martedì 29 aprile 2008

All The Time In The World




Voglio proprio vederla fra qualche mese- questa città con un sindaco nuovo che promette rinascite e miracoli. Voglio proprio vedere cosa cambierà davvero- se sarà solo la delusione di chi lo ha votato (ammesso che venga manifestata e che non si faccia finta di nulla, come al solito). Voglio proprio vedere se continueremo a essere nullità schiacciate da poteri e privilegi di una città per cui il cittadino vale meno di zero o se (ah! ah! ah!) ci saranno miglioramenti.
Io nel frattempo me ne sto qui- con questa pioggia finissima che viene giù, i libri aperti- quello da studiare e quello che leggo per piacere, senza musica perché sono belli i rumori che arrivano ovattati. Me ne sto qui indecisa se mettere un vestito o i jeans alla festa di stasera, se andare dal parrucchiere o no, se finire le verdure in frigorifero o andare a fare la spesa oggi. Qualche giorno di vacanza milanese- con il ponte da passare o qui o tutt'al più in qualche città vicina, cercando strade alternative per andare domani sera a Casalpusterlengo a sentire gli Offlaga (ripensando all'altro concerto loro, lo scorso anno, con quella nebbia fittissima nelle campagne emiliane e Paola eroica che guidava tranquilla). Qualche giorno in cui mi sembra di avere tutto il tempo del mondo per la quiete, la gioia, la testa sgombra.

lunedì 28 aprile 2008

Oltreconfine

La prima cosa che colpisce-nella luce della sera- è l'enorme angelo di Niki de Saint Phalle che dà il benvenuto a chi scende dal treno. E la gente tranquilla fuori dalla stazione e le strade del quartiere pieno di bar più o meno equivoci e case bellissime con i terrazzi fioriti. Tre giorni a scoprire Zurigo: l'arte contemporanea alla Kunsthaus, il Cabaret Voltaire, le vetrate di Chagall- blu, rosse, verdi, gialle, inconfondibili, la mostra di Anne Marie Schwarzenback solo in tedesco, i negozi buffi, le pasticcerie, le stradine pulitissime, librerie inglesi e francesi piene di libri interessanti, le foto di Chris Marker e i manifesti del 68 francese, il museo del design pieno di oggetti stranissimi. Un favoloso pranzo vegetariano con Dejan, l'ex Lowenbrau trasformata in uno spazio per l'arte- gallerie, mostre di quadri curiosi, passeggiate lunghissime, il sole, l'acqua, la macchina fotografica tornata magicamente in vita, un piccolo bar che vorremmo avere sotto casa, i libri letti, le chiacchiere, i bretzel, la stanchezza bella quando torniamo a Milano e ci richiudiamo la porta alle spalle.

mercoledì 23 aprile 2008

In Difesa della Mia Città

Roma non è una città pericolosa.
é una città grande abbandonata a se stessa- con quartieri in cui bisogna tenere gli occhi aperti, quartieri tranquilli e quartieri più tosti. è una città che avrebbe bisogno di cure, di maggiore pulizia, di un corso di civiltà per parecchi suoi abitanti.
è una città che sta scoppiando per il traffico nonostante le ztl, le strade sembrano campi minati, i mezzi pubblici non ci sono, il parcheggio è una pia illusione- ma non è una città pericolosa.
Certo, ti possono sfilare il portafoglio dalla borsa, può succedere che si venga scippati, a volte si vedono facce poco rassicuranti in giro; esistono i furti nelle case e i motorini bisogna sempre legarli a un palo con una catena spessa. Però, negli ultimi giorni, sento parlare della mia città come se si rischiasse un'aggressione a ogni angolo di strada- e questo non è vero e non lo posso sopportare.
è vero che non c'è nessun tipo di controllo e l'incuria di politici e governanti ha creato un lassismo generale a tratti inquietante; è vero che a volte ci si sente soli in balia di una città enorme e schiacciante; è vero che abito in un quartiere sorvegliato e non vado in giro in posti strani e potenzialmente minacciosi. Ma io continuo- magari incoscientemente- a sentirmi tranquilla a Roma.

