi brutti cartelloni elettorali; e il Flaminio con le strade splendide e deserte sotto il diluvio che mi ricorda le sere dei vent'anni da Sireno e il Tiepolo con le bottiglie colorate e le villette della Piccola Londra e mi manca terribilmente un motorino per girare in libertà e ho comprato una stilografica viola (con cui però non so più scrivere) e adesso sì, davvero, comincia il momento più bello per star qui.
domenica 6 aprile 2008
(Feels Like) Home
Mi riapproprio di questa casa che mi appartiene come un pezzo di me; giro intorno alle mie cose, annusandole, guardandole, scoprendole ogni volta di nuovo. Scopro il ciclamino fiorito in balcone, il profumo di pulito nell'armadio delle lenzuola; ricevo in regalo un anello vecchio (un piccolo serpente d'oro intorno al mignolo) e vestiti estivi che mi stanno a pennello. E il sole la mattina presto- la prima, lieve abbronzatura, le strade che conosco, il centro affollatissimo e il pubblico attento in libreria. La pizza con gli amici, il silenzio splendido (solo il vento e il canto degli uccelli), i gabbiani che si inseguono, il caffè buono dentro al parco, il pranzo della domenica con mio padre, la telefonata lunga lunga con Paola, gli amici da vedere. Questi giorni che promettono e che forse manterranno, la bellezza scintillante di quello che mi circonda, la quiete domestica, due mostre da vedere proprio sotto casa.
venerdì 4 aprile 2008
Cose Amate
Stasera me ne starò nella mia casetta romana- in mezzo ai libri e a un paio di film che voglio vedere e domani parleremo di un libro che amo molto, Padri e figli (alla solita libreria Croce, ore 19).
Mi immagino Roma in primavera splendida e lucente.
Mi immagino Roma in primavera splendida e lucente.
lunedì 17 marzo 2008
Tornare
Una settimana di corsa, sempre e ovunque- la mia piccola Roma: il centro, Prati, i Parioli, il quartiere Trieste. Il rito del sushi con Paola, il martedì sera con loro, le ore con Nadia, la cena indiana con Silvana, Betta e Mauro. La mostra tristissima e sciatta di Renoir, le due ore e mezzo di Sonetàula che passano rapide entusiasmando me e Luca (non c'è una scena di troppo, una parola superflua, un'inquadratura sbagliata. Ci sono volti stupendi che dicono più di mille discorsi, una luce che vorrei vedere più spesso, pochi sorrisi), le strade del Coppedè, il sole e la pioggia, i rumori nell'appartamento di sopra e il silenzio della strada; il mio primo Proust cominciato per caso, le notti vuote e nere, la primavera che arriva nei giardini.
Torno in contemporanea a Marilù, ci accoglie una casa in ordine e una grandinata violenta esplode dall'altra parte dei vetri. Pochi giorni di Milano, stavolta- e poi partire per tornare di nuovo.
Torno in contemporanea a Marilù, ci accoglie una casa in ordine e una grandinata violenta esplode dall'altra parte dei vetri. Pochi giorni di Milano, stavolta- e poi partire per tornare di nuovo.
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