venerdì 10 aprile 2009

Good Friday

Quello che vorrei adesso. Che le persone a cui voglio bene siano felici; che finisca presto il tempo dei malesseri- che ci siano sempre musica e bellezza. Vorrei vivere sempre in modo gioioso questo amore che è un dono, vorrei che la distanza non sia tanto pesante da sopportare. Tanto cielo e mete lontane, pagine e poesie; il sonno quieto, le ore che scorrono, le attese senza angosce. Scrivere e ricordarmi i sogni- non solo quelli brutti; i disegni di Hiroshige, i quadri di Twombly, tutte Roma davanti dalla vetrata delle Scuderie. Vorrei pace e silenzio e la casa inondata di luce al mattino, viaggi, ritorni, il mare e il sole sulla pelle. Sorrisi, tenerezza e dolci da preparare, sere a ridere e abbracciarsi, complicità fra amiche. Vorrei il diritto di essere me stessa- interamente.

mercoledì 8 aprile 2009

Cose Che Ho Fatto a Milano (In Una Settimana O Poco Più)

Riprendere possesso della casetta, fare un brunch al California Bakery; perdere tempo, leggere, dormire. Camminare tantissimo sotto la pioggia; spedizioni al Libraccio, aperitivo e chiacchiere, un pomeriggio di shopping con Elisabetta, pranzo giapponese, cena buffa con la Lise (quanto mi manca la Lise!). Tre concerti in una settimana, rivedere Silvia anche se per poco tempo, mettere lo smalto nero sulle mani, ballare fino a notte fonda in un locale affollato, assistere alla morte definitiva della lavatrice e strizzare il bucato a mano. Litigare, riconciliarmi, scoprire che anche lì sono sbocciati i fiori, prendere il caffè con Ele, evitare la metropolitana, rimandare il ritorno varie volte, cambiare programma. Ora sono a casa, un po' spaventata dai terremoti e sollevata perché ogni cosa sembra al suo posto; a Roma pare definitivamente primavera- che è la stagione che amo e detesto di più perché mi si scatenano una serie di malanni.
C'è il sole e il ciclamino sul balcone è risorto.

il sole oggi è il mio psichiatra

"vuole curarmi, mi vuole analizzare
vuole donarmi la consapevolezza.

se ne frega che la luce che risplende
è per me una tigre che mi assale.
se i suoi raggi sono un elettroshock
e mi fanno crepare di tristezza.

se la sua oltraggiosa bellezza
è soltanto una tremenda penitenza
una iena alle calcagna per spolpare
le ossa fragili di questa mia esistenza" [francesca genti, poesie d'amore per ragazze kamikaze]