martedì 22 aprile 2008

Agenda

Oggi sembra novembre, anche per la quiete della giornata.
Oggi c'è un silenzio autunnale- manca il fruscio delle foglie che cadono.
Oggi è solo: lavoro, letture e aperitivo con le amiche.
Quiete di serata appena passata di letture (è bellissimo andare in Feltrinelli alle cinque), pollo allo yogurt, chiacchiere, sonno.
Prossime mostre: Balla, Canova, Nathalie Djurberg, Avedon. Prossimi libri: da decidere. Prossimo film: "Shine a light". Prossimo concerto: Offlaga Disco Pax. Prossima città: Zurigo.
(e a seguire: una festa, passeggiate, giorni di vacanza, gite fuori porta, regali da fare, ancora Roma).
Oggi sembra autunno, ma è primavera.

lunedì 21 aprile 2008

Fuorisalone

Cose viste in questi giorni: installazioni fantasiose nel cortile della Statale, bagni tradizionali giapponesi, i meravigliosi vasi pupazzo che ci hanno fatto tanto ridere, foreste fantastiche di feltro e sedie colorate, poltrone patchwork, buffi oggetti e simpatici designer belgi e olandesi, percorsi di caffè (con tanto di aerosol e degustazioni), spazi industriali temporaneamente trasformati in piccoli musei, soffitti affrescati e giardini segreti, allestimenti in cristallo e tappeti. L'allestimento di Pistoletto alla Loggia dei Mercanti e le foto di Witkin e Saudek al Pac (scandalose? no, raramente belle, a volte gratuite e noiose, troppo spesso già viste).
Milano a metà tra Woodstock (gente ovunque, gruppi di persone allungate per terra, babele di voci straniere) e una grande mostra quasi a cielo aperto, pioggia intermittente, cene giapponesi con amici, spesa, caccia di libri al Libraccio, ore in casa, il compleanno di Lise, camminate chilometriche- io e Marilù in modalita "vogliamo vedere tutto, andare dappertutto", negozietti da esplorare, tre giorni volati in un lampo.

venerdì 18 aprile 2008

Improvviso

"Nell'ocra visibile come nel verde invisibile.
Nelle finestre vuote. Nei vicoli. Nell'albero.
Nella mela matura caduta nell'ombra.
Nella sua ombra rotonda. Nel seme della mela.
Nella miniera e nel vento. Nel vento.
Negli intervalli del vuoto segnati dalle ali
del pipistrello. Nel cerchio violento
del fiore bianco e nell'arida e calda
luce che marca l'incavo dell'inguine.
Nel tutto,
molti di noi rispondono vivendo
a tutto ciò che viene nominato, e ancora
meglio rispondono al silenzio in cui
ciò che non è indicato si nasconde, e ancora
meglio rispondono alla stessa morte" [Roberto Sanesi]

giovedì 17 aprile 2008

Pioggia

"Al diavolo la miserabile frenesia di voler apparire al di là di quel che si è! è un'autentica catastrofe. Cose come queste diffondono sul mondo pericoli di guerra, morte, miseria, odio, vilipendio, e impongono a tutto ciò che esiste una deprecanda maschera di cattiveria, di egoismo abominevole" (Robert Walser, La passeggiata)

(Che poi: sembra inverno, ho addosso una stanchezza feroce- fisica, di muscoli indolenziti, questo lavoro mi ha potentemente scocciata. Ma anche: c'è il Salone, domani è venerdì e ci sono cose belle da fare, tra una settimana si parte, a inizio maggio si andrà a Torino alla Fiera del Libro, ho voglia di vivere)

mercoledì 16 aprile 2008

Di Cose Che Mi Piacciono

Dopo una giornata con il muso lungo fino a terra- guardando con sospetto ogni persona (un potenziale leghista!) e mandando mentalmente affanculo chiunque in questo paese abbia votato la destra, penso alle cose che mi piacciono per distrarmi e modifico un po' il giochino che mi ha passato lei (tes, sei cose sono troppo poche!). Mi piace leggere, ascoltare musica, uscire con le amiche; mi piace stare al sole e sentire la pelle che cambia colore. Mi piace guardare le opere d'arte e avere le vertigini, mi piace ricordare, cucinare, andare a sentire un bel concerto. Mi piacciono le luci che si spengono al cinema, mi piace camminare con le cuffie nelle orecchie; mi piace viaggiare, osservare, ascoltare. Mi piacciono i colori e i tulipani, mi piace arrivare puntuale, mi piacciono le persone sincere senza tante sovrastrutture. Mi piace il suono della lingua russa e il francese; mi piace chi sa (sor)ridere e chi non si annoia mai e chi ha una passione. Mi piacciono le giornate solitarie in cui mi sembra che il tempo non sia mai abbastanza, mi piace scrivere a penna, mi piacciono le lettere, i biglietti, le poesie, gli alberi, i posti in cui curiosare, i giardini nascosti e gli angoli da scoprire. (mi piacciono troppe cose per poterle mettere in una sola pagina)

martedì 15 aprile 2008

domenica 13 aprile 2008

Election Day

Comincia con il sole e una fila al seggio così diversa dalle solite quattro persone (più donne che uomini, tanto per cambiare) e le strade non sono vuote come normalmente le strade dei Parioli di domenica mattina. C'è gente anche alla biglietteria della Galleria d'Arte Moderna- ma sono soprattutto stranieri e si affollano nei saloni centrali dove ci sono le (poche) sculture di Fontana; nelle mie sale preferite, quelle del mezzanino, non c'è quasi nessuno e mi godo in pace i Burri, i Twombly, quella tela che amo tanto di Giosetta Fioroni, la pop art nostrana di Pascali e Festa, la stanza dei Capogrossi e quei due enormi disegni di Sol LeWitt che nessuno pare notare e in cui mi sembra di poter scomparire.
Domani torno a Milano e pare mi aspetti il freddo- ma anche gli eventi del Salone e quella che sembra essere diventata la mia vita, in quest'ultimo anno. Torno qui e mi pare di scoprire ogni angolo della città, anche se è uguale a se stesso (a Roma cambia poco o nulla)- ho voglia delle solite cose: della cena giapponese venerdì sera con Paola, con la pioggia fuori e il tavolo sulla terrazza coperta, delle chiacchiere fino a tardissimo, delle passeggiate nei quartieri che conosco così bene, di ritornare in quel posticino messicano in cui sono stata ieri con Betta e Mauro. Ho bisogno di rivedere gli amici che sono qui- che sono diventati una specie di vacanza; di ritrovare pezzi della vita di prima, di ricominciare ad amarla prima del ritorno.
Ci pensavo mentre camminavo per l'ultimo pezzo di salita prima di casa- c'è necessità di ricostruire tutto da zero e questo concetto si applica sia alla politica che a me.

PS qui la musica per il ritorno

giovedì 10 aprile 2008

Scrapbook

Fuori dalla finestra- questo vento da apocalisse e il cielo incerto, come sempre in questi giorni. Io sto qui, un po' abbronzata e un po' dimagrita- con i capelli riccissimi, in canottiera perché fa caldo ma i termosifoni sono ancora accesi e ancora non so se stasera cinema oppure no. Io sto qui e leggo tanto, guardo vecchi film (bei tempi- quando gli scrittori si dedicavano anche ai copioni!), passo pomeriggi nel mio adorato e sicilianissimo studio legale. Al mattino mi metto in balcone, con la tazzina di caffè e la schiena contro il muro caldo di sole come una lucertola, passo pomeriggi un po' frivoli e un po' seri con Nadia- tra borse rosa, vestiti da provare e caffè lunghissimi al Fandango e sere a mangiar vegetariano e in giro con Paolo per i bar travestiti da librerie del rione Monti. Mi riconcilio con la mia città, con le persone di qui- incontro Francesca a via dei Serpenti, Margherita in partenza per chissà dove qui vicino, compagni di scuola che non vedevo da una vita dentro alla Feltrinelli della Galleria Colonna. Cammino tantissimo- su e giù dalla collina che non frana ancora, con gli alberi in fiore e questi brutti cartelloni elettorali; e il Flaminio con le strade splendide e deserte sotto il diluvio che mi ricorda le sere dei vent'anni da Sireno e il Tiepolo con le bottiglie colorate e le villette della Piccola Londra e mi manca terribilmente un motorino per girare in libertà e ho comprato una stilografica viola (con cui però non so più scrivere) e adesso sì, davvero, comincia il momento più bello per star qui.

martedì 8 aprile 2008

Con Dedica

Per tutti quelli che passano di qui- le mie canzoni di stasera (sotto il diluvio)

[e grazie a lui, per avermi fatto scoprire questa cosa]

domenica 6 aprile 2008

(Feels Like) Home

Mi riapproprio di questa casa che mi appartiene come un pezzo di me; giro intorno alle mie cose, annusandole, guardandole, scoprendole ogni volta di nuovo. Scopro il ciclamino fiorito in balcone, il profumo di pulito nell'armadio delle lenzuola; ricevo in regalo un anello vecchio (un piccolo serpente d'oro intorno al mignolo) e vestiti estivi che mi stanno a pennello. E il sole la mattina presto- la prima, lieve abbronzatura, le strade che conosco, il centro affollatissimo e il pubblico attento in libreria. La pizza con gli amici, il silenzio splendido (solo il vento e il canto degli uccelli), i gabbiani che si inseguono, il caffè buono dentro al parco, il pranzo della domenica con mio padre, la telefonata lunga lunga con Paola, gli amici da vedere. Questi giorni che promettono e che forse manterranno, la bellezza scintillante di quello che mi circonda, la quiete domestica, due mostre da vedere proprio sotto casa.

venerdì 4 aprile 2008

Cose Amate

Stasera me ne starò nella mia casetta romana- in mezzo ai libri e a un paio di film che voglio vedere e domani parleremo di un libro che amo molto, Padri e figli (alla solita libreria Croce, ore 19).
Mi immagino Roma in primavera splendida e lucente.

giovedì 3 aprile 2008

Spring

Ieri guardavo fuori dal finestrino del tram- il vento che spazzava via le nuvole grigie svelando l'azzurro, Corso Magenta con i marciapiedi stretti, piazza Cordusio che si apre alla fine di via Meravigli e pensavo: quant'è diverso qui! Dalla bellezza sfacciata e sotto gli occhi di tutti a cui sono abituata- dieci passi per arrivare al parco e avere Roma davanti agli occhi. Le chiese, le cupole, i palazzi vecchi che lasciano intuire affreschi e soffitti a cassettoni dietro i vetri spesso aperti. Le strade piene di alberi e fiori alla portata di tutti, portoni spalancati verso giardini; strati di storia a ogni passo, vicoli pieni di sorprese per chi sa allontanarsi dalla via principale, labirinti.
Milano è discreta e bisogna andare a cercare i suoi angoli; è una città piccina e lineare- che non mostra i suoi lati più belli ma troppo spesso mette in evidenza le sue brutture. Una città di giardini nascosti, di strade silenziose, di quartieri ancora da scoprire; ieri sera- prima di andare a vedere questo spettacolo (che mi ha molto divertita e anzi, se vi capita, andatelo a vedere!) passeggiavamo per via Savona che si prepara alla settimana del salone e c'erano angoli davvero pieni di grazia ed eleganza. E prima, le colonne di San Lorenzo e piazza Vetra senza le folle, i Navigli ancora vivibili e quel vento insolito che abbassava la temperatura e un libro a metà prezzo e sto bene qui e adesso vorrei non andare via, fermarmi e conoscere ancora un po' questa città.

mercoledì 2 aprile 2008

Aprile

"Qualcuno ha la gioia e non se ne fa nulla
qualcuno adesso soffre, qualcuno
ha una libertà improvvisa
ma era solo il suo oroscopo
e la ragazza che ha vinto il maschio nella lotta
è sopra di lui e capisce cos'è l'amore
e allora sono piene di significato queste strade,
la loro erba, l'odore
di ossigeno dopo il lampo
non temere, non ti hanno capito, guarda i riflessi dell'acqua:
ogni cosa è nuova più di noi: non ritirare per primo la mano
perché una pupilla, una leggera
voglia di domani, una raffica parata con l'ombrello
tutto assomiglia a qualcuno
e lo richiama, respira nel suo, non vuole
morire, lo aspetta con la luce di un riflettore
acceso sopra l'acqua, con la
piena imperforabile
c'è un cunicolo solo e non basta
ma siamo vivi, dicevi, ancora vivi" (Milo De Angelis)

(Ed è arrivata la primavera e qui gli alberi fioriscono adesso e ieri sera, andando verso il posto tutto bianco dove ho cenato con Elisabetta, ho scoperto stradine di paese. E le chiacchiere, qualche stella, l'aria tiepida, la poca voglia di andare via, il tipo che aveva montato la macchina fotografica sul treppiede e scattava, scattava sulla folla che entrava e usciva- fermata Duomo- e le notti che durano meno ma a volte sembrano infinite)

martedì 1 aprile 2008

Time

"Il tempo (è cosa nota) vola qualche volta come un uccello e qualche volta striscia come un verme, ma l'uomo si sente bene specialmente quando nemmeno si accorge se passi presto o con lentezza" (Ivan Turgenev, Padri e figli)

Passa e basta e io non me ne accorgo; guardo l'agenda, vedo tutti gli impegni che si incastrano ordinatamente come i pezzi di un puzzle, ringrazio mentalmente tutte le persone sono in questo tempo e mi aiutano a stare bene. Come scrivevo ieri: mi pare che ci siano ancora tante cose da fare, da imparare, da vivere- per il resto non c'è posto.